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Articolo 709 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Conto della gestione

Dispositivo dell'art. 709 Codice civile

L'esecutore testamentario (1) deve rendere il conto (2) [263 c.c.] della sua gestione al termine della stessa, e anche spirato l'anno dalla morte del testatore, se la gestione si prolunga oltre l'anno [703 c.c.].

Egli è tenuto, in caso di colpa [703, 2043 c.c.] al risarcimento dei danni verso gli eredi e verso i legatari.

Gli esecutori testamentari, quando sono più [700 c.c.], rispondono solidalmente per la gestione comune [1292 c.c., 4 c.p.c.].

Il testatore non può esonerare l'esecutore testamentario dall'obbligo di rendere il conto o dalla responsabilità della gestione [109 disp. att. c.p.c.].

Note

(1) Sia che abbia l'amministrazione del patrimonio ereditario, sia che non abbia tale potere (v. art. 703 del c.c.).
(2) Si tratta di un documento contabile in cui devono essere registrate le operazione compiute dall'esecutore durante la sua gestione.

Ratio Legis

Attraverso il rendiconto si permette agli eredi di controllare la correttezza della gestione dei beni ereditari.
Ove l'esecutore abbia cagionato dei danni, sarà tenuto a risarcirli, avendo gestito il patrimonio ereditario al posto degli eredi.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

337 L'art. 709 del c.c. stabilisce che l'esecutore testamentario deve rendere il conto della sua gestione al termine della stessa, e anche spirato l'anno dalla morte del testatore, se la gestione si prolunghi oltre l'anno. Si sarebbe voluto modificare la formulazione, per dire che il conto deve essere reso al termine della gestione e al termine di ciascun anno. Mi sono astenuto peraltro dall'accogliere il proposto emendamento, in quanto esso potrebbe far ritenere, come presupposto dalla legge, che la gestione dell'esecutore debba normalmente durare per parecchi anni. Nel testo coordinato dello stesso articolo ho chiarito che il testatore non può esonerare l'esecutore non dalla sola responsabilità per la gestione, come pareva risultare dal precedente testo, ma anche dall'obbligo di rendere il conto. Ho infine introdotto alcune modificazioni di carattere formale nel testo degli articoli 711 e 712 per mettere nella maggiore evidenza il carattere gratuito dell'ufficio di esecutore.

Massime relative all'art. 709 Codice civile

Cass. civ. n. 2455/1984

A norma dell'art. 709 c.c., l'esecutore testamentario č tenuto al rendiconto, quando la gestione si protrae oltre l'anno dalla morte del testatore, indipendentemente dal compimento dell'anno di effettiva gestione.

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Consulenze legali
relative all'articolo 709 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Marco C. chiede
venerdė 31/05/2019 - Lazio
“Al sottoscritto è stato lasciato un legato.Il de cuis è deceduto da più di un anno. Tuttavia l'esecutore testamentario non vuole dare spiegazioni della situazione ma rimanda l'erogazione della somma a me lasciata. Vorrei informazioni per richiedere all'esecutore testamentario per sollecitarlo, a rispondere e dare spiegazione del ritardo e ricordagli le sue responsabilità giuridiche

Consulenza legale i 12/06/2019
Gli obblighi principali al cui rispetto è tenuto l’esecutore testamentario sono, oltre a quello principale e generale di curare l’esatta esecuzione delle volontà testamentarie del defunto (art. 703 c.c.), altresì quello di rendere il conto della gestione.
Lo deve fare al termine della gestione stessa e, in ogni caso, quando è trascorso – come nel caso in esame – oltre un anno dalla morte del testatore.

Il rendiconto, nel caso specifico dell’esecutore testamentario, deve poi esser reso direttamente agli eredi e non passare al vaglio del Giudice (“L'esecutore testamentario, tenuto al rendiconto della gestione ai sensi dell'art. 709 c.c., lo deve rendere direttamente agli eredi, dato che la predetta norma non prevede alcuna approvazione da parte del giudice”- Tribunale Asti decr., 18/05/2016): si tratta quindi di adempimento sostanzialmente agevole e poco formale.

L’art. 709 c.c. dice espressamente che in caso di colpa – ovvero quando l’esecutore si renda negligente rispetto all’obbligo del rendiconto – è tenuto al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi e dei legatari.

Ciò comporta, e con questo si risponde al quesito, che egli potrà essere:
  1. convenuto in giudizio per una richiesta di risarcimento di eventuali danni che il legatario possa aver subìto, ad esempio per aver incolpevolmente confidato nell’esecuzione del testamento e nella ricezione del legato (danni che, in ogni caso, vanno provati);
  2. passibile di esonero dal suo incarico: l’art. 710 c.c. dice infatti espressamente che su istanza di ogni interessato l’autorità giudiziaria può esonerare l’esecutore dal suo ufficio “per gravi irregolarità nell’inadempimento dei suoi obblighi, per inidoneità all’ufficio o per aver commesso azione che ne menomi la fiducia”.

Nel caso di specie, pertanto, è più che legittimo non solo invitare l’esecutore a mettere in esecuzione il testamento, e quindi – in concreto – a corrispondere il legato, ma altresì ricordargli l’obbligo del rendiconto, intimandogli, nel caso in cui non provveda al pagamento, di dare immediata risposta alle richieste di spiegazioni sul motivo per cui egli non abbia ancora provveduto, spiegazioni che sono dovute.

Si dovrà aggiungere che, nel caso di mancata sollecita risposta (si consiglia di dare un termine per questo) ci si riserva di rivolgersi all’autorità giudiziaria per richiedere l’esonero dall’incarico (con perdita dell’eventuale retribuzione, qualora l’incarico fosse stato affidato a titolo non gratuito) e l’eventuale risarcimento di tutti i danni patiti a causa del ritardo.