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Articolo 405 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa

Dispositivo dell'art. 405 Codice penale

Chiunque impedisceo turba l'esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto di una confessione religiosa (1), le quali si compiano con l'assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è punito con la reclusione fino a due anni (2).
Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione da uno a tre anni.

Note

(1) L’art. 9 della l. 24 febbraio 2006, n. 85 ha sostituito la precedente locuzione "del culto cattolico", così da unificare nella tutela apprestata da tale disposizione tutte le confessioni religiose, eliminando quindi la disparità di trattamento tra la religione cattolica e le altre.
(2) Prima del 2006, la Corte Costituzionale si era espressa nel senso dell'incompatibilità del trattamento sanzionatorio qui previsto in riferimento alla sola religione cattolica con il principio di uguaglianza.

Ratio Legis

Il legislatore ha qui voluto tutelare la libertà di culto nella sua dimensione collettiva e di fenomeno sociale aggregativo.

Brocardi

Turbatio sacrorum

Spiegazione dell'art. 405 Codice penale

La norma in esame tutela il libero andamento e svolgimento delle funzioni religiose.

Il reato di turbatio sacrorum di cui all'art. 405 c.p. può essere perfezionato da due condotte antigiuridiche: l'impedimento della funzione, consistente nell'ostacolare l'inizio o l'esercizio della stessa fino a determinarne la cessazione, oppure la turbativa della funzione, che si verifica quando il suo svolgimento non avviene in modo regolare.

Ai sensi del secondo comma, si applica una circostanza aggravante specifica qualora la condotta di impedimento o turbativa sia commessa con violenza o minaccia. Data la natura speciale della condotta qui prevista, i reati di violenza privata (art. 610) e minaccia (art. 612) vengono assorbiti dal più grave reato di cui al presente articolo.

Massime relative all'art. 405 Codice penale

Cass. n. 28030/2009

Integra il reato di cui all'art. 405 c.p. la turbativa di una funzione funebre effettuata dopo la celebrazione del rito religioso, quando la salma è ancora esposta in Chiesa. (Nella specie, gli imputati, appena terminata la Messa, avevano manifestato con grida all'interno della Chiesa, proferendo ingiurie alle autorità civili presenti al funerale).

Cass. n. 20739/2003

Il reato di turbatio sacrorum di cui all'art. 405 c.p. può essere perfezionato da due condotte antigiuridiche: l'impedimento della funzione, consistente nell'ostacolare l'inizio o l'esercizio della stessa fino a determinarne la cessazione, oppure la turbativa della funzione, che si verifica quando il suo svolgimento non avviene in modo regolare. (Nella specie la Corte ha ravvisato il suddetto reato nella turbativa causata dal comportamento dell'imputato, che aveva, nel corso della celebrazione della Messa, coinvolto e disturbato molti fedeli dal loro raccoglimento, avendolo inseguito fuori della Chiesa).

Cass. n. 987/1968

La processione, avendo la finalità di esaltare il sentimento religioso e di rendere omaggio anche fuori del tempio alla Divinità, alla Madonna ed ai Santi, costituisce una pratica religiosa tutelata dall'art. 405 c.p. a condizione che vi sia l'assistenza di un ministro del culto cattolico.

Cass. n. 621/1967

La predicazione nel corso della celebrazione della Messa è la più tipica e la più saliente della manifestazioni con le quali si esercita il magistero sacerdotale e nelle quali il culto si estrinseca. La predicazione in Chiesa è una funzione religiosa, essendo diretta alla divulgazione e all'insegnamento della dottrina cristiana.

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