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Articolo 857 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 30/09/2020]

Terreni soggetti a bonifica

Dispositivo dell'art. 857 Codice Civile

Per il conseguimento di fini igienici, demografici, economici o di altri fini sociali possono essere dichiarati soggetti a bonifica i terreni che si trovano in un comprensorio, in cui sono laghi, stagni, paludi e terre paludose, ovvero costituito da terreni montani dissestati nei riguardi idrogeologici e forestali, o da terreni estensivamente coltivati per gravi cause d'ordine fisico o sociale, i quali siano suscettibili di una radicale trasformazione dell'ordinamento produttivo [947].

Ratio Legis

Il R.D. 15 febbraio 1933, n. 215 è il testo normativo di riferimento in materia di bonifica integrale.
Nell'articolo in commento il legislatore semplicemente ripete quanto già affermato in altre disposizioni del codice e in leggi speciali successive allo stesso.
L'argomento che qui ci occupa concerne, comunque, la materia relativa all'agricoltura e alle foreste, e rientra, quindi, nel novero delle competenze regionali.

Spiegazione dell'art. 857 Codice Civile

Precedenti legislativi della bonifica integrale e suo ambiente attuale

La storia dei precedenti legislativi della bonifica, che ha le sue lontane e modeste origini nella L. 20 marzo 1865, n. 2248 all. F. e il primo riconoscimento nella L. 25 giugno 1882 n. 869, si svolge per molte vie, non sempre dritte e parallele, attraverso una complicata elaborazione che dura parecchi decenni e rispecchia l'evoluzione di esigenze e di programmi economici, sociali e politici di diverse generazioni. Il suo lento svolgimento riceve impulsi decisivi dalla guerra del 1915-18 e dalla legislazione che le eccezionali necessità belliche ispirarono, nonché dalla legislazione che, sulla base di quelle necessità e delle altre che vennero successivamente maturando, si svolse nel dopoguerra, e infine dalla politica agricola e dalla legislazione fascista.

Nell'attuale legislazione, culminata col R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, ancora in vigore, le originarie visioni ristrette e particolaristiche sfociarono nel concetto di bonifica integrale, concetto che, nell'accennato movimento legislativo, trova svolgimento in duplice direzione: verso l' integralità in senso intensivo, concepita come connessione delle opere agrarie con le opere idrauliche, cioè come unificazione dell'impresa di bonificamento nei suoi stadi pubblico e privato; e verso l' integralità in senso estensivo, concepita come esecuzione coordinata di tutte le opere necessarie al riassetto generale, ai fini della produzione, di determinati territori dissestati per qualsiasi causa. Ora l'art. 857, che riproduce con lievi varianti l'art. 1 del R.D. 13 febbraio 1933, definisce, appunto, le finalità della bonifica, con riferimento ai terreni che possono essere dichiarati soggetti alla bonifica e agli interessi pubblici da tutelare. E la definizione - che ha valore normativo - rispecchia la duplice esigenza dell'integralità, di cui si è fatto cenno.

Da un rapido esame della norma in oggetto si deduce che i terreni che possono essere dichiarati soggetti a bonifica sono di tre categorie: a) terreni che si trovano in un comprensorio, in cui sono laghi, stagni, paludi e terre paludose; b) comprensori di terreni montani dissestati nei riguardi idrogeologici e forestali; c) terreni estensivamente coltivati per gravi cause d'ordine fisico e sociale, i quali siano suscettibili di una radicale trasformazione dell'ordine produttivo.

Le finalità d'interesse pubblico che la bonifica dei terreni compresi nelle predette categorie mira a raggiungere sono più che evidenti, tuttavia il legislatore, per determinare l'intera misura alla quale devono essere ricondotti i provvedimenti amministrativi in materia, ha chiarito che i terreni predetti possono essere dichiarati soggetti a bonifica « per il conseguimento di fini igienici, demografici, economici o sociali ». Il quadro della bonifica, in tal modo, pur essendo pienamente definito nel suo oggetto o nelle sue finalità, acquista la massima ampiezza, e l'istituto si affranca da qualsiasi ristrettezza di concezione e da ogni visione particolaristica.

Era questa la condizione fondamentale per cui l'opera di bonifica potesse realizzare il fine di « potenziare la produzione agricola nazionale, di elevare le condizioni sociali ed economiche delle popolazioni di talune zone e di favorire, con la creazione di centri rurali, l'attaccamento alla terra e il decentramento demografico ».

L'importanza dell'istituto, nato e sviluppatosi attraverso la legislazione speciale, era tale che, in occasione della riforma del codice civile, il legislatore non poteva fare a meno di inserire nel codice medesimo « alcune disposizioni che sanciscono i principi fondamentali in materia ».

Le disposizioni accolte dal codice sono state desunte dal R. D. 13 febbraio 1933, con modifiche e aggiunte, al punto che si è venuta a creare la seguente situazione legislativa: il predetto decreto, che costituisce la legge fondamentale in tema di bonifica, non è stato abrogato dal codice perchè il codice non regola analiticamente l'intera materia regolata dalla legge speciale (art. 5 disp. prel.), sebbene stabilisca alcune norme fondamentali. Tuttavia devono ritenersi abrogate le norme del decreto che siano in contrasto con quelle del codice, o con i principi che si deducono dalle norme del codice: quanto al primo punto, non può esservi dubbio, per il testuale disposto dell'art. 5 disp. prel.; quanto al secondo punto, ogni dubbio deve ritenersi eliminato dalla considerazione accennata, per la quale il codice ha inteso stabilire i principi che devono governare la bonifica, di conseguenza le norme speciali possono trovare applicazione soltanto se si armonizzano con quei principi.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

416 L'art. 857 del c.c., che riproduce. con lievi varianti l'art. 1 dell'indicato R. decreto, specifica le finalità d'ordine vario — igieniche, demografiche, economiche — per le quali possono essere dichiarati soggetti a bonifica i terreni che si trovano in un comprensorio in cui ricadano laghi, stagni o paludi, ovvero in un comprensorio costituito da terreni montani dissestati nei riguardi idrogeologici e forestali, ovvero anche in un comprensorio costituito da terreni estensivamente coltivati per gravi cause di ordine fisico o sociale, ma suscettibili, rimosse queste cause, di una radicale trasformazione dell'ordinamento produttivo. Quanto alle norme per la determinazione del comprensorio di bonifica e per la determinazione del piano generale dei lavori si fa rinvio alla legge speciale (art. 858 del c.c.).

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