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Articolo 420 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Assenza dell'imputato

Dispositivo dell'art. 420 bis Codice di procedura penale

(1) 1. Se l'imputato, libero o detenuto, non è presente all'udienza e, anche se impedito, ha espressamente rinunciato ad assistervi, il giudice procede in sua assenza.

2. Salvo quanto previsto dall'articolo 420 ter, il giudice procede altresì in assenza dell'imputato che nel corso del procedimento abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonché nel caso in cui l'imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell'avviso dell'udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, l'imputato è rappresentato dal difensore. E' altresì rappresentato dal difensore ed è considerato presente l'imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall'aula di udienza o che, presente ad una udienza, non compare ad udienze successive.

4. L'ordinanza che dispone di procedere in assenza dell'imputato è revocata anche d'ufficio se, prima della decisione, l'imputato compare. Se l'imputato fornisce la prova che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo, il giudice rinvia l'udienza e l'imputato può chiedere l'acquisizione di atti e documenti ai sensi dell'articolo 421, comma 3. Nel corso del giudizio di primo grado, l'imputato ha diritto di formulare richiesta di prove ai sensi dell'articolo 493. Ferma restando in ogni caso la validità degli atti regolarmente compiuti in precedenza, l'imputato può altresì chiedere la rinnovazione di prove già assunte. Nello stesso modo si procede se l'imputato dimostra che versava nell'assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento e che la prova dell'impedimento è pervenuta con ritardo senza sua colpa.

5. Il giudice revoca altresì l'ordinanza e procede a norma dell'articolo 420 quater se risulta che il procedimento, per l'assenza dell'imputato, doveva essere sospeso ai sensi delle disposizioni di tale articolo.

Note

(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 19, della l. 16 dicembre 1999, n. 479 e poi sostituito dall'art. 9, della l. 28 aprile 2014, n. 67. Il testo precedente stabiliva: "(Rinnovazione dell'avviso). - 1. Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovato l'avviso dell'udienza preliminare a norma dell'articolo 419, comma 1, quando è provato o appare probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore a norma degli articoli 159, 161, comma 4, e 169. 2. La probabilità che l'imputato non abbia avuto conoscenza dell'avviso è liberamente valutata dal giudice. Tale valutazione non può formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione."

Ratio Legis

L'imputato può scegliere liberamente di presenziare o meno all'udienza preliminare, di conseguenza si coglie la ratio di tale norma che permette di procedere in sua assenza, in presenza però di precise condizioni di legge.

Spiegazione dell'art. 420 bis Codice di procedura penale

L'udienza preliminare si svolge in camera di consiglio, non essendo quindi pubblica, con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell'imputato.

La presenza dell'imputato non è invece necessaria, il quale può dunque liberamente scegliere di non presenziare. Per contro, egli ha comunque il diritto di assistervi.

Le norme in questione disciplinano le modalità tramite cui il giudice tenta di comprendere se l'assenza dell'imputato rappresenti una libera scelta di quest'ultimo, oppure derivi da qualche irregolarità delle comunicazioni effettuate nei suoi confronti.

Possono venire il rilievo varie ipotesi:

  • l'imputato non si presenta all'udienza perché non è stato avvisato ai sensi dell'articolo 419;

  • l'imputato non compare in quanto legittimamente impedito;

  • l'imputato non compare, e tale scelta appare liberamente presa;

  • l'imputato non compare, e ha consentito espressamente che il processo si svolga in sua assenza;

  • l'imputato compare, ma si allontana dall'aula di udienza prima che essa volga al termine.

Al fine di accertare la sussistenza di una di tali cause:

  • il giudice deve innanzitutto disporre (anche d'ufficio), che sia rinnovato l'avviso di cui all'art. 419, ove sia provato o appaia probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, a meno che il fatto non sia dovuto a sua colpa e a meno che non vi sia stata notificazione al difensore ai sensi degli artt. 159, 161 comma 4 e 169. La valutazione del giudice, non impugnabile, è liberamente compiuta dal giudice. Quanto detto presuppone la validità e regolarità dell'avviso, dovendo altrimenti il giudice procedere al rinnovo ex art. 420 comma 2.

  • qualora l'imputato, ancorché detenuto, non si presenti all'udienza e risulti che l'assenza è determinata da assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice rinvia ad altra udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso (con le nuove coordinate dell'udienza). Allo stessa stregua provvede il giudice qualora appaia probabile che l'assenza sia dovuta alle ragioni suesposte;

  • nel caso in cui manchino le condizioni di cui sopra, ed oltre alla constatazione che l'avviso non sia stato affetto da nullità, il giudice dichiara l'imputato contumace. L'imputato è pertanto rappresentato dal difensore e l'udienza si svolge e prosegue senza la presenza dell'imputato. L'ordinanza dichiarativa della contumacia circa la non nullità dell'avviso ed alla non probabilità che l'imputato ne abbia avuto conoscenza è soggetta a nullità, qualora vi fosse la prova della mancata conoscenza dell'avviso o dell'assoluta impossibilità di comparire e deve essere revocata nel caso in cui la prova in merito sopraggiunga, oppure nel caso in cui l'imputato compaia;

  • il giudice non deve invece agire come sopra qualora sia lo stesso imputato a chiedere o ad acconsentire che l'udienza si svolga senza la sua (non necessaria) presenza. In questa eventualità, che non comporta alcun pregiudizio per l'imputato, l'imputato è dichiarato assente;

  • qualora l'imputato inizialmente presente, si allontani dall'aula di udienza, è invece considerato presente.

