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Articolo 504 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 09/08/2019]

Coazione alla pubblica Autorità mediante serrata o sciopero

Dispositivo dell'art. 504 Codice penale

Quando alcuno dei fatti preveduti dall'art. 502 è commesso con lo scopo di costringere l'Autorità a dare o ad omettere un provvedimento, ovvero con lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa (1), si applica la pena della reclusione fino a due anni [505, 510-512] (2).

Note

(1) La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di tale disposizione, con sent. 2 febbraio 1983, n. 165, relativamente alla parte in cui punisce lo sciopero il quale ha lo scopo di costringere l'autorità a dare o ad omettere un provvedimento o lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa, a meno che non sia diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale ovvero di impedire od ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranità popolare. Di conseguenza ora deve intendersi che la finalità qui richiesta è quella diretta a sovvertire l'ordinamento costituzionale o a turbare i libero esercizio dei poteri inerenti alla sovranità popolare.
(2) Con sent. 28 dicembre 1962, n. 123 la Corte Costituzionale ha definito inapplicabili le sanzioni previste dalla norma in esame qualora lo sciopero sia promosso per fini economici, di conseguenza rilevano solo la serrata e lo sciopero cosiddetti eversivi ovvero diretti a sovvertire l'ordinamento costituzionale.

Ratio Legis

Dopo il venir meno dell'ordinamento corporativo di stampo fascista che considerava lo sciopero e la serrata fatti gravemente lesivi dell'ordinamento dell'economia pubblica e il riconoscimento costituzionale del diritto di sciopero, tale disposizione è stata mantenuta nel codice penale, riconoscendole una ratio differente da quella originaria ovvero sarebbe ora diretta a tutelare la personalità dello Stato contro scioperi o serrate eversive e contrarie all'ordine pubblico.

Spiegazione dell'art. 504 Codice penale

La scelta del legislatore fu quella di reprimere penalmente condotte dissenzienti nei confronti del potere politico. L'anacronismo dei reati di sciopero si è rivelato tale non solamente per il successivo mutamento del quadro sociale politico, ma anche e soprattutto per l'avvento della Costituzione.

Il diritto di sciopero è infatti espressamente riconosciuto dall'articolo 40 Cost., il quale ha di fatto reso inapplicabili i delitti di serrata e di sciopero, nonostante l'unico articolo effettivamente dichiarato incostituzionale sia il 502.

Ad oggi, dunque, risultano pienamente legittimi lo sciopero e la serrata di carattere economico per fini contrattuali, politici, di solidarietà e di protesta.

Di conseguenza, il delitto in esame risulta configurabile solamente qualora la condotta sia destinata esclusivamente ad esercitare una coazione nei confronti dell'autorità competente a rilasciare le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'attività produttiva.

Per contro, alcuna rilevanza penale può assumere lo sciopero (o la serrata) promosso per fini economici, rientrando nella previsione costituzionale di cui all'articolo 40.

Massime relative all'art. 504 Codice penale

Cass. pen. n. 11796/1999

Non integra il reato di cui all'articolo 504 c.p. la c.d. serrata dei piccoli esercenti attuata per motivi economici inerenti all'attività aziendale, essendo tali manifestazioni estranee a qualsiasi conflitto tra datori di lavoro e lavoratori subordinati, da considerare, quindi, come una «legittima forma di sciopero». (Nella specie la Corte ha rilevato che la ricorrente non aveva lavoratori subordinati e comunque la natura della manifestazione escludeva ripercussioni apprezzabili su eventuali rapporti di lavoro e non vi era attinenza con vertenze sindacali o con i diritti dei dipendenti).

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Testi per approfondire questo articolo

  • Delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio

    Collana: Trattato di diritto penale
    Pagine: 384
    Data di pubblicazione: marzo 2015
    Prezzo: 56 €

    Un'Italia "premoderna" è quella che appare al lettore del Titolo VIII della parte speciale del codice penale, salvo nelle disposizioni che sono state introdotte negli ultimi tre decenni per contrastare gli abusi di mercato, le infiltrazioni mafiose nell'economia e le violazioni della proprietà industriale e del made in Italy. E la cultura che è sottesa a queste norme è la cultura autoritaria di un regime che rifiuta i principi liberali, che vede nello sciopero e... (continua)