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Articolo 401 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Udienza

Dispositivo dell'art. 401 Codice di procedura penale

1. L'udienza si svolge in camera di consiglio[127] con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore della persona sottoposta alle indagini [486 5]. Ha altresì diritto di parteciparvi il difensore della persona offesa.

2. In caso di mancata comparizione del difensore della persona sottoposta alle indagini, il giudice designa altro difensore a norma dell'articolo 97 comma 4 [486 5] (1).

3. La persona sottoposta alle indagini e la persona offesa hanno diritto di assistere all'incidente probatorio quando si deve esaminare un testimone o un'altra persona. Negli altri casi possono assistere previa autorizzazione del giudice.

4. Non è consentita la trattazione e la pronuncia di nuovi provvedimenti su questioni relative all'ammissibilità e alla fondatezza della richiesta.

5. Le prove sono assunte con le forme stabilite per il dibattimento [496-515]. Il difensore della persona offesa può chiedere al giudice di rivolgere domande alle persone sottoposte ad esame [505].

6. Salvo quanto previsto dall'articolo 402, è vietato estendere l'assunzione della prova a fatti riguardanti persone diverse da quelle i cui difensori partecipano all'incidente probatorio. È in ogni caso vietato verbalizzare dichiarazioni riguardanti tali soggetti [191] (2).

7. Se l'assunzione della prova non si conclude nella medesima udienza, il giudice ne dispone il rinvio al giorno successivo non festivo, salvo che lo svolgimento delle attività di prova richieda un termine maggiore.

8. Il verbale [136], le cose e i documenti acquisiti nell'incidente probatorio sono trasmessi al pubblico ministero. I difensori hanno diritto di prenderne visione ed estrarne copia.

Note

(1) Se la mancata comparizione consegue a un legittimo impedimento del difensore deve ritenersi applicabile la disciplina prevista per l'udienza preliminare dall'art. 420 ter, comma 5.
(2) Tuttavia il P.M. o il difensore della persona sottoposta alle indagini possono chiedere che la prova si estenda a tali fatti e dichiarazioni ex art. 402.

Ratio Legis

L'incidente probatorio trova la propria ratio nell'eventualità che risulti necessario anticipare l'attività di acquisizione probatoria alla fase delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare, possibilità ammissibile solo se attuata nel rispetto del principio del contraddittorio, nonchè di precise condizioni di legge.

Spiegazione dell'art. 401 Codice di procedura penale

La norma in oggetto definisce lo svolgimento dell'incidente probatorio.

L'udienza si svolge in camera di consiglio, con la necessaria partecipazione del pubblico ministero e del difensore dell'indagato. Non è invece prevista come necessaria la presenza del difensore della persona offesa dal reato, il quale ha comunque diritto di assistervi.

Per non compromettere il celere svolgimento dell'incidente probatorio, non è ammissibile alcuna dilazione temporale, sia per quanto riguarda l'eventuale mancata comparizione del difensore dell'indagato, nel qual caso il giudice provvederà a nominare apposito difensore d'ufficio, sia per quanto riguarda eventuali doglianze delle parti in merito o alla fondatezza stessa dell'incidente probatorio.

Al di là dei difensori, l'indagato alla persona offesa hanno diritto ad assistere all'esame dei testimoni o di altra persona, mentre negli altri casi sarà il giudice ad autorizzare la loro presenza.

Le prove sono assunte con le forma stabilite per il dibattimento, il che significa che nel caso di prove dichiarative l'audizione avviene mediante esame incrociato ex artt. 498 e 499, e che le parti possono contestare al soggetto esaminato le eventuali difformità tra quanto dichiarato nell'incidente probatorio e quanto in precedenza già dichiarato. Difatti, per rendere possibile tali contestazioni, il pubblico ministero ha l'obbligo di depositare, prima dell'incidente probatorio, i verbali delle dichiarazioni già rese, con facoltà per i difensori di prenderne visioni nei due giorni precedenti l'udienza (v. art. 398). Tuttavia, una vera e propria discovery è prevista solo nelle ipotesi di cui all'art. 392 comma 1 bis, in cui il pubblico ministero deve depositare tutti gli atti di indagine già compiuti.

