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Articolo 196 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

[Aggiornato al 31/10/2020]

Principio di solidarietà

Dispositivo dell'art. 196 Codice della strada

1. Per le violazioni punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria il proprietario del veicolo ovvero del rimorchio, nel caso di complesso di veicoli, o, in sua vece, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. Nelle ipotesi di cui all'art. 84 risponde solidalmente il locatario e, per i ciclomotori, l'intestatario del contrassegno di identificazione.

2. Se la violazione è commessa da persona capace di intendere e di volere, ma soggetta all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorità o incaricata della direzione o della vigilanza è obbligata, in solido con l'autore della violazione, al pagamento della somma da questi dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

3. Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente o associazione privi di personalità giuridica o comunque da un imprenditore, nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l'ente o associazione o l'imprenditore è obbligato, in solido con l'autore della violazione, al pagamento della somma da questi dovuta.

4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, chi ha versato la somma stabilita per la violazione ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione stessa.

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Consulenze legali
relative all'articolo 196 Codice della strada

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Fuda A. chiede
venerdì 09/10/2020 - Calabria
“Buongiorno.
Due anni fa ho venduto una Vespa 50 per 200 euro intestata a mia cognata che vive a Bologna, l'aveva lasciata nel mio garage, non funzionante già da diversi anni, infatti l'ultima polizza assicurativa risale al 2016. Mi sono trattenuto la targa, e ho raccomandato l'acquirente di fare il passaggio di proprietà, purtroppo non sapevo che mia cognata doveva fare la comunicazione alla motorizzazione civile. Il 16 Settembre a Gioia Tauro è stato fermato un ragazzo con la vespa: senza targa, senza assicurazione e senza patente, mai conseguita . Le multe sono rispettivamente di € 80, € 868 e € 5000, ( se si pagano entro 60 gg) il ragazzo ha riferito ai carabinieri che non paga nulla perchè la vespa non è sua. Il 3 Ottobre mia cognata è stata convocata a Bologna dai Carabinieri, notificandole, come obbligato in solido, le 3 multe. Io adesso mi sento responsabile con mia cognata in quanto lei non sapeva nulla di questa storia, perchè l'aveva lasciata a me piuttosto che demolirla. Vorrei pagare subito le prime due multe da € 80 e € 868, e sapere se mia zia può difendersi in qualche modo, anche demolendo la vespa, se lo può fare in questo stato, e soprattutto se è obbligata in solido anche per la guida senza patente, perchè se non si paga entro 60 gg arriva a 15.000 euro circa. La vespa è in fermo amministrativo e affidata in custodia al trasgressore.

Saluti Antonio F.”
Consulenza legale i 13/10/2020
In primo luogo va premesso che, come è stato correttamente accennato nel quesito, il venditore del ciclomotore avrebbe dovuto comunicare la sospensione dalla circolazione del mezzo per passaggio di proprietà alla Motorizzazione Civile e richiedere il relativo certificato: cosa che, nella presente vicenda, ci pare di capire che non sia avvenuta.
Correttamente invece la targa è rimasta a Lei in quanto nei ciclomotori essa è personale non può essere oggetto di cessione a terzi.
L’acquirente, a sua volta, avrebbe dovuto richiedere una nuova targa.

Ciò premesso, per rispondere al quesito in esame, occorre far riferimento a quanto previsto dall'art. 196 del codice della strada secondo cui “il proprietario del veicolo [...] è obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà”.
In relazione a tale principio la Suprema Corte con la sentenza n.22318/2014 ha evidenziato che: “ la giurisprudenza di questa Corte, con considerazioni estensibili anche agli illeciti previsti dal CdS, ha chiarito la portata della clausola di esonero da responsabilità: "Il proprietario del veicolo, il quale intenda sottrarsi alla presunzione di responsabilità prevista dal terzo comma dell'art. 2054 c.c., non può limitarsi a provare che la circolazione sia avvenuta senza il suo consenso (invito domino), ma deve dimostrare che la stessa abbia avuto luogo "contro la sua volontà" (prohibente domino), il che postula che la volontà contraria si sia manifestata in un concreto e idoneo comportamento ostativo specificamente rivolto a vietare la circolazione ed estrinsecatosi in atti e fatti rilevatori della diligenza e delle cautele allo scopo adottate”.
Inoltre: "la valutazione della diligenza del proprietario e della sufficienza dei mezzi adottati per impedire la circolazione del veicolo deve essere compiuta secondo un criterio di normalità ed in relazione al caso concreto e che il relativo accertamento è rimesso al giudice di merito, il cui giudizio, se adeguatamente motivato, è incensurabile in sede di legittimità".

Alla luce di quanto precede, possiamo quindi affermare che purtroppo la proprietaria della Vespa è responsabile in solido per le violazioni compiute dal guidatore, compresa la guida senza patente.
Tuttavia, è però parimenti obbligato l'autore delle violazioni (chi aveva acquistato la vespa nel nostro caso) il quale certamente non può affermare di non pagare nulla in quanto non proprietario. Chiaramente, proprio in forza del principio di solidarietà, se uno dei due obbligati non adempie l'altro sarà tenuto al pagamento per l'intero (art. 1292 c.c.).
Laddove poi uno dei due abbia adempiuto, potrà comunque agire in regresso verso l'altro obbligato in solido per la parte che gli compete (la metà, nel nostro caso) come espressamente previsto dall'art. 1299 del codice civile.

Ciò posto, per come si sono svolti i fatti, riteniamo che la proprietaria potrebbe forse tentare di sostenere che la guida del mezzo sia avvenuta contro la sua volontà.
In effetti, la vespa era nel Suo garage e fu consegnata al potenziale acquirente a sua insaputa.
E’ vero che ciò costituirebbe una mera mancanza di consenso e non una manifestazione contraria di volontà.
Ma è altrettanto vero che la proprietaria non poteva certamente immaginare che la moto venisse nel frattempo ceduta a terzi mentre era collocata in una garage in calabria.
In ogni caso, per tentare di sostenere quanto sopra la proprietaria dovrebbe proporre opposizione ai sensi e nei termini di cui all’art. 205 C.d.S.
Chiaramente, per quanto sopra specificato, il buon esito non sarebbe certo.

In alternativa, pagata la sanzione, la proprietaria (oltre che agire in regresso ai sensi dell'art. 1299 c.c. come sopra specificato) potrebbe agire in rivalsa anche nei Suoi confronti che ha ceduto a terzi la vespa senza nulla comunicare.

Da ultimo, quanto alla demolizione del mezzo (per quanto riguarda la sanzione per guida senza assicurazione) essa comporterebbe una riduzione dell’importo della metà della sanzione se eseguita nei tempi e con le modalità previste dal terzo comma dell’art. 193 CdS.

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