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Articolo 562 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Insolvenza del donatario soggetto a riduzione

Dispositivo dell'art. 562 Codice civile

Se la cosa donata (1) è perita per causa imputabile al donatario o ai suoi aventi causa (2) o se la restituzione della cosa donata non può essere richiesta contro l'acquirente [563], e il donatario (3) è in tutto o in parte insolvente, il valore della donazione che non si può recuperare dal donatario si detrae dalla massa ereditaria (4), ma restano impregiudicate le ragioni di credito del legittimario e dei donatari antecedenti contro il donatario insolvente.

Note

(1) Esempio: Tizio muore, lasciando un relictum pari a zero. In vita ha effettuato due donazione, del valore di 100 ciascuna, a Caio nel 2000 e a Sempronio nel 2010. L'unico figlio, Mevio, ha diritto ad una quota di legittima pari a 100, ossia alla metà del relictum meno debiti più donatum (0 - 0 + 200 / 2 = 100). Per ottenere tale quota può agire con l'azione di riduzione nei confronti di Sempronio, che ha ricevuto la donazione più recente. Ove il bene donato a Sempronio sia perito e questo sia insolvente, la norma in commento stabilisce che il valore del bene perito vada detratto dalla massa ereditaria. La quota di legittima che Mevio può pretendere dai donatari anteriori risulta, di conseguenza, essere pari a 50 (0 - 0 + 100 / 2 = 50). Mevio può agire nei confronti di Caio per ottenere tale quota (50), rimanendo al contempo creditore nei confronti di Sempronio per i restanti 50. A sua volta Caio ha diritto di regresso nei confronti di Sempronio per quanto restituito a Mevio (50).
(2) Vi rientrano anche il denaro e i beni fungibili.
(3) Ove il bene oggetto di donazione sia perito per causa non imputabile al donatario, esso non viene computato per la quantificazione della porzione disponibile (v. art. 556 del c.c.) e della legittima (v. art. 536 del c.c.).
(4) La norma si applica anche nei confronti degli eredi e dei legatari insolventi.
(5) In caso di deterioramento del bene oggetto di donazione si distingue a secondo che la causa sia imputabile o meno a colpa del donatario. Nel primo caso il valore del bene viene calcolato come fosse intatto, nel secondo caso si guarda al valore del bene al momento dell'apertura della successione.

Ratio Legis

La norma consente di ripartire il rischio dell'insolvenza del donatario che ha ricevuto la donazione più recente tra i legittimari che agiscono in riduzione e i donatari antecedenti.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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Consulenze legali
relative all'articolo 562 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Luisa C. chiede
martedì 14/12/2010

“Io ho donato due stabili del valore stimato di 370.000 euro a mia figlia Claudia, disabile all'80%.
All'altra figlia che lavora e guadagna ho dato in compenso, fino adesso, euro 80.000. Vorrei sapere, per evitare problemi a mia figlia Claudia, se, rinunciando all' eredità rimanente, potrebbe avere fastidi dalla sorella.”

Consulenza legale i 17/12/2010

E' bene innanzitutto ricordare che la rinunzia all'eredità è un negozio solenne che si fa con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. La dichiarazione va inserita nel registro delle successioni.
La rinunzia è un negozio puro e non può essere fatta prima dell'apertura della successione.
Al momento dell'apertura della successione, il figlio che concorre alla successione con altri figli legittimi o naturali, e così pure ciascuno dei loro discendenti, nonchè il coniuge in loro concorso, devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto in vita a titolo di liberalità dal de cuius (è questo l'istituto che si chiama collazione ereditaria). Il donatario, però, può evitare la collazione rinunziando all'eredità: invero in tal modo si esclude quella comunione ereditaria che è il presupposto per la formazione della massa comune da dividere e quindi anche per la collazione. La donazione, infatti, si presume come un'anticipazione dell'eredità. Pertanto, eliminata la collazione con la rinuncia all'eredità, la donazione resta pienamente valida ed efficace, con il solo limite della intangibilità delle quote di riserva degli altri legittimari.


Testi per approfondire questo articolo

  • La successione necessaria tra storia e riforme

    Collana: Cultura giuridica e rapporti civili
    Pagine: 592
    Data di pubblicazione: marzo 2013
    Prezzo: 60 €
    Categorie: Legittimari

    L'indagine ricostruisce, attraverso l'esame delle matrici storiche delle norme originarie del codice civile in tema di legittima, e mediante il confronto tra esse e i diversi strumenti di tutela previsti dai principali ordinamenti di civil law e di common law, le ragioni giustificative della disciplina e gli interessi da questa tutelati. Essa verifica in che misura le confliggenti esigenze della circolazione giuridica e gli interessi dei terzi giustifichino la riforma degli artt. 561 e 563... (continua)

  • Dei legittimari. Artt. 536-564

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il codice civile. Commentario
    Data di pubblicazione: dicembre 2012
    Prezzo: 90,00 -5% 85,50 €
    Categorie: Legittimari

    Trattare oggi dei legittimari e dei loro diritti può forse suscitare minori diffidenze rispetto a qualche tempo fa. Si potrà sempre nutrire il sospetto che il commento degli articoli 536-564 del codice civile del 1942, che erano e restano la fondamentale sedes materiae, sviscerati come sono da tanti pregevoli contributi dottrinali, oltre che applicati da una consistente mole di decisioni giurisprudenziali, non riservi elementi consistenti di novità. Certo: si... (continua)