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Articolo 744 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Copie o estratti da pubblici registri

Dispositivo dell'art. 744 Codice di procedura civile

I cancellieri e i depositari di pubblici registri sono tenuti, eccettuati i casi determinati dalla legge [476, 698 3], a spedire a chiunque ne faccia istanza le copie e gli estratti degli atti giudiziali (1) da essi detenuti, sotto pena dei danni e delle spese [60] (2).

Note

(1) La norma in analisi si limita a ribadire il contenuto dell'articolo precedente riferendosi però agli atti giudiziali, ovvero non solo quelli del giudice, ma tutti quelli sono compiuti o anche acquisiti durante il processo.
(2) Si precisa che sussiste una serie di norme che circoscrive l'obbligo di emissione e spedizione di copie, in deroga quindi al principio generale (475, 476; disp. att. 100). Infatti, i soli atti per il rilascio delle cui copie non sussiste alcuna limitazione sono i provvedimenti del giudice che sono caratterizzati per la loro natura pubblicistica, ovvero quelli destinati ad operare fuori il processo, come le sentenze, la cui pubblicità è prevista dall'art. 133 e anche i decreti ingiuntivi.

Massime relative all'art. 744 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 297/1979

La consultazione od estrazione di copie di atti del fascicolo fallimentare, che non siano per loro natura destinati alla pubblicazione, e sempreché non ricorrano specifiche posizioni tutelate nell'ambito della procedura concorsuale, non integra un diritto di ogni soggetto interessato, ma postula una specifica autorizzazione del giudice delegato (o del tribunale fallimentare in sede di reclamo), alla stregua della sua discrezionale valutazione degli interessi del procedimento fallimentare. Questo principio non soffre deroga con riguardo alla relazione del curatore, atto di natura riservata, per il caso in cui una copia sia richiesta da un terzo, estraneo al fallimento, sottoposto a procedimento penale per fatti evidenziati da detta relazione, atteso che i diritti di tale terzo, ivi compreso quello di difesa, sussistono e sono tutelabili solo nell'ambito del processo penale a suo carico.

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Consulenze legali
relative all'articolo 744 Codice di procedura civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Morali B. chiede
venerdģ 21/08/2020 - Lombardia
“Un avvocato X, per cercare di escludere la testimonianza di un testimone fondamentale di parte opposta (convenuta), ha fatto effettuare al suo cliente Signora A., una DENUNCIA nei confronti del testimone B, per la denuncia l'avvocato x ha utilizzato dei documenti appartenenti ad una vecchia testimonianza in una causa diversa di un soggetto terzo che nulla ha a che vedere con la causa e li ha raffrontati alle attuale testimonianze data in quella sede, violando gravemente a mio avviso sia la privacy dei soggetti terzi della causa precedente e violando la privacy del testimone stesso. Non contempo l'avvocato ha poi depositato la denuncia in Tribunale prima che al testimone B fosse notificata e ne venisse a conoscenza, essendo le indagini preliminari ancora in corso, e l'avvocato x ha poi depositato nella sua causa anche tutti i fatti privati dei soggetti terzi della causa precedente estranei alla causa in corso.
Non si comprende come la Signora A ed i suoi avvocati X siano venuti a conoscenza ed in possesso dei verbali di altro procedimento civile a lei estraneo e tanto meno si comprende come tali verbali possano essere stati prodotti in una causa che nulla aveva ed ha a riguardare rispetto a quella relativa agli interessi della denunciante. Richiedo quali reati penali oltre quello deontologico sono stati commessi dall'avvocato X e dal suo cliente nei confronti del testimone B e dei terzi soggetti.”
Consulenza legale i 09/09/2020
Per rispondere al quesito in esame va premesso che l’art. 744 del codice di procedura civile dispone che i cancellieri sono tenuti, eccettuati i casi determinati dalla legge, a rilasciare a chiunque ne faccia istanza le copie e gli estratti degli atti giudiziari da essi detenuti.
Come si evince già dalla lettura di tale norma, per ottenere copia di un atto giudiziario non occorre essere parte del procedimento dal cui fascicolo viene estratto. Deve però trattarsi, appunto, di un atto giudiziario cioè di un atto proveniente dal giudice o comunque compiuto o acquisito durante il processo.
Da ciò ne consegue che non si può chiedere copia di di atti di parte di un procedimento in cui non si è costituiti. Per questi ultimi, occorre essere muniti di procura (si veda, in proposito, quanto previsto dall’art. 76 disp.att. c.p.c.).

Ciò brevemente premesso, venendo allo specifico della presente vicenda si osserva quanto segue.

Leggiamo nel quesito che è stato depositato il verbale di una testimonianza resa in un altro procedimento civile dal medesimo testimone.
Non conoscendo minimamente gli atti di causa, non possiamo sapere nel merito se tale strategia processuale sia o meno rilevante nel giudizio in corso. Quel che appare molto probabile è che -con i soli scarni elementi in nostro possesso - non si ravvisa né un illecito deontologico dell’avvocato né tanto meno un reato contro la privacy (per inciso il termine “reato penale” non esiste: un reato è per sua natura un illecito penale) tra quelli previsti e disciplinati dagli articoli 167 e seguenti del D.Lgs n.196 del 2003 mancando sia l’elemento oggettivo della condotta che quello soggettivo del dolo.
L’unico aspetto da valutare è, come accennato sopra, la rilevanza di un tale deposito nel giudizio in corso, circostanza che però dovrà essere valutata dal Giudice.