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Articolo 606 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Arresto illegale

Dispositivo dell'art. 606 Codice penale

Il pubblico ufficiale che procede ad un arresto, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni [323], è punito con la reclusione fino a tre anni (1).

Note

(1) A differenza del delitto aggravato di sequestro con abuso i poteri del pubblico ufficiale ex art. 605, comma secondo, nella disposizione in esame la limitazione della libertà personale si realizza mettendo il soggetto passivo a disposizione dell'autorità competente.

Ratio Legis

L'arresto illegale è stato inserito dal legislatore non solo per tutelare il bene della libertà personale dei singoli, ma anche per garantire l'interesse della P.A. ad uno svolgimento corretto delle proprie funzioni.

Spiegazione dell'art. 606 Codice penale

I delitti contro la libertà personale sono posti a tutela della libertà di movimento e di spostamento, che solo lo Stato, per mezzo dei suoi organi giurisdizionali, può limitare. La libertà personale rappresenta un diritto inviolabile ai sensi dell'articolo 13 della Costituzione, prevedendosi all'uopo la riserva assoluta di legge.

La norma in oggetto punisce infatti il mancato rispetto, da parte del pubblico ufficiale, della riserva di legge in tema di arresto (art. 380).

Inoltre tale delitto, così come quello di perquisizione arbitraria (art. 609), richiede per la sua configurazione l'abuso di potere, rientrando tra le ipotesi di di reato ad illiceità o antigiuridicità speciale.

Di conseguenza, l'abuso o l'arbitrarietà dell'atto compiuto, oltre ad essere parte integrante del fatto di reato, condiziona anche la sussistenza del dolo, che consiste nella coscienza e volontà dell'abuso delle proprie funzioni.

Mentre il sequestro di persona richiede la volontà del soggetto agente di tenere la persona nella sfera del proprio dominio, l'arresto illegale o arbitrario è diretto a mettere il soggetto passivo nelle disponibilità dell'autorità competente, pur difettandone i presupposti.


Massime relative all'art. 606 Codice penale

Cass. pen. n. 38247/2002

Il delitto di sequestro di persona consumato da un pubblico ufficiale con abuso di poteri inerenti alle sue funzioni e quello di arresto illegale hanno in comune l'elemento materiale (privazione della libertà), ma si differenziano per l'elemento soggettivo che nel primo caso richiede la volontà dell'agente di tenere la persona offesa nella sfera del suo privato dominio e, nel secondo, quella di metterla, sia pure illegalmente, a disposizione dell'autorità competente. (Fattispecie relativa a conflitto di competenza).

Cass. pen. n. 3413/1996

Il delitto di arresto illegale, così come quello di perquisizione arbitraria, richiede per la sua configurazione l'abuso di potere del pubblico ufficiale, rientrando così fra le ipotesi di reato a cosiddetta illiceità o antigiuridicità speciale. Conseguentemente, l'abuso o l'arbitrarietà dell'atto compiuto, oltre ad essere parte integrante del fatto di reato, condiziona anche la sussistenza del dolo, che consiste nella coscienza e volontà dell'abuso delle funzioni da parte dell'agente.

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