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Articolo 4 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Cittadino italiano. Territorio dello Stato

Dispositivo dell'art. 4 Codice penale

Agli effetti della legge penale, sono considerati cittadini italiani [i cittadini delle colonie, i sudditi coloniali] (1), gli appartenenti per origine o per elezione ai luoghi soggetti alla sovranità dello Stato e gli apolidi residenti nel territorio dello Stato (2).

Agli effetti della legge penale, è territorio dello Stato il territorio della Repubblica [quello delle colonie] (1) e ogni altro luogo soggetto alla sovranità dello Stato [c. nav. 2, 3]. Le navi e gli aeromobili italiani sono considerati come territorio dello Stato, ovunque si trovino, salvo che siano soggetti, secondo il diritto internazionale, a una legge territoriale straniera [c. nav. 4] (3).

Note

(1) Attraverso l'art. 23 del Trattato di pace, ratificato nel 1947, l'Italia ha rinunciato ad ogni diritto e titolo sui suoi possedimenti in Africa, mentre il 1 luglio 1960 è venuta a cessare l'Amministrazione fiduciaria italiana sulla Somalia.
(2) La norma fornisce la definizione di cittadino. Per quanto attiene ai modi di acquisto a titolo originario e derivato della cittadinanza, la perdita della stessa e il suo riacquisto si rimanda alla l. 5 febbraio 1992, n.91.
(3) Il territorio dello Stato è costituito dalla superficie terrestre compresa entro i confini politico-geografici dello Stato, dal soprasuolo e sottosuolo e dal mare territoriale (che si estende per dodici miglia marine dalla linea costiera e dalle linee rette che uniscono i promontori,ex art. 2 cod. nav.). Per quanto attiene al cd territorio mobile ovvero navi aeromobili si ritiene applicabile il principio della bandiera, in forza del quale i fatti commessi all'interno di tali mezzi sono soggetti alla normativa dello Stato di appartenenza. Nello specifico per le navi e gli aeromobili dello Stato l'applicazione è incondizionata, mentre per quanto attiene a quelli privati (civili o mercantili) trova applicazione esclusivamente nelle ipotesi in cui la vicenda criminosa abbia rilevanza esclusivamente interna e non coinvolga gli interessi della comunità territoriale. Una disciplina ad hoc è prevista per le sedi diplomatiche e consolari (art. 22 Convenzione di Vienna 1961) e per gli immobili di proprietà della Santa Sede (artt. 13, 14 e 15 Trattato del Laterano 1929).

Ratio Legis

La norma fornisce le definizioni necessarie per comprendere la disciplina relativa all'efficacia spaziale della legge penale, facendo chiarezza in merito alle definizioni di cittadino e territorio, relativamente alla disciplina penale.

Spiegazione dell'art. 4 Codice penale

Tale articolo precisa che sono da considerare “cittadini italiani” e quindi sottoposti anche alla giurisdizione italiana nei casi individuati dagli artt. 7 ss. (reati commessi all'estero da cittadino italiano), sia i cittadini, sia gli appartenenti per origine o per elezione ai luoghi soggetti alla sovranità dello Stato, sia gli apolidi residenti nel territorio dello Stato.

La norma in commento, pertanto, stabilisce sia i limiti soggettivi della pretesa punitiva statale, sia i confini territoriali entro i quali la pretesa si sviluppa.
Va considerato territorio dello Stato sia la terraferma delimitata da leggi, trattati e consuetudini internazionali, compreso il mare territoriale (che si estende per dodici miglia marine dalla costa), sia il sottosuolo, sia infine lo spazio atmosferico sovrastante la terraferma ed il mare territoriale.
Fanno parte del territorio statale anche gli elementi che compongono il c.d. territorio fittizio, come le navi e gli aeromobili.

Massime relative all'art. 4 Codice penale

Cass. pen. n. 7409/2000

È perseguibile in base alla legislazione italiana e davanti al giudice italiano la violazione di norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro accertata a bordo di una nave battente bandiera straniera, attraccata in un porto italiano, quando detta violazione, ed i conseguenti effetti lesivi, non abbiano interessato soggetti appartenenti alla c.d. «comunità navale» sottoposta, come tale, alla giurisdizione dello Stato cui la nave appartiene, ma bensì soggetti estranei alla detta comunità quali, nella specie, lavoratori italiani addetti alle operazioni di carico. (Fattispecie in cui delle lesioni colpose di un lavoratore, socio di una cooperativa, caduto dall'alto durante lo stivaggio di una nave è stato ritenuto responsabile il presidente della cooperativa).

Cass. pen. n. 1002/1990

In caso di perpetrazione di reato su nave mercantile che si trovi nelle acque territoriali di altro Stato, prevale la giurisdizione dello Stato di bandiera allorché l'illecito concerna esclusivamente le attività e gli interessi della comunità nazionale cui appartiene il natante, mentre prevale quella dello Stato costiero ove le conseguenze del fatto compiuto a bordo si ripercuotano o siano idonee a ripercuotersi all'esterno incidendo su interessi primari della comunità territoriale. Tali interessi vanno valutati con riferimento non solo al bene giuridico tutelato dalla norma di cui si assume la violazione, ma anche alla situazione verificatasi in concreto che diviene rilevante per lo Stato costiero allorquando per le sue connotazioni realizzi una condizione di effettivo pericolo che, rendendo probabile l'offesa per la pace pubblica del paese o per il buon ordine del mare territoriale, imponga l'intervento dello Stato costiero. (Fattispecie relativa a ritrovamento su nave mercantile straniera nelle acque territoriali italiane di armi da guerra costituenti dotazione della nave stessa regolarmente iscritte nei libri di bordo e denunciate alle competenti autorità straniere. La Corte di cassazione ha escluso la giurisdizione del giudice italiano).

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