Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 882 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Riparazioni del muro comune

Dispositivo dell'art. 882 Codice civile

Le riparazioni e le ricostruzioni necessarie (1) del muro comune sono a carico di tutti quelli che vi hanno diritto e in proporzione del diritto di ciascuno, salvo che la spesa sia stata cagionata dal fatto (2) di uno dei partecipanti.
Il comproprietario di un muro comune può esimersi dall'obbligo di contribuire nelle spese di riparazione e ricostruzione, rinunziando al diritto di comunione, purché il muro comune non sostenga un edificio di sua spettanza [1070-1350 n. 5]. La rinunzia (3) non libera il rinunziante dall'obbligo delle riparazioni e ricostruzioni a cui abbia dato causa col fatto proprio.

Note

(1) Tale disposizione si applica solo alle opere indispensabili. Sono tali le spese non voluttuarie, o che riguardano la soddisfazione di un interesse particolare di un contitolare.
(2) Ci si riferisce a qualunque fatto oggettivamente considerato, a prescindere dal dolo o dalla colpa. La disposizione è un'applicazione del principio generale dell'art. 1104.
(3) La rinunzia al diritto di comunione provoca un accrescimento delle quote di proprietà degli altri contitolari del muro.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

421 Un secondo gruppo di norme (articoli 880-885) riguarda le presunzioni di appartenenza dei muri divisori e il regime dei muri comuni. In conformità del codice del 1865 (articoli 546-547), il nuovo codice (art. 880 del c.c. e art. 881 del c.c.) stabilisce due presunzioni, suscettibili di prova contraria: da un lato, la presunzione di comunione così per il muro che serve di divisione tra edifici (presunzione che, in caso di altezze ineguali degli edifici, è limitata al punto in cui uno di questi comincia ad essere più alto), come per il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei campi; dall'altro lato, la presunzione di proprietà esclusiva del muro divisorio tra campi, cortili, giardini od orti, sulla base della posizione del piovente esistente nel muro e, ove questo manchi, di altri segni particolarmente qualificati. Circa i diritti e gli obblighi di ciascun condomino rispetto al muro comune, non ho apportato innovazioni rilevanti (art. 882 del c.c., art. 883 del c.c. e art. 884 del c.c.). Una disposizione integrativa ho però introdotta in tema d'innalzamento del muro comune. Come per il codice del 1865 (art. 554), il comproprietario che vuole eseguire la sopraelevazione, quando occorre aumentare lo spessore del muro per renderlo atto a sostenere il nuovo peso, deve costruire sul suolo proprio per il maggiore spessore che si renda necessario. Senonché può darsi che esigenze tecniche impongano di costruire sul suolo del vicino: in tal caso si autorizza la costruzione sul fondo finitimo per una doverosa tutela dell'interesse pubblico all'incremento edilizio. Il muro così ingrossato, resta di proprietà comune, ma il vicino ha diritto di conseguire il valore della metà del suolo occupato per il maggior spessore (art. 885 del c.c.).

Massime relative all'art. 882 Codice civile

Cass. n. 20733/2012

Ai sensi dell'art. 882, primo comma, c.c., le riparazioni e le ricostruzioni necessarie del muro comune sono a carico di tutti i comproprietari in proporzione alle rispettive quote, salvo che la spesa sia stata cagionata dal fatto di uno dei partecipanti, nel qual caso l'obbligo di riparare il muro comune è posto per l'intero a chi abbia cagionato il fatto che ha dato orgine alla spesa. Ne consegue che, qualora il danno subito dalla cosa comune sia imputabile ad uno dei due comproprietari, l'altro può agire nei confronti del danneggiante per il risarcimento dei danni per equivalente solo nei limiti dell'importo corrispondente alla spesa necessaria per la riparazione su lui gravante in proporzione al suo diritto di comproprietà, e non anche per la parte di esborso dovuta dal comproprietario danneggiante.

Cass. n. 17899/2003

La ricostruzione del muro comune, ove comunque necessaria, deve essere eseguita previo consenso di tutti i comproprietari, salvo che non ricorrano ragioni di urgenza, la cui insussistenza, in mancanza del consenso di tutti i comproprietari, rileva esclusivamente, al fine della ripartizione delle spese, restando escluso che, in detta ipotesi, il giudice possa ordinare la demolizione ed il ripristino dell'opera, qualora ne sia stata accertata la necessità.

Cass. pen. n. 3089/1994

Mentre l'onere delle spese di riparazione e ricostruzione del muro comune per quelle cause di deterioramento dipendenti dal suo uso normale è, ai sensi dell'art. 882 c.c., a carico di tutti i comproprietari, in proporzione del diritto di ciascuno, e si trasferisce, perciò, in capo a chiunque sia proprietario della cosa nel momento in cui si presenta la necessità della riparazione o della ricostruzione, l'onere delle spese provocate dal fatto di uno dei partecipanti, essendo connesso alla responsabilità personale di questo, grava esclusivamente sul soggetto che vi ha dato causa e non si trasferisce, quindi, solo a causa del trasferimento del diritto reale, al condomino che gli è succeduto.

