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Articolo 23 Codice del processo amministrativo

(D.lgs. 2 luglio 2010, n.104)

Difesa personale delle parti

Dispositivo dell'art. 23 Codice del processo amministrativo

1. Le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore nei giudizi in materia di accesso e trasparenza amministrativa, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

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Consulenze legali
relative all'articolo 23 Codice del processo amministrativo

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Maria P. chiede
martedì 06/03/2018 - Lombardia
“Buongiorno,con riferimento al Dlgs n.104 del 2010,l'art 23 espone che la parti possono stare in giudizio personalmente.Qualora il soggetto che vuole presentare il ricorso al Tar contro il diniego all'accesso od il silenzio-diniego,fosse invalido,può essere rappresentato da un famigliare con procura speciale o in tal caso non ha altra scelta che ricorrere ad un legale?.Molte grazie.”
Consulenza legale i 13/03/2018
Per dirimere la questione è innanzitutto doveroso precisare che non esiste una giurisprudenza o una dottrina che si sia occupata dell'art. 23 D.Lgs. 104/2010.

A parere di chi scrive, tale lacuna è da ascriversi semplicemente al fatto che probabilmente la possibilità di farsi assistere da persona di fiducia viene data per scontata.
Ad ogni modo, un appiglio normativo o giurisprudenziale va comunque fornito.

L'art. 82 prevede a tal proposito la possibilità che davanti al Giudice di Pace le parti possano stare in giudizio personalmente nelle cause in cui il valore non ecceda Euro 1.100,00 e, negli altri casi, il Giudice può comunque autorizzarne la difesa personale in giudizio in considerazione del valore e dell'entità della causa.

Orbene, con riferimento a tale norma, la Cassazione, con sent. n. 8026/2006 ha stabilito che: “Nei giudizi dinanzi al giudice di pace, nei casi in cui è ammessa la difesa personale della parte, deve ritenersi consentito alla stessa la facoltà di delegare la partecipazione all'udienza ad altro soggetto”.

Tale principio può sicuramente traslarsi anche nel processo amministrativo.

Invero, la norma di cui al quesito, è ispirata da un favor nei confronti delle parti e questo perchè le materie in cui è prevista la difesa personale, come l'accesso e la trasparenza amministrativa, sono da considerarsi campi in cui vengono in gioco diritti soggettivi di fondamentale importanza.

Questo unitamente alla constatazione che trattasi di materie in cui le parti non devono fornire un grande apporto dal punto di vista tecnico-procedurale, dato che per il Giudice spesso si tratterà solamente di valutare i presupposti nomativi ai fini dell'ostensione dei documenti.

La ragione predominante è comunque consentire un risparmio di spesa (il compenso professionale dell'avvocato) alle parti, onde non scoraggiare il ricorso alle tutele previste per l'accesso ai documenti amministrativi e per le altre materie indicate.

A parere di chi scrive, pertanto, non vi sono ragioni per negare la validità di una procura speciale conferita ad una persona di fiducia al fine di presenziare al giudizio e poter esporre le proprie ragioni.