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Articolo 417 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Istanza d'interdizione o di inabilitazione

Dispositivo dell'art. 417 Codice civile

(1) L'interdizione [414] o l'inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente , dai parenti entro il quarto grado, dagli affini [78] entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero [69 c.p.c.] (2).
Se l'interdicendo o l'inabilitando si trova sotto la potestà dei genitori o ha per curatore uno dei genitori [332], l'interdizione o l'inabilitazione non può essere promossa che su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero [712 ss. c.p.c.] (3).

Note

(1) Il comma è stato così modificato dall'art. 5 della L. 9 gennaio 2004 n. 6.
(2) L'elencazione dei soggetti legittimati è da ritenersi tassativa; rispetto al precedente testo (in vigore sino al 2004), potranno ora proporre istanza anche il soggetto interessato e la persona stabilmente convivente.
(3) L'istanza andrà proposta con ricorso al tribunale ordinario del luogo in cui l'interdicendo o l'inabilitando hanno residenza o domicilio; la natura del procedimento, mancando un conflitto di interessi, parrebbe doversi configurare come di volontaria giurisdizione. Si svolge in camera di consiglio e si conclude con sentenza di accoglimento o di rigetto.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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Quesiti degli utenti
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Irene chiede
mercoledì 16/02/2011 - Toscana
“Salve.
Il mio quesito è il seguente. Nell'interdizione nell'ultimo anno di minore età, quando si procede alla comunicazione dell'istanza ai parenti, il grando di parentela deve essere stabilito partendo dai genitori oppure deve essere stabilito partendo dal soggetto che deve essere interdetto?
Spero di essere stata chiara. Grazie.”
Consulenza legale i 16/02/2011

Nell'interdizione promossa nell'ultimo anno di minore età dell’incapace, il ricorso va presentato al Tribunale del luogo in cui esso ha la residenza o il domicilio, in un periodo di tempo, prima del compimento del diciottesimo anno, pari al tempo necessario per svolgere tutta la procedura. Considerate le lungaggini della giustizia, è opportuno muoversi con un buon anticipo (almeno 6 mesi prima), per evitare che l’incapace, divenuto maggiorenne, rimanga sprovvisto di tutela. Secondo l’art. 713 del c.p.c., comma 2, il ricorso e il pedissequo decreto sono notificati a cura del ricorrente (cioè di chi ha chiesto l’interdizione), entro il termine fissato nel decreto stesso, alle persone indicate nel ricorso, in quanto queste, presenti all’udienza, forniranno informazioni ritenute utili dal giudice ai fini della dichiarazione d’interdizione. Nel ricorso devono, quindi, indicarsi i dati anagrafici e le residenze dei parenti entro il quarto grado dell’interdicendo (i suoi genitori, fratelli e sorelle, zii materni e paterni, cugini di primo grado).