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Articolo 2357 bis Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 10/06/2019]

Casi speciali di acquisto delle proprie azioni

Dispositivo dell'art. 2357 bis Codice civile

Le limitazioni contenute nell'articolo 2357 non si applicano quando l'acquisto di azioni proprie avvenga:

  1. 1) in esecuzione di una deliberazione dell'assemblea di riduzione del capitale, da attuarsi mediante riscatto e annullamento di azioni;
  2. 2) a titolo gratuito, sempre che si tratti di azioni interamente liberate;
  3. 3) per effetto di successione universale o di fusione o scissione;
  4. 4) in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società, sempre che si tratti di azioni interamente liberate. Se il valore nominale delle azioni proprie supera il limite della quinta parte del capitale per effetto di acquisti avvenuti a norma dei numeri 2), 3) e 4) del primo comma del presente articolo, si applica per l'eccedenza il penultimo comma dell'articolo 2357, ma il termine entro il quale deve avvenire l'alienazione è di tre anni (1).

Note

(1) v. nota 1 art. 2357.

Ratio Legis

La norma dichiara l'inapplicabilità dei limiti stabiliti dall'art. 2357 per l'acquisto di azioni proprie in ipotesi in cui non vi siano esigenze di assicurare l'integrità del capitale sociale.

Spiegazione dell'art. 2357 bis Codice civile

I limiti di cui all'art. 2357 non si applicano nelle seguenti ipotesi:
1) "in esecuzione di una deliberazione dell'assemblea di riduzione del capitale, da attuarsi mediante riscatto e annullamento di azioni": la deroga si giustifica per il fatto che le azioni sono destinate ad essere immediatamente annullate;
2) per acquisto a titolo gratuito: questo non comporta rischi per l'integrità del capitale sociale, infatti non si prevede alcun esborso da parte della società. Vi rientrano le ipotesi di donazioni o legati a favore della società o l'assegnazione gratuita di nuove azioni in caso di aumento gratuito;
3) nel caso di successione universale, fusione o scissione: la deroga è giustificata dal fatto che la complessità delle operazioni sia preordinata allo scopo di favorire il dante causa a danno dell'integrità del capitale sociale;
4) in occasione di esecuzione forzata: anche in tale ipotesi l'acquisto non comporta rischi per l'integrità del capitale sociale. L'ipotesi è quella in cui la società vanti un credito nei confronti di un socio e pignori le azioni del socio debitore, le quali vengono poi assegnate alla società stessa.
Tali eccezioni valgono in toto per le società chiuse, mentre per le società aperte nelle ipotesi 2), 3) e 4) si applica il limite del 20% del capitale sociale (v. art. 2357, 4° comma) ma il termine entro il quale le azioni devono essere alienate è 3 anni e non un anno.

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