Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 2710 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Efficacia probatoria tra imprenditori

Dispositivo dell'art. 2710 Codice civile

I libri bollati e vidimati [2215] nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori [2082] per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa [634, 2 c.p.c.] (1) [nota ref=16892](2)[nota].

Note

(1) La disposizione eccezionale esige il requisito fondamentale della tenuta corretta e regolare dei registri contabili degli imprenditori coinvolti; nel caso in cui difetti una qualsiasi delle formalità richieste dalla norma, tornerà automaticamente in vigore il principio generale, che ex art. 2709 sancisce il valore di prova dei documenti contabili unicamente a sfavore dell'imprenditore sottoscrivente.
(2) Si deve sottolineare che è proprio grazie alla presente norma che possono essere emessi la maggior parte dei decreti ingiuntivi finalizzati al recupero di determinati crediti da parte delle aziende.

Ratio Legis

La norma costituisce un'evidente deroga al principio generale in virtù del quale nessuno può fornire prove a proprio favore, ed è fondata sul presupposto che l'operazione economica compiuta tra gli imprenditori sia annotata nei rispettivi registri contabili correttamente tenuti.

Spiegazione dell'art. 2710 Codice civile

Imprese soggette e non soggette a registrazione

Il cod. comm. 1882 assoggettava tutti i commercianti all'ob­bligo della tenuta dei libri (giornale, inventario, copialettere) non già mediante sanzioni dirette ma dichiarando che i libri di commercio pos­sono far prova anche a favore di chi li tiene (art. 47) e punendo di bancarotta chi non avesse tenuto í propri libri (art. 856, n. 5). Il nuovo co­dice, al libro del lavoro, ha distinto le imprese in soggette e non soggette a registrazione (cioè ad iscrizione in un pubblico registro). Soggette sono quelle indicate all'art. 2195 (cioè che esercitano una attività industriale, diretta alla produzione di beni o di servizi, o intermediaria nella circola.. zione dei beni, o di trasporto, bancaria o assicurativa ; o ausiliaria delle precedenti). Le imprese soggette a registrazione possono essere singole o collettive, o enti pubblici. Sono invece esenti i piccoli imprenditori. In forza dell' ultimo comma dell'ar­ticolo 2195, a tutte le imprese soggette a registrazione si applicano, se non risulta stabilito diversamente, le disposizioni relative alle im­prese commerciali e quindi (art. 2214) l'obbligo di tenere il giornale, l'inventario e le scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa, nonchè di conservare la corrispondenza spedita e ricevuta. Anche da tali obblighi sono esenti i piccoli imprendi­tori (circa obblighi speciali per tenuta di particolari libri, cfr. articoli 2302, 2315, 2421, 2490, 2516, 2547 cod. civ.).


Libri regolarmente e non regolarmente tenuti

A norma dell’articolo in esame bisogna distinguere :
A) I libri contabili delle imprese soggette a registrazione bollati e vidimati nelle forme di legge e regolarmente tenuti. — La bollatura e con­temporanea progressiva numerazione è eseguita dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio, prima della messa in uso ; la vidimazione è compiuta ogni anno dallo ufficio stesso o da un notaio (articoli 2214 e 2215 cod. civ.). La regolare tenuta importa (art. 2219 cod. civ.) che essa segua le norme di una ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine, o abrasioni, potendosi solo ese­guire visibilmente le cancellature che si rendessero necessarie. Queste disposizioni corrispondono, con alcune varianti, agli articoli 23 e 25 cod. comm. 1882. I libri così tenuti possono fare prova tra imprendi­tori per i rapporti inerenti all'esercizio delle imprese. Cosi è stato sostan­zialmente riprodotto il primo comma dell'art. 48 dell'abrogato cod. comm. e pertanto sono tuttora da applicarsi i principii ricevuti sotto l'impero di quella legislazione, cioè che la forza probante si verifica solo fra im­prenditori ; che essa è apprezzata liberamente dal giudice a favore o contro chi li tiene.

