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Crisi d'impresa e sovraindebitamento -

Il codice della crisi d'impresa e le posizioni di garanzia

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2020
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro di tesi prende le mosse dall’analisi del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, introdotto con D.Lgs. 12 gennaio 2019, in attuazione della legge delega del 19 ottobre 2017 n. 155, elaborata dalla Commissione Rordorf, con un focus specifico sulle novità più rilevanti, in particolare sugli obblighi di segnalazione e sulle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi.
Una volta indagati gli intenti dell’innovativa disciplina orientanti al mantenimento dell’impresa all’interno del mercato, differentemente rispetto al vetusto comparto normativo della Legge fallimentare, e aver delineato l’iter riformistico che ha condotto all’elaborazione del testo della riforma, l'analisi si è concentrata sui nuovi profili di responsabilità dei soggetti coinvolti (amministratori privi di deleghe, sindaci e revisori) che emergono a seguito della predisposizione degli strumenti di recupero della continuità aziendale. Successivamente si è individuato e sviluppato la problematica del perdurante disallineamento tra l’assetto normativo civilistico e penalistico del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza emergente dal mancato ammodernamento delle fattispecie di bancarotta a fronte di una “rivoluzione copernicana” delle disposizioni civilistiche, che accresce maggiormente la distonia già presente tra le due branche del diritto concorsuale.
Il punctum dolens della trattazione si incentra su un delicato interrogativo, ossia se il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, pur presentandosi come un’operazione di riforma del comparto civile-fallimentare, sia suscettibile di impattare anche sotto l’aspetto della responsabilità penale dei soggetti coinvolti dalle nuove disposizioni. All’esito dell'elaborato si è, dunque, concluso che il mancato rinnovo delle disposizioni di bancarotta non rende il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza immune da ricadute sotto il profilo penale, in quanto l’introduzione degli istituti in esame è in grado di fornire ai soggetti coinvolti conoscenze più approfondite sulla situazione dell’impresa e sulle valutazioni da effettuare, il che è idoneo ad ampliare lo spettro delle posizioni di garanzia ex art. 40 c.p. dei soggetti tenuti alla segnalazione, in contrapposizione alle tendenze pregresse, tra cui - in particolare - la riforma del diritto societario del 2003. In conclusione si è analizzato lo spinoso problema della conciliabilità del nuovo sistema predisposto dal legislatore della crisi con l’effettività dei poteri impeditivi facenti capo ai soggetti garanti.

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