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Articolo 625

Codice Penale

Circostanze aggravanti

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Dispositivo dell'art. 625 Codice Penale

La penaper il fatto previsto dall'art. 624 (1) è della reclusione da uno a sei anni e della multa da centotre euro a milletrentadue euro (2):
[1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione] (3);
2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento (4);
3) se il colpevole porta indosso armio narcotici, senza farne uso (5);
4) se il fatto è commesso con destrezza (6), [ovvero strappando la cosa di mano, o di dosso alla persona] (7);
5) se il fatto è commesso da tre o più persone[112 n. 1], ovvero anche da una sola, che sia travisatao simuli la qualità di pubblico ufficiale [357] o d'incaricato di un pubblico servizio [358] (8);
6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande [c. nav. 1148] (9);
7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici (10), o sottoposte a sequestro[c.c. 1798, 2905, 2793; c.p.c. 670-673; c. nav. 682; c.p. 189-190; c.p.p. 354, 253, 317, 320] o a pignoramento [c.p.c. 491], o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede (11), o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza [635 n. 3] (12);
8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria (13) (14).
Se concorrono due o più delle circostanze prevedute dai numeri precedenti, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell'articolo 61, la pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da duecentosei euro a millecinquecentoquarantanove euro (2) (15) (16).

Note

(1) Alinea così modificato ex l. 26-3-2001, n. 128 (art. 2) (c.d. Pacchetto sicurezza).

(2) Importi incrementati a norma dell'art. 113, c. 1, l. n. 689/1981.

(3) Numero così soppresso ex art. 2, l. 128/2001 cit. Per tali ipotesi, v. ora art. 624bis.

(4) Per la nozione e di violenza sulle cose si veda l'art. 392. Qualche problema si pone in relazione alle cose immobili che vengono mobilitate ai fini del furto: secondo alcuni autori è da escludere l'aggravante in esame ogniqualvolta la forza adoperata sia volta in via esclusiva a mobilitare la cosa e rendere possibile il furto; secondo un diverso orientamento, largamente seguito anche in giurisprudenza, è necessario valutare il rapporto tra l'oggetto rubato e il bene cui era annesso: infatti, ricorre il requisito della violenza sulle cose solo nell'ipotesi in cui la mobilitazione della cosa rubata comporta il danneggiamento, la trasformazione o il mutamento di destinazione del bene di cui essa era parte.
Quanto al mezzo fraudolento, esso ricorre ogni qualvolta l'autore del furto utilizzi accorgimenti atti a superare gli ostacoli predisposti dalla vittima per difendere la cosa rubata (es.: quando venga utilizzata una chiave falsa o una chiave vera illegittimamente posseduta, ovvero in caso di scalata, ossia di ingresso nel luogo del furto per una via diversa da quella ordinaria).

(5) Per la definizione di armi si veda la l. 18-4-1975, n. 110. Si tenga presente che affinché ricorra l'aggravante in esame è necessario che il soggetto si limiti a portare indosso armi e narcotici o che li abbia nella sua immediata disponibilità. Qualora essi vengano concretamente utilizzati si configura il più grave reato di rapina [v. 628].

(6) L'aggravante della destrezza non richiede necessariamente l'uso di eccezionale abilità, ma è sufficiente che l'agente abbia approfittato di una situazione di tempo e luogo tale da attenuare l'attenzione della persona offesa nel mantenere il dominio ed il possesso della cosa. Si pensi al fatto di chi approfittando della momentanea disattenzione della vittima le sfili dalla borsetta aperta il portafogli, ovvero all'ipotesi che in un mezzo pubblico, approfittando della calca, sfili dalla tasca di un viaggiatore il portafogli o altro oggetto (c.d. taccheggio).

(7) Le parole riportate in parentesi quadra sono state soppresse ex art. 2, l. 128/2001 cit. Per tali ipotesi, v. ora art. 624bis.

