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Articolo 532 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Vendita a mezzo di commissionario

Dispositivo dell'art. 532 Codice di procedura civile

Il giudice dell'esecuzione(1) dispone la vendita [disp. att. 159 2, 167] senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all'istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell'elenco di cui all'art. 169-sexies delle isposizioni per l'attuazione del presente codice, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario(2)(5).

Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore [68; disp. att. 161] dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l'importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e puo' imporre al commissionario una cauzione [119; disp. att. 86]. Il giudice fissa altresi’ il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalita’ di deposito della somma ricavata dalla vendita e il terminefinale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice (5).

Se il valore delle cose risulta dal listino di borsa o di mercato, la vendita non puo' essere fatta a prezzo inferiore al minimo ivi segnato [539](3)(4).

Note

(1) La parola «pretore» è stata sostituita dalle parole «giudice dell'esecuzione» ai sensi dell'art. 93, d.lgs. 19-2-1998, n. 51, a decorrere dal 2-6-1999. Per la soppressione dell'ufficio del pretore si confronti l'art. 8 del c.p.c..
(2) Tale comma è stato così modificato dal D.L. 35/2005 e dalla Legge 52/2006 con decorrenza dal 1 marzo 2006. Lo scopo di tali modifiche si riscontra nella maggiore attitudine delle vendite a mezzo commissionario di garantire degli utili risultati alle procedure esecutive e rappresenta il netto favore del legislatore per questa tipologia di vendita.
L'affidamento dei beni pignorati all'istituto vendite giudiziarie è l'ipotesi normale e non richiede, per espressa previsione normativa, alcuna motivazione. Diversamente, nel caso in cui la vendita sia affidata ad un soggetto specializzato nel settore di competenza ma diverso da un istituto giudiziario sarà necessario un provvedimento all'uopo (ipotesi che si verifica quando la procedura esecutiva ha ad oggetto dei beni di particolare natura che richiede delle competenze specifiche di cui gli istituti giudiziari sono privi).
(3) In vista dell'eventuale vendita ad un prezzo inferiore rispetto a quello da lui fissato, il giudice può imporre al commissionario di prestare idonea cauzione all'atto della nomina. Inoltre, se il commissionario effettua la vendita ad un prezzo inferiore rispetto a quello fissato dal giudice dell'esecuzione, quest'ultimo può ordinargli il pagamento della differenza di prezzo.
(4) In assenza di specifica disciplina al commissionario si applicano le disposizioni relative al contratto di commissione (si vedano gli artt.1731 c.c.). Da questo deriva che il commissionario deve adempiere al proprio incarico utilizzando la diligenza del buon padre di famiglia. Inoltre, il commissionario è l'unico soggetto responsabile del risultato delle operazioni, anche nel caso di inadempienza dell'acquirente a cui il bene sia stato venduto a credito.
(5) Comma così modificato dal D. L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2015, n.132, e infine dal D. L. 3 maggio 2016, n. 59, in vigore dal 04 maggio 2016, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119.

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Simona S. chiede
sabato 24/09/2016 - Sardegna
“Buongiorno,
ho una esecuzione immobiliare in corso che và avanti dal 1997dove alla data odierna sono state fatte già 10 aste andate tutte deserte, vorrei sapere se il nuovo decreto legge sulle esecuzioni immobiliare si può applicare anche al mio caso e quindi chiedere al giudice la chiusura del procedimento

Consulenza legale i 08/10/2016
La risposta è negativa.
Infatti, il d.l. 3/5/2016 n. 59 (entrato in vigore il 4/5/2016), che ha modificato in parte il processo esecutivo, prevede un numero massimo di esperimenti di vendita per la sola vendita senza incanto, ai sensi dell’art. 532 c.p.c. Nulla infatti cambia con riguardo alla vendita con incanto (la c.d. vendita all’asta, nel gergo comune), per la quale non si riscontrano modifiche da parte del d.l. sopra citato.

Potrebbe fare al caso suo un’ordinanza del Tribunale di Napoli del 23/1/2014.
Con tale pronuncia, i giudici hanno stabilito che sarebbe assolutamente ingiusto ed inaccettabile un ulteriore ribasso del prezzo dopo l’esperimento infruttuoso di diverse aste, tutte andate deserte. Infatti, qualora l’immobile continui ad essere invenduto, un nuovo ribasso del prezzo comporterebbe la sostanziale svendita dell’immobile pignorato.
Così, in tali casi, secondo il Tribunale di Napoli (e anche per il Tribunale di Roma, sez. Ostia, sentenza 9/5/2013), quando i prezzi raggiunti a seguito di diverse aste andate deserte diventino irrisori, l’esecuzione forzata dovrebbe essere dichiarata improcedibile e, quindi, estinta.
Allo stesso modo l’art. 164 bis disp. att. c.p.c. stabilisce che “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.
In altre parole, una volta accertato che il prezzo dell’immobile è diventato irrisorio (cosa peraltro assolutamente immaginabile, vista la data di inizio dell’esecuzione nel 1997), sarebbe possibile invocare l’art. 164 disp. att. c.p.c. e chiedere – quindi – la chiusura anticipata del processo esecutivo.


Testi per approfondire questo articolo

  • La nuova espropriazione forzata

    Editore: Zanichelli
    Collana: Le riforme del diritto italiano
    Pagine: 400
    Data di pubblicazione: aprile 2017
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    Il volume illustra l’espropriazione forzata alla luce delle modifiche normative e degli orientamenti di legittimità che, nell’ultimo decennio, ne hanno mutato il volto sotto il costante imperativo della semplificazione e accelerazione, al servizio della «competitività » del sistema giustizia italiano. L’opera è aggiornata, da ultimo, al d.l. 3 maggio 2016, n. 59 (conv. dalla l. 30 giugno 2016, n. 119) che – oltre ad aver previsto... (continua)