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Articolo 10 Statuto dei lavoratori

(L. 20 maggio 1970, n. 300)

[Aggiornato al 30/10/2020]

Lavoratori studenti

  • Dispositivo

Dispositivo dell'art. 10 Statuto dei lavoratori

I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.

I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.

Il datore di lavoro potrą richiedere la produzione delle certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma.

Consulenze legali
relative all'articolo 10 Statuto dei lavoratori

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Dario M. chiede
venerdģ 04/11/2016 - Sicilia
“Buongiorno Vorrei sapere con documentazione (sentenze, ed altro) se si può prendere il permesso relativo alle 150 ore per il diritto allo studio per coloro che frequentano uno studio legale per praticantato per avvocato o esistono altri tipi di permessi per coloro che sono lavoratori dipendenti. Grazie”
Consulenza legale i 08/11/2016
Il c.d. permesso per diritto allo studio viene previsto dall’art. 10 dello Statuto dei Lavoratori, il quale afferma testualmente: «I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.
I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.
Il datore di lavoro potrà richiedere la produzione delle certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma».
Oltre al dato legislativo, il permesso in questione viene ribadito da quasi tutti i CCNL di settore, tanto nell’ambito del lavoro pubblico quanto nell’ambito del lavoro subordinato privato.

Il fatto stesso che tale permesso sia previsto dallo Statuto dei Lavoratori e dai un CCNL fa propendere per una risposta negativa al Suo quesito: il praticante presso uno studio legale, infatti, non intrattiene alcun tipo di rapporto di lavoro subordinato, essendo il tirocinio un’attività (anche) formativa che consente di accedere all’esame di abilitazione. In altre parole, non si instaura alcun tipo di rapporto di lavoro subordinato tra il praticante e il dominus, ciò che è altresì contrario alle norme della deontologia forense laddove si prescrive l’incompatibilità tra l’attività di avvocato e di praticante e qualsivoglia attività lavorativa subordinata (art. 18 L.P.F. – 31/12/2012 n. 247).

Inoltre, le Sezioni Unite (in un caso diverso, riguardante un dipendente pubblico) hanno statuito che non spettano detti permessi retribuiti, qualora lo studente lavoratore non abbia l’obbligo di frequenza per il superamento del corso universitario a cui è iscritto (C. Cass., SS. UU., 10/7/2013 n. 17128).
Infine, si ribadisce come il tetto massimo di 150 ore sia riconoscibile solo per quei lavoratori che frequentano un corso, al termine del quale viene rilasciato un attestato avente valore legale: cosa che di fatto non accade per l’espletamento della pratica forense.