(8) Secondo l'opinione prevalente, nel calcolo del numero di persone che hanno partecipato al furto vanno computati i non imputabili, i non punibili, nonché coloro i quali hanno posto in essere una partecipazione soltanto morale [v. 110]. Qualora i concorrenti siano più di 5 non si applica l'aggravante di cui all'art. 112, n. 1 che rimane assorbita in quella in esame, dotata rispetto alla prima, di un carattere di specialità.
Il travisamento, cui si riferisce la seconda ipotesi, consiste in qualsiasi alterazione delle proprie sembianze che renda difficile il riconoscimento del reo. L'aggravante ricorre anche quando l'agente sia stato in concreto riconosciuto nonostante l'astratta idoneità del mascheramento.
Infine, la simulazione consiste nell'assunzione indebita della qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.

(9) La nozione penalistica di bagaglio comprende tutte le cose che il viaggiatore porta con sé per le proprie necessità o anche solo per comodità personale; con esclusione delle cose che il viaggiatore porta addosso (indumenti, occhiali, orologio, borsa etc.).

(10) Uffici e stabilimenti sono entrambi luoghi deputati allo svolgimento di determinate attività. Si discute su quale sia l'elemento che ne determini il carattere pubblico. Secondo una parte della dottrina rileverebbe in tal senso l'accesibilità del luogo ad una pluralità di persone. La giurisprudenza, invece, lo individua nella destinazione del luogo allo svolgimento di una funzione pubblica.

(11) Si tratta di ipotesi in cui il furto ha ad oggetto cose che per necessità o per consuetudine sono sottratte alla sfera di vigilanza del possessore o di persone da questi incaricate.
In particolare, l'esposizione a pubblica fede per necessità ricorre quando la vittima è impossibilitata a tenere un diverso comportamento (si pensi ad esempio ai prodotti agricoli lasciati sul terreno dopo la mietitura o la raccolta); l'esposizione per consuetudine è, invece, quella che trova il suo fondamento nelle abitudini generali o settoriali (così, ad esempio nel caso delle autovetture, biciclette e motociclette lasciate incustodite nella pubblica via); infine, l'esposizione per destinazione si realizza quando l'assenza di custodia dipenda dalla naturale condizione della cosa (si pensi, ad es.: alle reti lasciate in acqua per la pesca). L'esposizione alla pubblica fede si ha in tutti i casi in cui un numero indeterminato di persone può venire in contatto con la cosa anche se questa non si trova in un luogo pubblico.

(12) Appartengono a questa categoria i fili, i pali, le lampade, i segnali stradali, etc. In linea generale, sono destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità le cose dirette a soddisfare esigenze della collettività. Le cose destinate a pubblica difesa sono quelle utilizzate per la protezione della pubblica incolumità e sicurezza. Destinate a pubblica ricorrenza sono le cose aventi un valore religioso o comunque ideale per la collettività.

(13) Cfr. anche, in tema di abigeato, artt. 16 e 17, r.d. 14-7-1898, n. 404; d.lgs.lgt. 18-1-1917, n. 148 superate ma non espressamente abrogate.

(14) L'aggravante configura il cd. abigeato (particolarmente diffuso in Sicilia e Sardegna). Il termine gregge si riferisce agli animali piccoli (pecore, capre etc.); il termine mandria a quelli grandi (tori, bufali etc.), mentre i volatili (polli, tacchini, oche) sono esclusi dalla previsione.

(15) Per ulteriori aggravanti speciali del furto cfr. art. 4, c. 1, l. 8-8-1977, n. 533, come modificato ex art. 10, l. 26-3-2001, n. 128 (Disposizioni in materia di ordine pubblico).

(16) Non è configurabile, per la giurisprudenza, l'ipotesi del «reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti», prevista dall'art. 116 c.p., qualora i correi versino in dolo alternativo (equiparato al dolo diretto), avendo agito con la volontà di commettere indifferentemente, ad esempio, il furto con strappo o il più grave delitto, in concreto perpetrato, di rapina impropria.


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