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Articolo 104 bis Legge fallimentare

(R.D. 16 marzo 1942, n. 267)

[Aggiornato al 30/10/2020]

Affitto dell'azienda o di rami dell'azienda

Dispositivo dell'art. 104 bis Legge fallimentare

(1) Anche prima della presentazione del programma di liquidazione di cui all'articolo 104 ter su proposta del curatore, il giudice delegato, previo parere favorevole del comitato dei creditori, autorizza l'affitto dell'azienda del fallito a terzi anche limitatamente a specifici rami quando appaia utile al fine della più proficua vendita dell'azienda o di parti della stessa.

La scelta dell'affittuario è effettuata dal curatore a norma dell'articolo 107 (2), sulla base di stima, assicurando, con adeguate forme di pubblicità, la massima informazione e partecipazione degli interessati. La scelta dell'affittuario deve tenere conto, oltre che dell'ammontare del canone offerto, delle garanzie prestate e della attendibilità del piano di prosecuzione delle attività imprenditoriali, avuto riguardo alla conservazione dei livelli occupazionali.

Il contratto di affitto stipulato dal curatore nelle forme previste dall'articolo 2556 del codice civile deve prevedere (3) il diritto del curatore di procedere alla ispezione della azienda, la prestazione di idonee garanzie per tutte le obbligazioni dell'affittuario derivanti dal contratto e dalla legge, il diritto di recesso del curatore dal contratto che può essere esercitato, sentito il comitato dei creditori, con la corresponsione all'affittuario di un giusto indennizzo da corrispondere ai sensi dell'articolo 111, primo comma, n. 1).

La durata dell'affitto deve essere compatibile con le esigenze della liquidazione dei beni.

Il diritto di prelazione a favore dell'affittuario può essere concesso convenzionalmente, previa espressa autorizzazione del giudice delegato e previo parere favorevole del comitato dei creditori. In tale caso, esaurito il procedimento di determinazione del prezzo di vendita dell'azienda o del singolo ramo, il curatore, entro dieci giorni, lo comunica all'affittuario, il quale può esercitare il diritto di prelazione entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione.

La retrocessione al fallimento di aziende, o rami di aziende, non comporta la responsabilità della procedura per i debiti maturati sino alla retrocessione, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2112 e 2560 del codice civile (4). Ai rapporti pendenti al momento della retrocessione si applicano le disposizioni di cui alla sezione IV del Capo III del titolo II [72-83 bis].

Note

(1) Articolo aggiunto dal d.lgs. 5/2006.
(2) Si deve svolgere quindi una procedura competitiva, come un'asta.
(3) La norma stabilisce un contenuto minimo per il contratto di affitto stipulato dal curatore, che non è previsto dal codice civile.
(4) La legge fallimentare si scosta dalla disciplina del codice civile, in quanto prevede che il curatore cui sia stata retrocessa l'azienda affittata non sia tenuto a rispondere dei debiti maturati durante la vigenza del contratto di affitto. La ratio della norma è tutelare i creditori del fallito dal rischio di dover rispondere anche di un dissennato esercizio dell'azienda da parte dell'affittuario.

Ratio Legis

La norma disciplina l'affitto dell'azienda del fallito, che spesso costituisce una alternativa più conveniente per i creditori concorsuali rispetto all'autorizzazione all'esercizio provvisorio dell'impresa.

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