Cass. n. 940/1973

Le riparazioni e le ricostruzioni del muro comune sono a carico di coloro che vi hanno diritto, in proporzione di tale diritto ed indipendentemente sia da ogni interesse particolare che il ricostruttore possa avere, perché l'obbligo della ricostruzione sorge dalla necessità di essa, fundi nomine, sia dall'eventuale consenso dell'altro condomino, purché, beninteso, la spesa non sia stata cagionata dal fatto di uno dei partecipanti, non si tratti di sopraelevazione pregiudizievole per il muro stesso o per l'analogo diritto del condomino. Pertanto, nel caso — possibile specialmente nelle zone sismiche, date le particolari prescrizioni tecniche colà vigenti — in cui pur dovendosi ricostruire un muro comune perché pericolante, la sua ricostruzione comporti particolari e più dispendiosi accorgimenti per le esigenze di uno dei due fabbricati contigui e precluda al vicino la possibilità di analoga utilizzazione, vi è un doppio motivo per la discriminazione dell'onere delle spese, l'uno relativo alla causa della maggiore spesa, l'altro corrispondente alla compressione delle facoltà di godimento.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: è possibile inviare documenti o altro materiale allegandolo ad una email da inviare all'indirizzo info@brocardi.it indicando nell'oggetto il nome con il quale si è richiesto il servizio di consulenza

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 882 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Isabella S. chiede
giovedì 07/09/2017 - Toscana
“Buongiorno,
il nostro problema riguarda la ricostruzione di un muro a confine tra due fondi a dislivello; invio il testo di questo messaggio anche per email, allegando delle foto esplicative.
Il cortile della nostra casa confina da un lato con un terreno, lasciato a prato, di altra proprietà, posto ad altezza superiore (circa 2,5 m), delimitato da un muro. Il muro era in pietra a secco e a causa del terremoto avvenuto in Lunigiana del 2013 è parzialmente franato occupando una parte del nostro cortile; anche la casa è stata danneggiata e nella primavera di questo anno abbiamo iniziato la ristrutturazione. Abbiamo ricostruito anche il muro, demolendo tutta la parte vecchia e ricostruendolo in cemento armato seguendo le regole antisismiche (per cui non poteva essere riparato parzialmente) che hanno previsto delle fondamenta “anti slittamento” orrizzontali (praticamente il muro è fatto ad L), che stanno completamente nel nostro cortile. Il figlio del proprietario del terreno (ambedue sono residenti in Francia e vengono nella casa in Lunigiana saltuariamente, generalmente durante le ferie estive) a suo tempo aveva detto che quest’ultimo avrebbe sostenuto le spese, cosa che ci sembra dovuta in base al codice civile; non abbiamo però niente di scritto in proposito, solo la testimonianza di una vicina. Al termine dei lavori abbiamo presentato il progetto, il dettaglio dei costi (si tratta di circa 3000 euro da cui abbiamo scorporato circa 1000 euro per il rivestimento del muro che abbiamo considerato tutto a carico nostro) e le foto delle fasi della ricostruzione del muro al figlio del proprietario chiedendo di poter discutere del problema dei costi; il proprietario, a cui il figlio a detto di rivolgerci direttamente, contattato telefonicamente ha dichiarato a questo punto di non voler spendere niente per il muro.
Rendendoci conto della difficoltà nel recuperare i soldi spesi vorremmo:
1) avere conferma del principio che le spese di ricostruzione del muro sono, per il codice civile, a carico del proprietario del terreno posto ad altezza superiore;
2) se è ancora possibile considerare comune questo muro, posto sul confine, considerando sia che i due fondi sono a dislivello (cosa che potrebbe implicare la presunzione di proprietà esclusiva del proprietario del terreno) sia la presenza di una parte importante delle fondamenta nel nostro cortile;
3) se è possibile applicare nella fattispecie l'art.882 del codice civile chiedendo di diventare proprietari unici del muro nel caso di rinuncia del proprietario del terreno confinante all'obbligo a contribuire alle spese.

Ringrazio, anche per qualsiasi altra indicazione che può a suo parere essere utile nella fattispecie.”
Consulenza legale i 25/09/2017
La risposta al quesito deve ricercarsi sia nella disciplina dettata dal codice civile in materia di proprietà edilizia sia nella disciplina dettata in materia di comunione.

Dispone intanto in linea generale l’art. 882 c.c. che, allorché si renda necessario procedere ad effettuare la riparazione o la ricostruzione di un muro comune, le relative spese vanno poste a carico di tutti quelli che vi hanno diritto e in proporzione del diritto di ciascuno, salvo che la spesa sia stata cagionata dal fatto di uno dei partecipanti.