È notevole : a) che mentre secondo autorevoli scrittori la forza probante era attribuita ai soli libri obbligatori, oggi è da ritenersi diversamente. Infatti l’ art. 2218 del c.c. autorizza l’imprenditore a far bollare e vidimare anche i libri ausiliari, e l’ art. 2710 del c.c., nel parlare di libri bollati e vidimati nelle forme di legge, non fa alcuna distinzione; b) che non è stato riprodotto il capoverso dell’art. 48 cod. comm. 1882, secondo cui le annotazioni scritte dal commesso che tiene la scrittura o è incaricato della contabilità hanno effetto come se fossero scritte dal principale, ma ciò, come dichiara la Relazione al testo unico (n. 1109), per semplice superfluità.

B)I libri contabili delle imprese soggette a registrazione, non regolarmente tenuti fanno prova contro l'imprenditore ; ma il loro contenuto non può essere scisso. Tornerò su questa disposizione all'art. 2734 ; essa è conforme all'art. 5o cod. di comm. 1882.


Piccoli imprenditori

I piccoli imprenditori, cioè i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano una attività pro­fessionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei com­ponenti della famiglia (art. 2083 cod. civ.) sono esenti dall'obbligo della tenuta dei libri (art. 2214, ult. comma, cod. civ.) e quindi l'ufficio o il notaio non possono consentire la numerazione, bollazione e vidimazione di quelli eventualmente tenuti. Essi non possono pertanto avere altra figura che quella preveduta dall'art. 2707 (registro domestico).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1109 Gli art. 2709 del c.c. e art. 2710 del c.c., concernenti l'efficacia probatoria dei libri e delle altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, riproducono nel contenuto gli articoli 1328 del codice del 1865 e 48, primo comma, del codice di commercio. Mi è sembrato superfluo aggiungere, come invero aggiungeva il codice di commercio (ari 48, secondo comma), che le annotazioni scritte sui libri di un imprenditore dalle persone incaricate della contabilità hanno effetto conte se fossero scritte dall'imprenditore medesimo. Neanche in tema di comunicazione ed esibizione del libri delle imprese soggette a registrazione l'art. 2711 del c.c. apporta innovazioni meritevoli di particolare rilievo al codice di commercio (articoli 27 e 28). Non ho però fatto menzione della comunicazione dei libri nelle controversie fallimentari, dovendosi, su questo punto, far capo al sistema della legge sul fallimento.

Massime relative all'art. 2710 Codice civile

Cass. civ. n. 9968/2016

Le disposizioni degli artt. 2709 e 2710 c.c., le quali regolano l'efficacia probatoria delle scritture contabili contro l'imprenditore e nei rapporti tra imprenditori, non precludono al giudice la possibilità di trarre dai libri contabili di una delle parti, regolarmente tenuti, elementi indiziari atti a concretare, in concorso con altre risultanze, una valida prova per presunzione anche a favore dell'imprenditore che i libri stessi ha prodotto in giudizio.

Cass. civ. n. 11017/2013

L'art. 2710 cod. civ., che attribuisce efficacia probatoria tra imprenditori, per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, ai libri regolarmente tenuti, individua l'ambito operativo della sua speciale disciplina nel riferimento, necessariamente collegato, all'imprenditore ed al rapporto di impresa, sicchè non può trovare applicazione con riguardo al curatore del fallimento, il quale, agendo in revocatoria nella sua funzione di gestione del patrimonio del fallito, assume, rispetto ai rapporti tra quest'ultimo ed il creditore, la qualità di terzo.

Cass. civ. n. 7285/2013

L'art. 2710 cod. civ., il quale dispone che i libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra gli imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, trova applicazione anche nel caso in cui una delle parti sia stata dichiarata fallita (o insolvente) ove si tratti di provare un rapporto obbligatorio sorto anteriormente alla dichiarazione di fallimento e nel quale l'organo concorsuale sia subentrato, riguardando le prove, anche in tal caso, un rapporto sorto tra imprenditori e proseguito con le medesime regole.

