Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE
Diritto penale -

Disastro ambientale e responsabilitą penale d'impresa: tra limiti normativi, criticitą applicative e prospettive di riforma

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2025
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro affronta, in chiave critica e sistematica, il tema del disastro ambientale e della responsabilità penale (personale e dell'ente) ad esso connessa, muovendo dalla constatazione che le catastrofi ambientali non costituiscono più eventi eccezionali, ma fenomeni sistemici di una modernità produttiva che fatica a governare le proprie esternalità (Porto Marghera, ICMESA di Seveso, ILVA di Taranto, Eternit, PFAS Miteni, Think Pink, Terra dei Fuochi).
La ricerca si interroga sulla reale idoneità del diritto penale – cui il legislatore, unionale e nazionale, affida un ruolo via via più centrale – a porsi quale strumento elettivo di tutela dell'ambiente nell'interesse delle generazioni presenti e future, ovvero se esso non si traduca, piuttosto, in un presidio tanto inefficace quanto iniquo, in quanto sorretto e animato da una vocazione meramente simbolica. Il primo capitolo ricostruisce l'evoluzione del valore giuridico dell'ambiente, dalle forme di tutela indiretta al riconoscimento quale bene autonomo, soffermandosi sulla riforma costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1 (artt. 9 e 41 Cost.), sul Codice dell'ambiente (D.Lgs. 152/2006), sulla legge 68/2015 sugli ecoreati – letta come "aspettativa tradita" –, sull'interazione tra normativa penale ed extra-codicistica e sulle più recenti fonti sovranazionali (Direttiva UE 2024/1203 e Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura).
Il secondo capitolo ripercorre l'evoluzione della fattispecie di disastro: dalla nozione di disastro tecnologico, all'originaria supplenza giurisprudenziale operata tramite l'art. 434 c.p. (il "disastro innominato"), passando per Corte Cost. n. 327/2008, fino all'esame critico dell'art. 452 quater c.p., del quale si analizzano i nodi più controversi – clausola di abusività e sospetto ritorno alla tutela di funzioni, indeterminatezza descrittiva, anomalo rapporto col permanente disastro innominato – con uno sguardo comparatistico finale.
Il terzo capitolo costituisce il cuore tecnico del lavoro: nella prima sezione si esaminano le possibili tecniche di tutela (principio di precauzione, reati di evento e di pericolo concreto/astratto/presunto, criticità dei limiti soglia); nella seconda si affrontano i profili critici dell'imputazione – elemento oggettivo e oggetto di tutela (incolumità pubblica o ambiente in sé?), elemento soggettivo nelle sue varie declinazioni di dolo (con focus sulla problematica formula dell'"accettazione del rischio" nel dolo eventuale) e nell'ipotesi colposa (caso ILVA), tempus commissi delicti tra carattere istantaneo, permanente e a condotta frazionata, accertamento tecnico-scientifico e quantificazione del danno, rapporto tra causalità scientifica e giuridica, uso dell'epidemiologia (caso Eternit), causalità generale e individuale, causalità addizionale, cumulativa e multifattoriale.
Il quarto capitolo affronta la responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche), dall'affrancamento dal dogma societas delinquere non potest all'art. 25 undecies, con analisi dei modelli organizzativi e del ruolo dell'Organismo di Vigilanza, della sindacabilità giudiziale del modello e del problema del "senno di poi", della difficile coniugazione di interesse e vantaggio rispetto alle fattispecie colpose, e della natura collegiale delle decisioni con il connesso dissolversi del contributo individuale. Il capitolo conclusivo è dedicato alle prospettive di riforma: riflessione critica sulla funzione di deterrenza, interrogativo sull'extrema ratio penale o sul congedo dal sistema penale, valutazione della maggiore idoneità del diritto amministrativo, enfasi su compliance, sorveglianza proattiva e principi ESG, sanzioni patrimoniali e interdittive incisive, e centralità del risarcimento del danno ambientale anche mediante fondi di garanzia.
Il lavoro si colloca al crocevia tra diritto penale, governance aziendale e tutela dell'ambiente, con l'ambizione di fornire un inquadramento sistematico della materia e una riflessione critica sul modello di responsabilità oggi dominante, individuando le domande più significative da porsi in un campo destinato a divenire sempre più centrale nella coscienza giuridica del nostro tempo.

Indice (COMPLETO)Apri

Tesi (ESTRATTO)Apri

Norme di riferimento

Acquista questa tesi