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Articolo 557 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Deposito dell'atto di pignoramento

Dispositivo dell'art. 557 Codice di procedura civile

(1) Eseguita l'ultima notificazione, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l'atto di pignoramento e la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari (2). La conformità di tali copie è attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo.

Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell'atto di pignoramento e della nota di trascrizione entro quindici giorni dalla consegna dell'atto di pignoramento. Nell'ipotesi di cui all'articolo 555, ultimo comma, il creditore deve depositare la nota di trascrizione appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari (3).

Il cancelliere forma il fascicolo dell'esecuzione (4). Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie dell'atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore.

Note

(1) Articolo così sostituito dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla L. 10 novembre 2014, n. 162.
(2) L'ufficiale giudiziario che ha eseguito il pignoramento è competente ad effettuare il deposito dell'atto di pignoramento. Egli può effettuare il deposito personalmente oppure servendosi del servizio postale; non può, invece, lasciare tale incarico al creditore pignorante.
(3) La norma indica il termine di 15 giorni per il deposito da parte del creditore pignorante del titolo esecutivo e del precetto. Si tratta di un termine non perentorio ma ordinatorio (si veda art. 154).
Tuttavia il debitore, in caso di mancato deposito, potrà far valere la nullità del pignoramento mediante l'opposizione agli atti esecutivi (si veda art. 617).
(4) Si precisa che nel fascicolo dell'esecuzione devono essere inseriti l'atto di pignoramento, la nota di trascrizione, il titolo esecutivo, il precetto, l'eventuale avviso ai creditori iscritti (v. 498) e gli eventuali pignoramenti successivi sugli stessi beni, con il vantaggio di riunire le relative procedure (v. 561).

Massime relative all'art. 557 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 6426/2009

In tema di esecuzione forzata, il deposito del titolo esecutivo, prescritto dall'art. 557, secondo comma, cod. proc. civ., è volto a consentire al giudice dell'esecuzione di accertare che la parte istante, come affermato nel precetto e nel pignoramento, ha diritto di procedere all'espropriazione immobiliare, ed in mancanza di esso il debitore può far valere, con l'opposizione di cui all'art. 617 cod. proc. civ., la nullità degli atti successivi, entro il termine di decadenza decorrente dalla conoscenza legale di ciascuno di essi; non essendo peraltro previsto un termine per tale adempimento, l'effettuazione del deposito nel corso del giudizio di opposizione impedisce la pronuncia della nullità, in quanto l'intervenuta dimostrazione del possesso del titolo da parte del creditore istante consente di ritenere raggiunto lo scopo perseguito dalla regola violata.

Cass. civ. n. 6957/2007

Il deposito del titolo esecutivo e del precetto, onde consentire al giudice di accertare la loro regolarità formale, al fine di procedere all'espropriazione immobiliare, non è soggetto a termine perentorio (art. 557, secondo comma, c.p.c.), e pertanto non è nulla l'ordinanza di vendita, se tali atti sono allegati al fascicolo dell'esecuzione in un momento successivo a quello disposto dalla norma

Cass. civ. n. 2370/1964

In tema di espropriazione immobiliare, il termine di cinque giorni dall'atto di pignoramento, fissato dal secondo comma dell'art. 557 c.p.c. per il deposito, nella cancelleria del tribunale competente per la esecuzione, del titolo esecutivo o del precetto, è ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, non può ritenersi indispensabile, ai fini della validità dell'esecuzione, la certificazione da parte del cancelliere della data precisa in cui il deposito sia stato effettuato dalle parti, restando adempiuto, con la materiale acquisizione del titolo e del precetto al fascicolo del processo esecutivo, il precetto della legge, inteso a consentire al giudice dell'esecuzione di procedere all'accertamento della regolarità formale di detti documenti prima di disporre l'ulteriore corso della espropriazione forzata.

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Consulenze legali
relative all'articolo 557 Codice di procedura civile

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Giuliana A. chiede
mercoledì 23/04/2014 - Lazio
“in data 13 febbraio ho avuto la notifica del pignoramento di euro 4.200 presso l'inps della mia pensione per il mancato pagamento delle spese di giudizio al Condominio e l'udienza è stata fissata per il sette maggio; tuttora presso il tribunale non risulta un procedimento in cui sono parte;dal mese di maggio l'inps trattiene 315 euro sulla pensione di euro 1758 al netto di una cessione del quinto esistente dal 2009. Domanda:la somma trattenuta per quanto mi risulta supera il quinto tra il minimo vitale e la pensione netta percepita giusto sentenza della cassazione n.18755-2013; il creditore quando può presentare il fascicolo presso il tribunale? se non mi costituisco in giudizio dovrò egualmente pagare le spese forensi alla controparte ? Ho 82 anni, sono in causa con il Condominio da 12 anni,purtroppo non ho buone condizioni di salute e la volontà di fregarsene è veramente forte. Un sincero ringraziamento”
Consulenza legale i 30/04/2014
Con la sentenza n. 18755/2013, la Corte di cassazione ha stabilito che è pignorabile solo il quinto della quota di pensione netta mensile che eccede il minimo vitale.
La Suprema Corte ha però dato atto che il legislatore non è ancora intervenuto in materia stabilendo la soglia del "minimo vitale".
L'indagine circa la sussistenza o l'entità della parte di pensione necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle sue esigenze di vita spetta quindi "alla valutazione in fatto del giudice dell'esecuzione", "incensurabile in cassazione se logicamente e congruamente motivata".
Pertanto, nel caso di specie, solo il giudice dell'esecuzione interpellato per il pignoramento presso terzi (artt. 543 ss. c.p.c.) potrà stabilire qual è la quota di pensione "minima" impignorabile e di conseguenza determinare quale sia il residuo ancora a disposizione del creditore procedente.
Ciò considerato, è possibile pignorare un ulteriore quinto della pensione su cui già esiste una cessione volontaria del quinto, se, tolti i 2/5, residua ancora quel "minimo vitale" richiesto dalla giurisprudenza.

Nel pignoramento presso terzi, il creditore procedente può pagare il contributo unificato e quindi costituirsi in giudizio sino al giorno dell'udienza, quindi è possibile che prima del 7 maggio la cancelleria non abbia provveduto all'iscrizione a ruolo della causa di pignoramento.

La mancata costituzione del debitore non influisce sull'obbligo o meno di versare le spese di lite al creditore procedente, tanto che molto spesso nella prassi all'udienza fissata nell'atto di pignoramento il debitore non compare, salvo ritenga di potersi difendere sotto qualche profilo, proponendo opposizione (art. 615, comma 2, c.p.c.), o voglia chiedere che il Giudice dell'Esecuzione provveda a determinare modalità di pagamento particolari. In ogni caso, se la notifica del pignoramento è stata regolare e se non vi sono validi motivi di opposizione, il Giudice non potrà che assegnare la somma richiesta al creditore procedente, somma comprensiva di tutte le spese del giudizio di esecuzione che vengono quindi liquidate.

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