Cass. civ. n. 6501/2012

I libri contabili che il datore di lavoro privato è obbligato a tenere, cioè il libro matricola e il libro paga, previsti dagli artt. 20 e 21 del d.p.r. n. 1124 del 1965 (sostituiti dal libro unico del lavoro ai sensi dell'art. 39 del d.l. n. 112 del 2008, conv. in legge n. 133 del 2008), essendo formati dallo stesso datore di lavoro, possono fare prova a suo favore soltanto se tenuti in modo regolare e completo, ferma comunque la facoltà della controparte di contestarne le risultanze con mezzi contrari di difesa o, semplicemente, con specifiche deduzioni e argomentazioni volte a dimostrarne l'inesattezza, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice.

Cass. civ. n. 15383/2010

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all'esecuzione di un contratto, si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione indirizzata all'altra parte di fatti concernenti un rapporto già costituito. Pertanto, quando tale rapporto sia contestato fra le parti, la fattura non può costituire un valido elemento di prova delle prestazioni eseguite, ma può al massimo costituire un mero indizio.

Cass. civ. n. 2995/2009

In tema di rapporti di dare e avere tra imprenditori, ai sensi dell'art. 2710 cod. civ., le risultanze dei libri vidimati, bollati e regolarmente tenuti possono costituire elementi di prova per le operazioni ivi annotate, ma se, con riguardo ad un rapporto continuativo, le scritture contabili non sono in grado di provare l'intero insieme dei rapporti intercorsi fra le parti, possono essere utilizzate altre prove documentali o di altro tipo ammesse dall'ordinamento, e parimenti è possibile contestare la veridicità delle singole annotazioni contabili, provandone l'inesattezza o la falsità in base alla documentazione sottostante, perché il principio dell'art. 2709 cod. civ., a norma del quale i libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore, si riferisce solo ai fatti, alle prestazioni ed ai rapporti che positivamente risultano dalle scritture.

Cass. civ. n. 12825/2004

Le fatturazioni di alcune prestazioni rese nell'esecuzione di un rapporto professionale non provano l'inesistenza di altre prestazioni (dello stesso tipo o di tipo diverso) non fatturate che ne costituiscano il completamento, perché il principio dell'art. 2709 c.c. (a norma del quale le scritture contabili degli imprenditori fanno prova contro di essi) si riferisce solo alle prestazioni che positivamente risultano dalle scritture e non allo stato complessivo dei rapporti che sono intercorsi tra le parti, e se consente di trarre dalla fattura accettata la prova dell'effettuazione della prestazione indicata non consente anche di supporre l'inesistenza di altre prestazioni.

Cass. civ. n. 14891/2002

La fattura è un mero documento contabile che può, far prova, ai sensi dell'art. 2710 c.c., dei rapporti intercorsi tra imprenditori, ma che non costituisce atto scritto avente natura contrattuale, ne consegue che essa, rivestendo un carattere unilateralmente partecipativo, non può di per sé assurgere a prova dell'esistenza e del contenuto di un patto di riservato dominio, occorrendo a tale effetto lo stesso contratto di compravendita ovvero un patto aggiunto frutto di un accordo negoziale. Né l'accettazione della riserva di proprietà può desumersi dalla produzione in giudizio della fattura, che tale clausola contenga, ad opera del curatore fallimentare dell'acquirente, atteso che il curatore fallimentare, nelle cause intentate per conto e nell'interesse della procedura, riveste la posizione processuale di terzo rispetto al fallito, con la conseguenza che egli non può in alcun modo influire sulla formazione e sul perfezionamento dei rapporti negoziali oggetto di controversia.

Cass. civ. n. 8664/2001

In tema di prova del credito tra imprenditori, l'esibizione di fatture commerciali relative alle eseguite prestazioni non prova automaticamente l'esistenza del preteso credito, che, viceversa, deriva dall'esatto adempimento delle prestazioni medesime.

