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Articolo 488 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Fascicolo dell'esecuzione

Dispositivo dell'art. 488 Codice di procedura civile

Il cancelliere forma per ogni procedimento d'espropriazione un fascicolo, nel quale sono inseriti tutti gli atti compiuti dal giudice, dal cancelliere e dall'ufficiale giudiziario, e gli atti e documenti depositati dalle parti e dagli eventuali interessati [168, 518 4, 524, 543 4, 556 2, 557; art. 36 delle disp. att. c.p.c.] (1).

[Il pretore o](3) il presidente del tribunale competente per l'esecuzione o il giudice dell'esecuzione stessa può autorizzare il creditore a depositare, in luogo dell'originale, una copia autentica del titolo esecutivo (2), con obbligo di presentare l'originale a ogni richiesta del giudice (4).

Note

(1) Il fascicolo dell'esecuzione viene formato dal cancelliere al momento del deposito dell'atto di pignoramento eseguito dall'ufficiale giudiziario. Si tratta di un fascicolo paragonabile a quello previsto dall'art. 168 per il processo di cognizione. In tale fascicolo però sono custoditi oltre all'atto di pignoramento, il titolo esecutivo ed il precetto, quindi anche gli atti ed i documenti di parte, non essendo previsti, nel processo esecutivo, i fascicoli di parte. Tutti questi atti restano per sempre nel fascicolo dell'esecuzione, tranne il titolo esecutivo ed il precetto che devono essere riconsegnati al creditore.
(2) La copia autentica a cui la norma si riferisce deve essere rilasciata da colui il quale ha spedito il titolo in forma esecutiva (v. 475), e, nel caso di cambiali, il rilascio può essere effettuato da qualunque ufficiale legittimato ad elevare il protesto.
(3) Le parole "Il pretore o" sono state soppresse dall'art.91 del d.lgs. 19 febbraio 1998, n.51, recante l'istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2.6.1999.
(4) Nel caso in cui l'originale del titolo esecutivo non venga presentato su richiesta del giudice verrà pronunciata l'estinzione del processo.

Spiegazione dell'art. 488 Codice di procedura civile

Nel momento in cui viene depositato l’atto di pignoramento eseguito dall’ufficiale giudiziario, il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione, in cui vengono inseriti tutti gli atti compiuti dal giudice, dallo stesso cancelliere, dall’ufficiale giudiziario, oltre agli atti e documenti depositati dalle parti e dagli eventuali interessati.

Il fascicolo che si viene a formare è simile a quello che l’art. 168 del c.p.c. prevede per il processo di cognizione, con la sola differenza che, non essendo previsti nel processo esecutivo i fascicoli di parte, nel fascicolo dell’esecuzione vengono inseriti anche gli atti di parte.

In caso di esecuzione immobiliare, la nota di trascrizione dell’atto di pignoramento potrà essere inserita anche in un momento successivo, ossia nel momento in cui il Conservatore dei registri immobiliari l’abbia restituita al creditore procedente o all’ufficiale giudiziario (se è quest’ultimo a curare la trascrizione).

Il secondo comma consente al creditore procedente di essere autorizzato, dal presidente del tribunale competente o dallo stesso giudice dell’esecuzione, a depositare nel fascicolo, in luogo dell’originale, una copia autentica del titolo esecutivo, ponendo, tuttavia, in capo allo stesso creditore, l’obbligo di presentare l’originale ogniqualvolta gli sia richiesto dal giudice.

L’autorizzazione viene generalmente data dal presidente del tribunale in caso di espropriazione mobiliare e dal giudice dell’esecuzione in caso di espropriazione immobiliare o presso terzi; questo perché mentre nell'espropriazione immobiliare e presso terzi la nomina del giudice dell'esecuzione precede di regola il deposito del titolo esecutivo, nell'espropriazione mobiliare presso il debitore accade normalmente il contrario.

Per l'inosservanza dell’obbligo di presentazione dell’originale non è prevista alcuna espressa sanzione, ed infatti mentre parte della dottrina vi ravvisa una mera irregolarità, inidonea ad influire sulla procedibilità dell'azione esecutiva (salva l'eventuale impossibilità pratica di compiere le attività che presuppongano la presentazione dell'originale), altra parte della dottrina ritiene che in caso di mancata presentazione debba essere pronunciata l’estinzione del processo.

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