Per quanto concerne le modalità di suddivisione delle spese, il caso specifico che viene sottoposto all’esame è espressamente disciplinato dal successivo art. 887 c.c., norma che regola proprio l’ipotesi in cui il muro di cinta debba essere realizzato tra fondi a dislivello.
Per effetto di quest’ultima norma, infatti, posto che il muro per essere reso comune deve essere realizzato per metà sul terreno del fondo superiore e per l’altra metà sul terreno del fondo inferiore, il proprietario del fondo superiore (nel nostro caso il proprietario del terreno lasciato a prato), sarà tenuto a sostenere per intero le spese di costruzione e conservazione del muro per la parte che va dalle fondamenta all’altezza del proprio suolo, mentre per tutta la restante parte entrambi i comproprietari dovranno contribuire in egual misura.

In proposito la Corte di Cassazione ha tuttavia tenuto a sottolineare che la fattispecie prevista dall'art. 887 c.c. presuppone che il dislivello tra i due fondi sia di origine naturale, mentre qualora il dislivello sia stato causato dal proprietario del fondo inferiore, l'obbligo della costruzione e della manutenzione del muro di sostegno incombe su quest'ultimo, che peraltro risponde ex art. 2053 c.c. dei danni cagionati dalla sua rovina (così Cass. Sentenza n. 5762 del 17/03/2005).

Fin qui la disciplina in materia di criteri da seguire per la ripartizione delle spese.

A questo punto va aggiunto che, vertendosi in ipotesi di muro comune o in comproprietà, la suddetta disciplina deve essere integrata con le norme sulla comunione dei diritti in generale, per effetto delle quali può affermarsi che, nel caso in cui si renda necessario effettuare delle riparazioni o ricostruzioni di qualsiasi bene comune, quale può anche essere un muro di cinta, occorre acquisire il preventivo consenso di tutti i comproprietari, ciò che nel caso di specie sembra difettare.

E’ anche vero però che, ex art. 1110 c.c., il partecipante alla cosa comune che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti, sia stato costretto a sostenere spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso, salva la facoltà degli altri partecipanti di liberarsi dall’obbligo di sostenere tali spese con la rinunzia al proprio diritto, e ciò ex art. 1104 comma 1 c.c.

Trattasi di un principio di carattere generale, il quale non fa altro che confermare quanto specificamente disposto dal sopra richiamato art. 882 c.c., norma che, nel suo secondo comma, riconosce al comproprietario del muro il diritto di esimersi dall’obbligo di contribuire nelle spese di riparazione e ricostruzione rinunziando al diritto di comunione.

Si tenga presente che la rinuncia alla comproprietà del muro, poiché costituisce applicazione delle norme sulla comunione ed importa anche la rinuncia al suolo, deve necessariamente derivare da atto scritto (art. 1350 n. 1 c.c.) e va formalizzata innanzi ad un notaio, che ne curerà la trascrizione presso la competente Conservatoria dei Registri immobiliari per poter essere opponibile ai terzi (art. 2643 n. 5 c.c.).

Sulla base di quanto detto, dunque, volendo rispondere analiticamente alle domande poste, può dirsi quanto segue:
  1. le spese di ricostruzione del muro, nel caso di fondi a dislivello e purchè il dislivello sia di origine naturale, vanno suddivise ex art. 887 c.c., ossia graveranno sul proprietario del fondo superiore per la parte di muro che va dalle fondamenta all’altezza del proprio suolo, e su entrambi i proprietari confinanti per tutta la restante altezza
  2. poiché il muro è stato realizzato sul confine, in virtù del principio della accessione, sancito dagli artt. 934 e ss. c.c., sarà da considerarsi quale muro comune, e ciò malgrado l’esistenza di una parte importante delle fondamenta nel cortile di proprietà esclusiva del proprietario del fondo inferiore.
  3. troverà senza dubbio applicazione nel caso di specie la norma di cui all’art. 882 c.c., norma che peraltro costituisce specificazione del principio generale di cui all’art. 1104 c.c.

La determinazione della necessità o meno delle opere di riparazione è questione di mero fatto, ricollegabile allo stato di conservazione del muro, tenuto conto che ogni condomino può iniziare sul muro quei lavori e sostenere quelle spese che rivestissero obiettivo carattere di urgenza.
Ciò è proprio quello che si è verificato nel caso di specie, essendo il muro in parte crollato per cause naturali ed essendosi reso necessario un rifacimento dell’intero muro secondo le nuove e attuali prescrizioni urbanistiche.

Proprio tale stato di cose, legittima colui che ha anticipato la spesa ad essere rimborsato dall’altro comproprietario, salva la facoltà di quest’ultimo di essere esonerato da tale spesa mediante rinuncia alla comproprietà nelle forme sopra dette.

Testi per approfondire questo articolo

  • Delle distanze nelle costruzioni. Artt. 873-899

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il codice civile. Commentario
    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 45,00 -10% 40,50 €
    Categorie: Distanze

    Gli ultimi commentari sistematici alla disciplina delle distanze legali risalgono a vari decenni orsono. Nel frattempo la giurisprudenza ha approfondito i problemi connessi a tale disciplina. L'attuale commentario, oltre a tenere conto delle posizioni dottrinali in materia, esamina approfonditamente tali orientamenti giurisprudenziali. Una particolare attenzione è stata prestata agli effetti che sul regime delle distanze legali nelle costruzioni hanno determinato la c.d. legge ponte... (continua)