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Diritto di famiglia -

Il coacquisto dei coniugi e la tutela dei terzi

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2020
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Trento
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L' elaborato mira ad analizzare le complesse questioni giuridiche sottese al momento acquisitivo delle ricchezze da parte dei coniugi in regime di comunione legale. Non è stata posta attenzione solo al coacquisto in quanto tale, ma anche a tutte quelle situazioni in cui tale effetto ex lege non si verifica: in primis a causa dell’esclusione dalla comunione per effetto di legge (è il caso, chiaramente, dei beni personali ex art 179 c.c.) e, poi, per effetto del c.d. rifiuto del coacquisto, la cui configurabilità nel nostro ordinamento è ancora ampiamente dibattuta in dottrina.
Nel primo capitolo si è tratteggiato il quadro giuridico che disciplina il regime patrimoniale dei coniugi che fa da cornice all’effetto del coacquisto, ossia la comunione legale. L’attenzione si è focalizzata, in particolare, sulla natura della comunione tra coniugi, sui caratteri che la differenziano dalla comunione ordinaria e sulla ratio che ha indotto il legislatore della riforma a concepire una simile disciplina dei rapporti patrimoniali tra coniugi.
Nel secondo capitolo ci si è soffermati sull’analisi della norma fondamentale in tema di coacquisto dei coniugi, ossia l’art. 177, lett. a), c.c. L’interpretazione di tale disposizione, in particolare, ha richiesto un importante sforzo esegetico al fine di definire il significato degli avverbi “insieme” e “separatamente”, nonché del concetto di “acquisti”. Successivamente è stata compiuta una panoramica delle fattispecie acquisitive che possono rientrare, o meno, all’interno dell’oggetto della comunione legale.
Il terzo capitolo è stato dedicato interamente alle fattispecie acquisitive che, ai sensi dell’art. 179 c.c., rimangono nel patrimonio personale di ciascun singolo coniuge. Sono state approfondite le situazione che richiedono, oltre al verificarsi di requisiti sostanziali, anche l’espletamento di attività di carattere formale per il perfezionamento dell’acquisto nella sfera personale (si fa riferimento, da questo punto di vista, agli acquisti per surrogazione di cui alla lett. f) dell’art. 179 c.c. e alla controversa esegesi del secondo comma della medesima disposizione).
Nel quarto capitolo, l’attenzione si è spostata sulla fattispecie, di creazione dottrinale, del rifiuto del coacquisto, che consentirebbe l’esclusione dell’effetto ex lege al di fuori dei casi di acquisto personale disciplinati dall’art. 179 c.c. Si è fatto riferimento al percorso della giurisprudenza di legittimità sul tema, alla differenza tra dichiarazione di rifiuto del coacquisto e dichiarazione ex art. 179, comma 2, c.c. e agli argomenti portati a sostegno dell’inammissibilità e dell’ammissibilità del rifiuto del coacquisto. Da ultimo, nel quinto capitolo, ci si è focalizzati sulla posizione dei terzi, per tali intendendosi i soggetti estranei al rapporto di coniugio che possono essere in ogni caso interessati alle vicende acquisitive poste in essere dagli sposi. In primo luogo, si è discusso della speciale disciplina sulla responsabilità ex artt. 186 e ss. c.c., per poi soffermarsi sul regime pubblicitario della comunione legale e degli acquisti personali compiuti manente comunione, sia nel sistema di diritto comune sia, poi, per quanto concerne la realtà del sistema tavolare.
Infine, il discorso si è concentrato sui rimedi di natura giurisdizionale esperibili dai terzi riguardo alle vicende della comunione legale che possono arrecare loro un pregiudizio: azione di accertamento del carattere comune di un bene, azione surrogatoria e azione revocatoria.

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