Il difensore della persona offesa non può invece rivolgere direttamente domande alla persona esaminata, ma può solo chiedere al giudice di rivolgere domande.

Normalmente è vietato estendere l'assunzione della prova a fatti riguardanti persone diverse da quelle i cui difensori partecipano all'incidente probatorio, eccezion fatta per le ipotesi di cui all'art. 402, il quale prevede una apposita notifica alle persone cui estendere l'efficacia dell'incidente probatorio, cosicché possano intervenire.

I verbali delle prove assunte confluiscono poi, alla fine dell'udienza preliminare, nel fascicolo per il dibattimento, acquisendo valore di prova a seguito di lettura o indicazione specifica (v. art. 431).

Va precisato che ex art. 403, le prove assunte tramite incidente probatorio sono utilizzabili solamente nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato all'atto acquisitivo (almeno per quanto riguarda i procedimenti che prevedono il dibattimento).

Massime relative all'art. 401 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 35187/2002

Gli atti dei quali il perito può prendere cognizione non sono soltanto quelli già inseriti nel fascicolo per il dibattimento, ma anche quelli dei quali la legge prevede l'acquisizione a tale fascicolo e cioè anche quegli atti di cui non è esclusa, in astratto, la possibilità di inserimento in esso durante tutto il corso del giudizio, anche in un momento successivo al conferimento dell'incarico peritale, di ufficio, a richiesta di parte o a seguito di contestazioni. (Fattispecie concernente l'esecuzione di una perizia psichiatrica disposta nelle forme dell'incidente probatorio, in riferimento alla quale la Corte, premessa l'operatività delle regole stabilite per l'assunzione delle prove in dibattimento, stante il rinvio di cui all'art. 401, comma 5, c.p.p., ha ritenuto che legittimamente il perito avesse preso cognizione delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso delle indagini preliminari, nonché del contenuto delle intercettazioni ambientali, in quanto si trattava di atti suscettibili di essere inseriti nel fascicolo per il dibattimento).

Cass. pen. n. 4593/1997

In tema di incidente probatorio, quantunque l'art. 401 comma quinto c.p.p. richiami le forme di assunzione delle prove stabilite per il dibattimento, non può ritenersi applicabile l'art. 511 c.p.p. terzo comma all'udienza del procedimento incidentale probatorio. Ciò in quanto di «lettura di atti» ex art. 511 c.p.p. ha senso parlare solo per le attività svolte prima del giudizio, con riferimento a quelle formalità attraverso le quali gli atti medesimi proprio nel giudizio vengono immessi in contraddittorio tra le parti. (Nella fattispecie la Corte ha respinto l'assunto difensivo secondo cui è inutilizzabile la perizia raccolta in sede di incidente probatorio nel caso di mancato preliminare esame orale dei periti, giusta la disposizione dell'art. 511 terzo comma c.p.p.).

Cass. pen. n. 3521/1995

La perizia, anche se disposta nelle forme dell'incidente probatorio, può essere utilizzata ai fini dell'emissione della misura cautelare non appena sia stata depositata la relazione scritta, e quindi anche prima che il pericolo sia stato sentito, ponendosi il problema del rapporto temporale fra la lettura della relazione e l'esame orale del perito solo nella fase dibattimentale a norma dell'art. 511, comma 3, c.p.p.

Cass. pen. n. 10819/1994

Quando si procede con incidente probatorio, la nullità della procedura seguita per l'espletamento della perizia, per avere il Gip, dopo il conferimento dell'incarico e la fissazione di un termine per l'espletamento, omesso di rinviare ad altra udienza per l'audizione del perito, limitandosi a disporre il deposito di relazione scritta, deve essere eccepita prima del compimento della perizia, se la parte interessata è presente nella fase di scelta della procedura irregolare, e comunque, trattandosi di nullità attinente alla fase delle indagini preliminari, non oltre la celebrazione dell'udienza preliminare. Ne consegue che, in mancanza di tempestiva eccezione, si verifica decadenza dalla stessa, con l'ulteriore conseguenza che legittimamente la relazione peritale scritta viene inserita nel fascicolo del dibattimento e utilizzata per la decisione.

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