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Articolo 613 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Difficoltà sorte nel corso dell'esecuzione

Dispositivo dell'art. 613 Codice di procedura civile

L'ufficiale giudiziario può farsi assistere dalla forza pubblica e deve chiedere al giudice dell'esecuzione (1) le opportune disposizioni per eliminare le difficoltà (2) che sorgono nel corso dell'esecuzione. Il giudice dell'esecuzione (1) provvede con decreto (3).

Note

(1) La parola "pretore" è stata sostituita dalle parole "giudice dell'esecuzione" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51. Per la soppressione dell'ufficio del pretore si veda l'art. 8 del c.p.c..
(2) Le difficoltà a cui la norma si riferisce si identificano con quelle di carattere tecnico o pratico, che potrebbero insorgere nel corso della esecuzione. Si escludono quelle prettamente giuridiche che invece darebbero luogo ad un'eventuale opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi (615 e 617 c.p.c.).
(3) Il decreto con cui il giudice risolve le difficoltà tecniche e materiali è privo di contenuto decisorio e ha natura prevalentemente ordinatoria.

Ratio Legis

La ratio dell'articolo in esame si riscontra nell'intento di garantire l'attuazione della tutela esecutiva concessa, in quanto fornisce all'ufficiale giudiziario i mezzi per risolvere e superare una serie di difficoltà e di resistenze che potrebbero insorgere durante il procedimento esecutivo e che potrebbero paralizzare l'esecuzione, pregiudicando le aspettative del creditore procedente.

Massime relative all'art. 613 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 15727/2011

In materia di esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare, ogni volta il giudice dell'esecuzione, con l'ordinanza di cui all'art. 612 c.p.c., risolva contestazioni che non attengono alla determinazione delle modalità esecutive, bensì alla portata sostanziale del titolo esecutivo, tale provvedimento acquista natura di sentenza sul diritto della parte istante di procedere ad esecuzione forzata e diviene, perciò, impugnabile con i mezzi ordinari.

Cass. civ. n. 15176/2003

I provvedimenti di natura meramente ordinatoria, quali quelli del giudice dell'esecuzione emessi ex art. 613 c.p.c. e destinati a risolvere le difficoltà di ordine materiale insorte nel corso della esecuzione, non possono essere impugnati con ricorso per cassazione che, se proposto, va, per l'effetto, dichiarato inammissibile, investendo un provvedimento affatto privo di contenuto decisorio.

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