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Articolo 356 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Donazione o disposizione testamentaria a favore del minore

Dispositivo dell'art. 356 Codice civile

(1) Chi fa una donazione [769] o dispone con testamento [587] a favore di un minore, anche se questi è soggetto alla potestà dei genitori, può nominargli un curatore speciale per l'amministrazione dei beni donati o lasciati [366, 78 c.p.c.] (2) (3).
Se il donante o il testatore non ha disposto altrimenti, il curatore speciale deve osservare le forme stabilite dagli articoli 374 e 375 per il compimento di atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
Si applica in ogni caso al curatore speciale l'articolo 384.

Note

(1) L'articolo è stato così modificato, al co. I, dall'art. 146 della L. 24 novembre 1981 n. 689.
(2) L'ambito di applicazione si estende anche nei confronti dell'interdetto, mentre non appare possa valere per l'emancipato e l'inabilitato.
(3) La nomina del curatore speciale, accompagnata dall'accettazione del donatario o del beneficiario, comporta la privazione per i genitori del potere di amministrazione e l'esclusione del potere di rappresentanza limitatamente ai beni donati o lasciati per testamento.

Ratio Legis

La ratio della norma si riscontra nel voler consentire ai minori l'attribuibilità di atti di liberalità o disposizioni testamentarie, anche qualora non vi sia fiducia in coloro che su di essi esercitano la potestà.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

182 Nel caso di curatore speciale, nominato per l'amministrazione dei beni donati o lasciati con testamento, è stato proposto di aggiungere alla disciplina dettata dal progetto una disposizione per richiamare l'applicazione delle norme sulla tutela, relativamente alle forme abilitative richieste per il compimento di atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, nonché delle norme sulla contabilità dell'amministrazione, sulla prestazione della cauzione e sulla responsabilità del tutore. Poiché sotto il vecchio codice si discuteva sui poteri di questo curatore speciale e sull'applicabilità ad esso delle norme che regolano il funzionamento degli organi tutelari, un chiarimento in proposito è sembrato opportuno e, a tal fine, nell'art. 356 del c.c., si stabilisce l'obbligo del curatore di osservare le forme prescritte negli articoli 374 e 375 per il "compimento di atti eccedenti l'ordinaria amministrazione". Con questo inciso viene anche affermato chiaramente che il curatore speciale può compiere con le debite autorizzazioni atti di disposizione.
Anche i1 curatore speciale, come il tutore, può essere rimosso o sospeso dall'ufficio in forza dei poteri di vigilanza che la legge accorcia al giudice tutelare.

Massime relative all'art. 356 Codice civile

Cass. n. 423/1975

L'art. 356 c.c. - che consente a chi compie una donazione o dispone per testamento a favore di un minore, di nominargli un curatore speciale per l'amministrazione dei beni donati o lasciati - introducendo una deroga alla regola generale per cui la rappresentanza dei minori e l'amministrazione dei loro beni competono al genitore esercente la patria potestà, integra una norma eccezionale e di stretta interpretazione e non è, pertanto, applicabile alle donazioni indirette, riguardo alle quali le norme sulle donazioni dirette sono applicabili unicamente nei limiti di cui all'art. 809 c.c. (Nella specie, è stato escluso che un genitore potesse nominare, in base alla citata norma, un curatore speciale ai figli minori, autorizzandolo a riscuotere, dopo la sua morte, il premio di un contratto di assicurazione a favore dei superstiti di cui i minori stessi erano stati designati come beneficiari, avendo il giudice di merito escluso che tale designazione costituisse una donazione diretta o una disposizione testamentaria).

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