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Articolo 366

Codice di Procedura Civile

Contenuto del ricorso

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Dispositivo dell'art. 366 Codice di Procedura Civile

Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità:
1) l'indicazione delle parti (1);
2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata (2);
3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa (3);
4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall'articolo 366-bis (4);
5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto;
6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda (5).
Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma ovvero non ha indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine (6), le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di cassazione.
Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma (7), l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto sul ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure mediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, da unirsi al ricorso stesso.
Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i difensori di cui agli articoli 372 e 390 sono effettuate ai sensi dell'articolo 136, secondo e terzo comma (6).

Note

(1) Le parti posso essere individuabili anche dal contesto del ricorso o dagli atti delle precedenti fasi di giudizio: pertanto, solo una assoluta incertezza sull'identità delle parti, e non un mero errore, comporta l'inammissibilità del ricorso.

(2) L'elemento di cui al n. 2 è stabilito come contenuto necessario del ricorso in quanto la controparte deve essere posta nella posizione di conoscere il provvedimento impugnato e potersi difendere. Quindi, il ricorso sarà ammissibile anche laddove la sentenza non sia indicata, o lo sia erroneamente (ad esempio, risulta errato il numero della sentenza), purché sia possibile individuare con esattezza qual è il provvedimento contro il quale si ricorre per cassazione.

(3) Si tratta della parte del ricorso in cui vengono indicati tutti gli elementi indispensabili alla Corte di cassazione per poter avere un completo quadro della situazione: il ricorrente dovrà indicare l'oggetto della controversia, lo svolgimento del processo e le posizioni assunte dalle parti. La Corte deve, quindi, essere messa nella condizione di conoscere tali elementi senza dover ricorrere ad altre fonti o atti del processo.
Formalmente, l'esposizione sommaria, può costituire oggetto di una apposita premessa, ma ciò non è ritenuto indispensabile dalla giurisprudenza, se comunque dal complesso dell'anno si possano inferire i fatti essenziali.

(4) I motivi devono presentare dei precisi caratteri: specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata. Il ricorso, infatti, deve avere quell'autonomia tale da consentire alla Corte di non dover ricercare ulteriori ragioni al di fuori di quell'atto.
La riferibilità alla decisione impugnate, più precisamente, comporta che i motivi debbano attenere a questioni già affrontate nei precedenti gradi di giudizio (o comunque relative a istanze connesse a queste, fondate sui medesimi elementi di fatto già dedotti), a meno che non si tratti di questioni rilevabili d'ufficio.
L'indicazione delle norme su cui si fondano i motivi ha lo scopo di delimitare l'impugnazione.
Il riferimento all'art. 366 bis del c.p.c. è divenuto irrilevante in quanto la disposizione è stata abrogata.

(5) L'indicazione di cui al n. 6 mira a tutelare il principio di autosufficienza del ricorso, secondo il quale il ricorrente deve mettere la Corte di cassazione in grado di giudicare l'impugnazione sulla sola base della lettura del ricorso stesso, confrontato con la sentenza impugnata. Tale principio viene rispettato quando la parte indichi con precisione in quale atto (di parte o dell'ufficio) si riscontra quanto va chiedendo o affermando, con la trascrizione anche delle prove non ammesse.

(6) Comma così modificato con l. 12 novembre 2011, n. 183.

(7) L'accordo delle parti di ricorrere direttamente in Cassazione contro una sentenza di primo grado, omettendo l'appello, ha l'effetto di rendere la sentenza inappellabile. In Cassazione, quindi, si ha il cd. ricorso per saltum. Tale accordo deve essere stipulato personalmente dalle parti e va effettuato entro il termine per la proposizione dell'appello.


Ratio Legis

Gli elementi del ricorso sono previsti a pena di inammissibilità: ciò significa che la mancanza di uno di essi comporta la consumazione dell'impugnazione ex art. 387 del c.p.c. laddove il ricorso venga dichiarato inammissibile.

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