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Articolo 193 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Giuramento del consulente

Dispositivo dell'art. 193 Codice di procedura civile

All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere al giudice la verità [19 disp. att.] (1).

Note

(1) Il giuramento può essere prestato anche in un momento successivo al conferimento dell'incarico, prima del deposito della relazione peritale.
Il rifiuto di prestare giuramento da parte del consulente iscritto negli appositi albi speciali è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro trenta a cinquecentosedici (art. 366 del c.p., secondo comma).

Ratio Legis

Il giuramento costituisce una formalità: la sua omissione non ha conseguenze sulla validità della consulenza tecnica. Il rifiuto di giurare equivale, invece, al rifiuto di assumere l'incarico, punito penalmente nel caso di consulente tecnico iscritto all'albo.

Massime relative all'art. 193 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 17339/2017

Il riparto di attività tra più consulenti operanti in collegio, in ragione della loro specializzazione, costituisce un “modus operandi” facoltativo che non inficia il necessario principio di collegialità, ben potendo le conclusioni essere assunte dal collegio unitariamente e collettivamente, anche in caso di rinuncia all’incarico da parte di uno dei consulenti avente una competenza professionale distinta da quella degli altri, purché i risultati della sua attività e di quella di ciascuno siano partecipati agli altri e da questi valutati, sicché collegialmente si formino le conclusioni da sottoporre al giudice.

Cass. civ. n. 14906/2011

La mancata prestazione del giuramento da parte del consulente tecnico costituisce una mera irregolarità formale, inidonea a determinare l'invalidità del verbale e del relativo conferimento dell'incarico, ostandovi il principio di tassatività delle nullità.

Cass. civ. n. 10386/1996

La mancata apposizione, da parte del consulente tecnico d'ufficio, della propria firma nel verbale dell'udienza nella quale lo stesso presta giuramento costituisce una mera irregolarità, non suscettibile di incidere sulla validità dell'attività processuale cui il detto verbale si riferisce e che ha la funzione di documentare, né, tantomeno, su quella degli atti successivi.

Cass. civ. n. 3907/1975

Non importano nullità della consulenza tecnica né la prestazione del giuramento, da parte del consulente, all'atto del deposito della relazione, anziché a quello del conferimento dell'incarico, né il deposito della consulenza stessa oltre il termine fissato dal giudice.

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    In questi anni, il maggior impegno del legislatore è stato nel senso di istituire regimi... (continua)