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Articolo 72 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

(D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602)

Pignoramento di fitti o pigioni

Dispositivo dell'art. 72 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

1. L'atto di pignoramento di fitti o pigioni dovute da terzi al debitore iscritto a ruolo o ai coobbligati contiene, in luogo della citazione di cui al numero 4) dell'articolo 543 del codice di procedura civile, l'ordine all'affittuario o all'inquilino di pagare direttamente al concessionario i fitti e le pigioni scaduti e non corrisposti nel termine di quindici giorni dalla notifica ed i fitti e le pigioni a scadere alle rispettive scadenze fino a concorrenza del credito per cui il concessionario procede.

2. Nel caso di inottemperanza all'ordine di pagamento si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile.

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Consulenze legali
relative all'articolo 72 Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

LUIGI . P. chiede
martedì 09/07/2019 - Calabria
“Buongiorno. Ho un contratto di fitto di immobile da oltre 20 anni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Mi viene liquidato il canone ogni 6 mesi posticipati per un importo di poco inferiore a 8.000 euro. L' Agenzia Entrate-Riscossione ha attivato una procedura di pignoramento verso terzi. Essendo questa la mia fonte di sostentamento , assieme ad una pensione da ente privato di euro 550,00 (questa non é attaccabile in quanto al di sotto del minimo vitale), desidererei sapere se l'Agenzia Entrate-Riscossione può agire sul terzo per avere pagato 1/5 del mio credito da locazione, oppure può agire chiedendo al terzo di bloccare e corrispondere tutto l'importo che mi sarà accreditato. Ho 80 anni con problemi di salute e se si verificasse questo andrei incontro a grossi problemi, perché non potrei più fare fronte alle spese correnti. Grazie per la Vs. cortese risposta.”
Consulenza legale i 11/07/2019
Nell’ambito della procedura di pignoramento presso terzi, la regola generale contenuta nell’art. 545 del codice di procedura civile individua in primo luogo i crediti del debitore che non possono essere pignorati: i crediti alimentari, i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell'elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.
La medesima norma individua poi dei limiti alla pignorabilità delle somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

Quando si tratta di enti di riscossione (come l’agenzia delle entrate) può essere applicata una particolare procedura prevista dall’art. 72 bis del D.P.R. 602/73 che consente al concessionario di azionare il c.d. pignoramento diretto, cioè senza nessun obbligo di avviso al debitore e ordinando al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede.

In particolare, se si tratta di pignoramento di fitti o pigioni dovute da terzi al debitore, in base all’art. 72 del predetto D.P.R., l’atto contiene “l'ordine all'affittuario o all'inquilino di pagare direttamente al concessionario i fitti e le pigioni scaduti e non corrisposti nel termine di quindici giorni dalla notifica ed i fitti e le pigioni a scadere alle rispettive scadenze fino a concorrenza del credito per cui il concessionario procede. Nel caso di inottemperanza all'ordine di pagamento si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del codice di procedura civile.”

Alla luce della normativa che precede, in risposta a quanto domandato nel quesito possiamo affermare quanto segue.

I canoni di locazione non rientrano né tra i crediti impignorabili né tra quelli soggetti a particolari limitazioni (come lo stipendio o la pensione).
Pertanto, ciò significa che l’agente di riscossione (avvalendosi della particolare procedura prevista dal D.P.R. 602/73) purtroppo può chiedere al terzo (nel Suo caso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) di pagare ad esso ente direttamente i canoni scaduti e non corrisposti nonché quelli a scadere alle rispettive scadenze fino a concorrenza del credito per cui l’agenzia delle entrate procede.
Ciò chiaramente non toglie che, laddove vi siano i presupposti di legge, avverso l’atto di pignoramento esattoriale diretto notificato dal concessionario ai sensi dell’art. 72 bis d.p.r. 602/1973, possa essere presentata opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi ai sensi degli artt. 615, 617 e 619 c.p.c. nei limiti di ammissibilità previsti dall’art. 57 del predetto DPR 602/1073.