Cass. civ. n. 10160/1999

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla sua funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all'esecuzione di un contratto (come l'elenco delle merci, il loro prezzo, le modalità di pagamento ed altro) si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo consistendo nella dichiarazione indirizzata all'altra parte di fatti concernenti un rapporto già costituito, sicché quando tale rapporto sia contestato fra le parti, la fattura ancorché annotata nei libri obbligatori non può assurgere a prova del negozio ma costituisce al più un mero indizio, con la conseguenza che contro e in aggiunta al contenuto della stessa, sono ammissibili prove anche per testimoni dirette a dimostrare le convenzioni non risultanti dall'atto o sottostanti.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Le consulenze di parte (CTP) dei professionisti tecnici

    Collana: Ambiente territorio edilizia urbanistica. Strumen.
    Pagine: 204
    Data di pubblicazione: marzo 2016
    Prezzo: 25,00 -10% 22,50 €

    Il volume si propone di far conoscere ed approfondire la figura ed il ruolo del consulente tecnico di parte (CTP) o, per meglio dire, come sottolineato dall'autore, "della parte" e fornire così un quadro sistematico che sia uno strumento di lavoro, considerato che nasce dall'esperienza professionale in materia dell'autore. Uno strumento di lavoro utile non solo ai professionisti tecnici chiamati a svolgere una CTP, bensì anche ai giuristi ed ai committenti che ad essi si... (continua)

  • Responsabilità ed effetti della CTU

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica del diritto. Civ. e proc.
    Data di pubblicazione: giugno 2015
    Prezzo: 48,00 -10% 43,20 €

    Il ruolo svolto dal c.t.u. nel processo civile appare vieppiù importante per la soluzione dei casi concreti, imponendosi al professionista incaricato l'esercizio di compiti che assommano alle competenze specialistiche proprie (tecniche, mediche, piuttosto che contabili), conoscenze giuridiche e propensione alla mediazione. Il volume analizza tutti gli aspetti collegati alla funzione del consulente tecnico d'ufficio grazie ad un meticoloso lavoro ricostruttivo e di aggiornamento del... (continua)

  • La conciliazione del consulente tecnico d'ufficio. Come e perché il C.T.U. può essere conciliatore della causa

    Editore: Giuffrè
    Data di pubblicazione: ottobre 2015
    Prezzo: 27,00 -10% 24,30 €

    Nell'odierno processo civile, il tentativo di conciliazione della controversia è richiesto sempre più spesso dai giudici. Le prassi consolidate presso gli uffici giudiziari hanno reso l'esperimento conciliativo una delle attività più importanti del C.T.U. in ogni ambito processuale, offrendone apposito riconoscimento nel quesito posto al consulente. Per questo è importante che il consulente sia preparato a rivestire tale importante funzione e a gestire i... (continua)

  • L'istruzione probatoria nel processo civile

    Editore: CEDAM
    Collana: Sapere diritto
    Data di pubblicazione: settembre 2015
    Prezzo: 80,00 -10% 72,00 €
    Categorie: Istruzione

    Il regime probatorio, specie dopo la fondamentale riforma del processo civile, attuata con la L. 26.11.1990, n. 353, e le modifiche apportate all'art. 183 c.p.c., con la L. 14 maggio 2005, n. 80, ha assunto un ruolo primario innanzitutto per il sistema delle preclusioni che, in pratica, delimitano l'attività istruttoria, salvo poche eccezioni, al primo grado del giudizio.

    In questi anni, il maggior impegno del legislatore è stato nel senso di istituire regimi... (continua)

  • Consulenza tecnica d'ufficio

    Pagine: 224
    Data di pubblicazione: febbraio 2015
    Prezzo: 30,00 -10% 27,00 €

    Individuando gli aspetti più interessanti per la pratica professionale, l‘autore analizza la figura del consulente tecnico d'ufficio (CTU), i presupposti del suo intervento e modus operandi, analizzando le disposizioni contenute nel codice, nelle norme di attuazione del codice di procedura civile e nella legislazione complementare.

    Il volume approfondisce tre aspetti legati alle diverse fasi del procedimento civile:

    - la consulenza tecnica e l'istruzione... (continua)