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Articolo 85

Codice Civile

Interdizione per infermità di mente

Dispositivo dell'art. 85 Codice Civile

Non può contrarre matrimonio l'interdetto per infermità di mente [102, 116, 119, 414].
Se l'istanza di interdizione è soltanto promossa [417], il pubblico ministero può chiedere che si sospenda la celebrazione del matrimonio [104]; in tal caso la celebrazione non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato [324 c.p.c.] (1).

Note

(1) Va detto che la capacità di contrarre matrimonio si perde dal giorno della pubblicazione della sentenza di interdizione (almeno secondo la prevalente dottrina, mentre per la giurisprudenza coinciderebbe con il momento del passaggio in giudicato formale della sentenza). La richiesta di sospensione da parte del p.m. avviene a seguito della valutazione da parte dello stesso dell'accoglimento dell'istanza di interdizione; diversamente, in difetto di tale istanza del p.m., il coniuge che provi di essersi trovato in stato di incapacità al momento della celebrazione potrà impugnare egli stesso il matrimonio.

Brocardi

Furor contraili matrimonium non sinit, quia consensu opus est, sed recte contractum non impedit

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 85 del c.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

09/06/2011 Piemonte
elisa chiede

“Una persona con infermità mentale può sposarsi?
I figli possono partecipare a concorsi pubblici?
Grazie”

Consulenza legale i 10/06/2011

A norma dell’art. 85 del c.c. nel nostro ordinamento vige il divieto di contrarre matrimonio solo per l’interdetto cioè colui la cui infermità di mente sia stata accertata da un giudice in apposito procedimento civile. L’art. 120 del c.c., però stabilisce che può essere impugnato anche il matrimonio contratto da colui che, pur non essendo né interdetto né interdicendo, si provi essere stato incapace di intendere e di volere, per qualunque causa, anche transitoria, al momento della celebrazione.

Si parla di annullabilità relativa perchè l'invalidità del matrimonio può essere fatta valere solo da alcune persone espressamente determinate.

I figli di un tale matrimonio non subiscono effetti pregiudizievoli. Dal punto di vista giuridico, nulla osta alla loro partecipazione a concorsi pubblici.


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