Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 26 bis Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Foro relativo all'espropriazione forzata di crediti

Dispositivo dell'art. 26 bis Codice di procedura civile

Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall'articolo 413, quinto comma, per l'espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

Fuori dei casi di cui al primo comma, per l'espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede (1).

Note

(1) Articolo inserito dall'art. 19, comma 1, lett. b) del D. L. 12 settembre 2014 n. 132, convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre 2014 n. 162.

Massime relative all'art. 26 bis Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 8172/2018

La competenza sull'esecuzione ai sensi dell'art. 26, ed ora dell'art. 26 bis c.p.c., si inserisce nel sistema della competenza in generale e, dunque, esige la garanzia della possibilità del controllo immediato tramite il regolamento di competenza. Tale controllo, sulla base delle argomentazioni desumibili dall'art. 187 disp. att. c.p.c. si estrinseca in prima battuta non già direttamente sul provvedimento del giudice dell'esecuzione negativo della propria competenza o affermativo di essa, bensì, essendo impugnabile tale provvedimento con l'opposizione ex art. 617 c.p.c. attraverso l'impugnazione con il regolamento di competenza necessario della pronuncia del giudice dell'opposizione agli atti esecutivi di accoglimento o di rigetto dell'opposizione agli atti e, quindi, rispettivamente, di dissenso dalla valutazione del giudice dell'esecuzione negativa o affermativa della propria competenza sull'esecuzione forzata oppure di condivisione di quella valutazione, dovendosi tanto la sentenza di accoglimento che di rigetto intendersi impugnabili ai sensi dell'art. 187 disp. att c.p.c., in quanto sentenze che decidono riguardo alla competenza sull'esecuzione forzata.

L'art. 26 bis, comma 1, c.p.c. quando allude alla disciplina di leggi speciali come idonea a stabilite il foro dell'esecuzione forzata per espropriazione di crediti, in danno delle P.A. di cui all'art. 413, comma 5, dello stesso codice, attribuisce alla regola desumibile dalla legge speciale il valore di regola esclusiva rispetto a quella fissata dallo stesso citato comma 1, con riferimento al luogo in cui il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede. Ne discende che, dovendo tra le disposizioni di leggi speciali cui allude il suddetto comma 1 comprendersi quella dell'art. 1 bis della l. n. 720 del 1984, il significato del rinvio a tale norma deve intendersi nel senso che con esso si sia voluto far riferimento a detta previsione, sia in quanto individuatrice nel cassiere o tesoriere del soggetto ("debitor debitoris") che deve pagare per conto delle P.A., cui detta norma si applica, sia in quanto individuatrice del luogo del pagamento in quello di espletamento del servizio secondo gli accordi fra P.A. ed il cassiere o tesoriere; sicché tale luogo si deve considerare in via esclusiva come il foro dell'espropriazione presso terzi di crediti a carico di tali pubbliche amministrazioni, restando esclusa, per il caso che cassiere o tesoriere sia una persona giuridica, la possibilità di procedere all'esecuzione alternativamente anche nel luogo della sua sede.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 26 bis Codice di procedura civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Giovanni I. chiede
lunedì 05/06/2017 - Campania
“Quando il debitore è una P.A. , l'art. 26 bis stabilisce la competenza territoriale anche per il pignoramento presso terzi presso il Trib. del luogo di residenza o sede legalee del terzo.Trattandosi nel mio caso di un debitore P.A. che ha sede in Benevento mentre il suo tesoriere ( istituto di credito e dunque una Spa ..... persona giuridica ) ha la sede legale in Lecce ma ha anche una succursale operativa a Benevento , posso considerare competente il Foro di Benevento seguendo il principio di cui all'art. 19 cpc ? E, in caso affermativo , come faccio a sapere se la filiale è autorizzata a stare il giudizio ?”
Consulenza legale i 08/06/2017
In effetti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3615 del 13 febbraio 2013, ha precisato che "la competenza territoriale per il procedimento di esecuzione dei crediti è di natura inderogabile ed appartiene, con riguardo all'espropriazione forzata dei crediti, al Tribunale del luogo di residenza del terzo pignorato e quindi, nel caso di espropriazione nei confronti di ente territoriale ai sensi dell'art. 150 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, al Tribunale del luogo di residenza del soggetto che ne sia tesoriere, non rilevando - ai fini dell'individuazione di diverso giudice - il contenuto della dichiarazine resa ex art. 547 cod. proc. civ. da soggetto diverso dal tesoriere indicato erroneamente come terzo pignorato e come tale destinatario della notificazione dell'atto di pignoramento".

Nel caso di specie, il tesoriere in questione è una persona giuridica, con la conseguenza che trova applicazione la disposizione di cui all'art. 19 c.p.c., in base al quale "salvo che la legge disponga altrimenti, qualora sia convenuta una persona giuridica, è competente il giudice del luogo dove essa ha sede". La disposizione prosegue, poi, precisando che "è competente altresì il giudice del luogo dove la persona giuridica ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l'oggetto della domanda".

Di conseguenza, le consigliamo di richiedere una visura camerale della società che svolge il ruolo di tesoriere; laddove dalla visura non dovesse ricavare i poteri conferiti alle singole filiali (e, dunque, l'eventuale autorizzazione a stare in giudizio), le consigliamo di richiedere lo statuto della società medesima.

Testi per approfondire questo articolo

  • Sull'unità della giurisdizione

    Data di pubblicazione: maggio 2011
    Prezzo: 18 €
    Categorie: Giurisdizione

    Il volume raccoglie gli atti dell’incontro di studio «Sull’unità della giurisdizione», in ricordo di Franco Cipriani. L’iniziativa ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla «strumentalità dell’azione» all’effettiva realizzazione e tutela delle situazioni soggettive di natura sostanziale, che non può non investire l’assetto della giurisdizione affinché sia pienamente funzionale a tale... (continua)