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Articolo 124 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Obbligo di osservanza delle norme processuali

Dispositivo dell'art. 124 Codice di procedura penale

1. I magistrati, i cancellieri e gli altri ausiliari del giudice[126], gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria [57] sono tenuti a osservare le norme di questo codice anche quando l'inosservanza non importa nullità[177-186] o altra sanzione processuale.

2. I dirigenti degli uffici vigilano sull'osservanza delle norme anche ai fini della responsabilità disciplinare.

Ratio Legis

La norma persegue l'obiettivo di garantire la legalità del procedimento.

Spiegazione dell'art. 124 Codice di procedura penale

La norma in commento è diretta a tutelare il principio di legalità nel procedimento, e, accogliendo a sua volta il principio di tassatività della nullità, rappresenta una importante norma di chiusura.

A prescindere dunque dalla comminatoria di forme sanzionatorie endoprocessuali, il legislatore stabilisce che le norme del codice devono essere osservate dai magistrati, dai cancellieri, dagli altri organi ausiliari del giudice e del pubblico ministero, compresa la polizia giudiziaria, anche se l'osservanza di tali obblighi viene in rilievo tramite la responsabilità disciplinare (o eventualmente penale).

Massime relative all'art. 124 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 3651/2014

L'inosservanza della disposizione di cui all'art. 351, comma primo ter, c.p.p., secondo cui, nei procedimenti relativi a determinati delitti, la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal pubblico ministero, non comporta la nullità delle dichiarazioni assunte, ma può assumere rilievo ai fini di una responsabilità disciplinare e può incidere sulla valutazione di attendibilità dei contenuti dichiarativi.

Cass. pen. n. 5307/2008

È abnorme, e quindi ricorribile per cassazione, il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero per la genericità o indeterminatezza dell'imputazione, senza avergli previamente richiesto di precisarla. Nella diversa ipotesi in cui il pubblico ministero, dopo essere stato ritualmente sollecitato all'integrazione dell'atto imputativo, rimanga inerte, il medesimo giudice è invece legittimato ad adottare un provvedimento restitutorio che determini la regressione del procedimento, sulla falsariga di quanto previsto dall'art. 521, comma secondo, c.p.p., onde consentire il nuovo esercizio dell'azione penale in modo aderente alle effettive risultanze d'indagine. (Mass. redaz.).

Cass. pen. n. 8737/2003

La violazione del segreto della camera di consiglio conseguente alla partecipazione ad essa di persone illegittimamente ammesse ad assistervi costituisce vizio che, pur rilevante agli effetti della responsabilità personale del magistrato ai sensi dell'art. 124 c.p.p., non è specificamente sanzionato da nullità e quindi, in forza del principio di tassatività di cui all'art. 177 stesso codice, non influisce sulla validità della pronuncia giudiziale, né può essere ricondotto a una questione di capacità del giudice, sotto il profilo del dubbio sulla sua indipendenza, in quanto non esiste nell'ordinamento un nesso imprescindibile tra indipendenza del giudice e segretezza. (Fattispecie relativa alla partecipazione alla camera di consiglio dei giudici popolari supplenti di corte d'assise).

Cass. pen. n. 3056/1995

L'omessa notificazione del ricorso per cassazione dell'imputato alle parti civili non dà luogo a nullità di ordine generale né a decadenza dell'impugnazione, trattandosi di circostanza non prevista dall'art. 591 c.p.p. quale causa di inammissibilità; l'omissione dell'incombente da parte del cancelliere può eventualmente risolversi in illecito disciplinare a carico del medesimo.

Cass. pen. n. 2773/1995

La norma dell'art. 451 n. 5 c.p.p. che prescrive che l'imputato contro il quale si procede con giudizio direttissimo debba essere avvertito della facoltà di richiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento è priva di sanzione e l'inosservanza non determina alcuna nullità processuale potendo solo eventualmente assumere rilevanza ai fini di una responsabilità disciplinare secondo quanto previsto dall'art. 124 c.p.p. Così pure nessuna nullità è determinata dalla irregolarità nelle formalità di nomina e citazione dell'interprete, quando comunque questi sia presente al dibattimento.

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