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Articolo 680 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Revocazione espressa

Dispositivo dell'art. 680 Codice civile

La revocazione espressa (1) può farsi soltanto con un nuovo testamento [587 ss. c.c.] (2), o con un atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni, in cui il testatore personalmente dichiara (3) di revocare, in tutto o in parte, la disposizione anteriore (4) (5) [681, 682, 684 c.c.].

Note

(1) La revocazione espressa consiste in una dichiarazione di volontà, unilaterale e non recettizia, mediante la quale si rendono inefficaci le disposizioni testamentarie precedenti.
(2) Il testamento successivo revoca quello precedente a prescindere dalla forma utilizzata: un testamento pubblico può essere reso inefficace da un successivo testamento olografo.
(3) Non è ammessa la rappresentanza.
(4) Tale dichiarazione può essere contenuta anche in un atto notarile avente un contenuto giuridico ulteriore rispetto alla revoca.
(5) Dalla revocazione espressa si distingue quella tacita che può verificarsi in caso di:
- testamento posteriore incompatibile con quello anteriore (v. art. 682 del c.c.);
- distruzione del testamento olografo (v. art. 684 del c.c.);
- ritiro di un testamento segreto in cui difettino i requisiti del testamento olografo (v. art. 685 del c.c.);
- alienazione e trasformazione della cosa legata (v. art. 686 del c.c.).

Ratio Legis

Il formalismo richiesto per la revoca di un testamento da un lato richiama l'attenzione del suo autore sull'importanza dell'atto, dall'altro rende più difficoltoso per i terzi influire sulla volontà del testatore.

Brocardi

Posteriore testamento, quod iure perfectum est, superius rumpitur
Probatio mutatae voluntatis ab heredibus exigenda est

Massime relative all'art. 680 Codice civile

Cass. n. 22983/2013

La revocazione espressa del testamento può farsi, ai sensi dell'art. 680 c.c., oltre che con un atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni, con un nuovo testamento, mediante una dichiarazione di volontà unilaterale e non recettizia, diretta a togliere, in tutto o in parte, efficacia giuridica a precedenti disposizioni testamentarie dello stesso revocante; ne consegue che, a tal fine, non può essere considerata come una formula di stile l'espressione "revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria" contenuta nel testamento posteriore.

Cass. n. 4119/1986

La revoca tacita del testamento olografo non è ammessa in via generale potendo essa risultare soltanto dal compimento degli atti o fatti indicati in modo tassativo dalla legge, i quali implicano l'inequivoca volontà del testatore di revocare le sue precedenti disposizioni testamentarie. (Nella specie, in applicazione del suriportato principio, la S.C. ha ritenuto che correttamente la corte d'appello non aveva ammesso la prova orale diretta a dimostrare che il testatore aveva manifestato la volontá di revoca incaricando il coniuge di distruggere l'olografo).

Cass. n. 1964/1986

La revoca espressa del testamento consiste in una dichiarazione di volontà unilaterale e non recettizia, diretta a togliere in tutto o in parte efficacia giuridica a precedenti disposizioni testamentarie dello stesso revocante, e può essere manifestata con un testamento posteriore, anche privo di ulteriori disposizioni patrimoniali, oppure con un atto notarile redatto alla presenza di due testimoni.

Cass. n. 829/1975

La norma dell'art. 680 c.c. sulla revoca del testamento riguarda esclusivamente le disposizioni di ultima volontà, cioè gli atti di volontà, non già le dichiarazioni di scienza (nella specie, confessione) che restano ferme anche in caso di revoca delle disposizioni testamentarie.

Cass. n. 1405/1968

È valida ed efficace la revoca di un precedente testamento (contenente disposizioni patrimoniali) espressa in un atto che del testamento ha soltanto i requisiti formali e non pure i sostanziali.

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Quesiti degli utenti
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Pier Luigi B. chiede
venerdì 30/12/2011 - Toscana
“un testamento pubblico, col quale si" revoca ogni precedente testamento " e si istituisce un legato per i denari e titoli sul c c ed in ogni modalità conservati, può dirsi contenga revoca in tutto o solo in parte di un precedente testamento olografo in cui si lasciava tutto in eredità?”
Consulenza legale i 02/01/2012

Caratteristica del testamento è la sua incondizionata ed irrinunciabile revocabilità fino al momento della morte. Lo scopo è quello di permettere l'eliminazione del regolamento di interessi precedentemente disposto, quando sopraggiunga un mutato apprezzamento della sua convenienza secondo il pensiero e l'inclinazione d'animo del testatore. La revoca del testamento può quindi definirsi come una sorta di ritrattazione di un atto giuridico compiuta dall'autore dello stesso, che può essere fatta fino in punto di morte (salva la capacità d'intendere e volere, ovviamente).

La revoca espressa del testamento consiste nell'atto negoziale a mezzo del quale il testatore esprime l'intento di porre nel nulla totalmente (come nel caso di specie) o parzialmente le proprie precedenti disposizioni di ultima volontà. Essa può venire attuata in due forme: mediante un nuovo testamento o in forza di atto pubblico unicamente fine a se stesso, ricevuto da notaio in presenza di due testimoni.

Nel caso di specie si tratta di una vera e propria revoca espressa della totalità delle disposizioni precedenti, effettuata attraverso un nuovo testamento pubblico diretto a togliere efficacia giuridica al precedente testamento olografo. Saranno dunque valide le disposizioni a titolo particolare contenute nel nuovo testamento pubblico. Inoltre, se con quest'ultimo il de cuius ha disposto solo di alcuni beni, accanto alla successione testamentaria si aprirà la successione legittima e quindi i beni non indicati in testamento saranno devoluti agli eredi più prossimi secondo le regole della successione legittima.


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