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Diritto penale -

La circostanza aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p.: questioni problematiche conseguenti alla sua introduzione

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2020
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Firenze
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L’art. 416 bis 1 c.p., introdotto nel 2018 mediante l’art. 5 D.Lgs. 1 marzo 2018, n. 21, disciplina, al primo comma, una circostanza che prevede due differenti ipotesi aggravati.
La prima prevede un aggravio sanzionatorio per il soggetto che abbia operato “avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p.”; la seconda, invece, fa riferimento ai delitti compiuti “al fine di agevolare l’attività delle associazioni di cui all’art. 416 bis c.p.”.
Al secondo comma della norma viene disciplinata la variazione di pena del delitto base, sia nell’ipotesi in cui l’art. 416 bis 1 c.p. risulti l’unica aggravante contestata, sia ove concorra con ulteriori aggravanti o attenuanti. Il terzo comma, invece, stabilisce un’attenuazione di pena ove ricorra la dissociazione c.d. attuosa; in tale ipotesi, il quarto e ultimo comma prevede la non applicabilità del primo e secondo comma della medesima norma. A seguito di una ricerca su riviste giuridiche e testi attinenti alla materia, è stato possibile analizzare gli elementi costitutivi della norma, rinvenendo, inoltre, i problemi aperti dell’introduzione dell’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 c.p. Tali questioni hanno a lungo diviso, sia dottrina che giurisprudenza, in merito alla definizione degli elementi costitutivi della norma, alla compatibilità della stessa con fattispecie delittuose di non tipica competenza dei sodalizi mafiose, e di relazione con l’istituto del concorso esterno in associazione mafiosa. I suddetti risultati hanno mostrato l’ampia portata degli effetti dell’introduzione dell’art. 416 bis 1 c.p., il quale risulta una norma avente un impatto ben maggiore di quello che ne definisce la ratio legis; dal momento che si è inserita anche nel dibattito circa la riconducibilità delle mafie delocalizzate all’estero all’alveo di punibilità dell’art. 416 bis c.p.

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