Come disciplinato dall'art. 420, al fine di garantire la necessaria presenza del difensore dell'imputato, il giudice provvede alla nomina di un difensore d'ufficio ex art. 97 comma 4, qualora il difensore di fiducia (o quello d'ufficio in evenienza precedentemente nominato) non compaia.

Tale regola non si applica tuttavia quando risulti che il difensore non sia comparso per legittimo impedimento. Qui il giudice deve rinviare l'udienza, purché l'impedimento gli sia stato prontamente comunicato, che l'imputato non sia assistito da due difensore e solo uno risulti impedito, che il difensore impedito non abbia nominato un sostituto e che l'imputato, anche in questa ipotesi, non consenta di procedere senza il suo difensore impedito (in tal caso ne verrà nominato una d'ufficio).

Massime relative all'art. 420 bis Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 22079/2018

La mancata comparizione in udienza dell'imputato detenuto, che abbia rinunciato ad essere presente, non dà luogo a contumacia, ma a mera assenza, con la conseguenza che, in tal caso, non sussiste alcun obbligo di notifica dell'avviso di deposito della sentenza, previsto solo per l'imputato contumace. (La Corte ha affermato tale principio in una fattispecie cui era applicabile il disposto di cui all'art. 548, comma 3, c.p.p. nel testo previgente alle modifiche introdotte dall'art. 10, comma 5, della legge 28 aprile 2014, n. 67).

Cass. pen. n. 8654/2018

In tema di sospensione del processo per assenza dell'imputato, le disposizioni introdotte dalla legge 28 aprile 2014, n. 67, non si applicano - ai sensi della normativa transitoria di cui all'art. 15-bis della stessa legge, introdotto dalla legge 11 agosto 2014, n. 118 - ai processi in corso nei quali, alla data di entrata in vigore della legge n. 67, è stata emessa la sentenza di primo grado, né a quelli ancora pendenti in primo grado in cui, nei confronti dell'imputato dichiarato contumace, non è stato emesso il decreto di irreperibilità.

Cass. pen. n. 1524/2018

L'imputato dichiarato assente all'udienza preliminare ai sensi dell'art. 420-bis cod. proc. pen., come novellato dalla legge 28 aprile 2014, n. 67, non ha diritto all'avviso del rinvio dell'udienza a data fissa disposto per impedimento del difensore, in quanto rappresentato dal sostituto di quest'ultimo, anche se nominato d'ufficio.

Cass. pen. n. 19618/2017

All'imputato assente non spetta alcuna notifica della sentenza ed essa, laddove venga effettuata, non produce alcun effetto sulla decorrenza del termine per impugnare. (In applicazione di questo principio la S.C. ha rigettato il ricorso degli imputati i quali eccepivano che il "dies a quo" per l'impugnazione della sentenza dovesse decorrere dalla data di notificazione dell'estratto contumaciale).

Cass. pen. n. 18813/2017

In tema di sospensione del processo per assenza dell'imputato, le disposizioni introdotte dalla L. 28 aprile 2014, n. 67, non si applicano - ai sensi della normativa transitoria di cui all'art. 15-bis della stessa legge, introdotto dalla L. 11 agosto 2014, n. 118 - ai processi in corso nei quali, alla data di entrata in vigore della legge n. 67, era già stata emessa la sentenza di primo grado, né a quelli ancora pendenti in primo grado in cui, nei confronti dell'imputato dichiarato contumace, non era stato emesso il decreto di irreperibilità.

Cass. pen. n. 25357/2015

È inammissibile, per carenza d'interesse, il ricorso per cassazione rivolto a contestare l'applicazione dell'art. 420 bis cod. proc. pen. (come modificato dalla legge 28 aprile 2014, n. 67), in luogo della normativa previgente, che imponeva la dichiarazione di contumacia e la conseguente notifica dell'estratto della sentenza ex art. 548, comma terzo, cod. proc. pen., in quanto l'imputato non può dolersi della applicazione nei suoi confronti della nuova disciplina, più garantista e favorevole rispetto alla pregressa quanto alla conoscenza del procedimento, ex art. 420 quater cod. proc. pen. e, quindi, anche quanto alla decorrenza dei termini per l'impugnazione.

Cass. pen. n. 27974/2014

La rinuncia a comparire all'udienza da parte del detenuto - a seguito della quale l'imputato è legittimamente considerato assente e, come tale, rappresentato dal difensore - produce i suoi effetti non solo per l'udienza in relazione alla quale essa è formulata ma anche per quelle successive, fissate a seguito di rinvio a udienza fissa, fino a quando egli non manifesti la volontà di essere tradotto.

Cass. pen. n. 45127/2013

Il rinvio del dibattimento a udienza fissa prima del compimento degli atti introduttivi deve essere qualificato come rinvio vero e proprio, con il conseguente obbligo di notifica del decreto che dispone il giudizio, in quanto, ai sensi dell'art. 420 bis, comma quarto, cod. proc. pen., la lettura dell'ordinanza che fissa la nuova udienza equivale alla citazione solo per coloro che sono o devono considerarsi presenti e tale non è l'imputato di cui non sia dichiarata la contumacia. Ne consegue che qualora non si sia provveduto alla dichiarazione di contumacia dell'imputato non comparso all'udienza all'esito della quale sia disposto il rinvio, ne deve essere rinnovata la citazione per l'udienza di rinvio o attraverso la notificazione di un nuovo decreto di citazione a giudizio ovvero attraverso la notificazione dell'ordinanza che ha disposto il rinvio.

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