AUTORE:
Iuliana Petecariu
ANNO ACCADEMICO: 2025
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą Telematica
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L’elaborato esamina in chiave sistematica l’evoluzione dell’istituto del licenziamento per superamento del periodo di comporto, alla luce delle più recenti pronunce della Corte di Cassazione e dell’ordinamento antidiscriminatorio europeo.
Muovendo dalla nozione civilistica di nullità, il testo ricostruisce il passaggio dal tradizionale modello - centrato sull’equilibrio sinallagmatico - alla nuova prospettiva che interpreta l’assenza prolungata come possibile terreno di discriminazione indiretta nei confronti dei lavoratori con disabilità.
La ricerca articola l’indagine in tre capitoli: nel primo vengono analizzate le diverse figure di nullità, con particolare attenzione alle ipotesi speciali derivanti da norme imperative, al rapporto tra motivo illecito e nullità di diritto comune e alle ricadute derivanti dall’introduzione del contratto a tutele crescenti; nel secondo si affronta il tema della disabilità quale fattore protetto, la giurisprudenza della Corte di Giustizia e l’obbligo di accomodamento ragionevole, mettendo in discussione la sufficienza del computo uniforme del comporto e proponendo un bilanciamento fra interessi contrapposti; nel terzo si ripercorrono le tappe giurisprudenziali che, dagli anni Novanta, conducono alla svolta del 2023/2025, con particolare riferimento alle sentenze 9095/2023, 11731/2024, 14316/2024 e all’ordinanza 170/2025, nonché alle ricadute sul dovere di interlocuzione preventiva e sulla distribuzione dell’onere probatorio.
Dall’analisi scaturiscono proposte di riforma tese a rendere l’inclusione lavorativa sostenibile per le imprese e efficace per i lavoratori: standardizzazione degli accomodamenti ragionevoli nella contrattazione collettiva, istituzione di fondi mutualistici per i costi di sostituzione, obbligo motivazionale nel diniego del lavoro agile, tabelle nazionali per la quantificazione dei risarcimenti, sezioni giudiziarie specializzate in materia antidiscriminatoria e programmi di formazione diffusa sui temi della disabilità. L’elaborato sostiene che solo un intervento multilivello, capace di integrare diritto comune, diritto speciale e fonti sovranazionali, può trasformare il periodo di comporto da limite rigido a strumento flessibile, fondato su un dialogo cooperativo fra datore di lavoro e persona con disabilità.
Muovendo dalla nozione civilistica di nullità, il testo ricostruisce il passaggio dal tradizionale modello - centrato sull’equilibrio sinallagmatico - alla nuova prospettiva che interpreta l’assenza prolungata come possibile terreno di discriminazione indiretta nei confronti dei lavoratori con disabilità.
La ricerca articola l’indagine in tre capitoli: nel primo vengono analizzate le diverse figure di nullità, con particolare attenzione alle ipotesi speciali derivanti da norme imperative, al rapporto tra motivo illecito e nullità di diritto comune e alle ricadute derivanti dall’introduzione del contratto a tutele crescenti; nel secondo si affronta il tema della disabilità quale fattore protetto, la giurisprudenza della Corte di Giustizia e l’obbligo di accomodamento ragionevole, mettendo in discussione la sufficienza del computo uniforme del comporto e proponendo un bilanciamento fra interessi contrapposti; nel terzo si ripercorrono le tappe giurisprudenziali che, dagli anni Novanta, conducono alla svolta del 2023/2025, con particolare riferimento alle sentenze 9095/2023, 11731/2024, 14316/2024 e all’ordinanza 170/2025, nonché alle ricadute sul dovere di interlocuzione preventiva e sulla distribuzione dell’onere probatorio.
Dall’analisi scaturiscono proposte di riforma tese a rendere l’inclusione lavorativa sostenibile per le imprese e efficace per i lavoratori: standardizzazione degli accomodamenti ragionevoli nella contrattazione collettiva, istituzione di fondi mutualistici per i costi di sostituzione, obbligo motivazionale nel diniego del lavoro agile, tabelle nazionali per la quantificazione dei risarcimenti, sezioni giudiziarie specializzate in materia antidiscriminatoria e programmi di formazione diffusa sui temi della disabilità. L’elaborato sostiene che solo un intervento multilivello, capace di integrare diritto comune, diritto speciale e fonti sovranazionali, può trasformare il periodo di comporto da limite rigido a strumento flessibile, fondato su un dialogo cooperativo fra datore di lavoro e persona con disabilità.