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Diritto penale -

Il nuovo delitto di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2019
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro analizza il delitto di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente, di cui all’articolo art. 617 septies del c.p., introdotto con il D. lgs. 216/2017.
La tesi è articolata in tre capitoli.
Il primo capitolo mira a fornire al lettore una panoramica generale del contesto nel quale il reato è stato introdotto. Il delitto è stato infatti inserito all’interno di una riforma di tipo prevalentemente processuale. Attraverso un’analisi per sommi capi delle varie modifiche legislative apportate dalla riforma, l’elaborato ha voluto chiarire la ratio legis dell’introduzione del reato.
Il secondo capitolo è, invece, integralmente dedicato al delitto e all’analisi di tutti i suoi elementi costitutivi. Il legislatore ha infatti creato una fattispecie ricca di elementi, non sempre chiari ad una prima lettura, ognuno dei quali ha reso necessario uno specifico approfondimento. L’analisi ha sollevato numerosi spunti critici. Innanzitutto, è emerso come il bene giuridico tutelato dalla norma in via primaria, la riservatezza, non coincida precisamente con quello tutelato dalla riforma di introduzione, ma vada oltre, configurando una concezione di riservatezza innovativa. In seconda battuta sono state analizzate le altre componenti della condotta, tenendo conto anche della giurisprudenza relativa a reati analoghi. Un ampia trattazione è stata necessaria per le previsioni di cui al secondo comma, utilizzato dal legislatore per prevedere quelle che lo stesso ha definito come cause di esclusione della punibilità. Trattandosi di un reato plurioffenisvo, lesivo anche di immagine e reputazione, si sono affrontate le problematiche relative alle conseguenze civili del reato e la quantificazione del danno.
Il lavoro si è poi concluso con il terzo capitolo, dedicato all'esame del rapporto del delitto di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente con altri reati, posti a tutela di beni giuridici simili anche se non identici. Come si chiarisce nel testo dell’elaborato, infatti, in tali materie è stata operata una stratificazione di discipline.
Tramite il raffronto con il reato di diffamazione aggravata, con il reato di interferenze illecite nella vita privata e con il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, è stato possibile identificare in via definitiva il non limpidissimo ambito applicativo dell’art. 617-septies.
Infine, un breve cenno è stato fatto ai rapporti con il trattamento illecito dei dati personali in violazione del Codice della privacy.

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