Cassazione civile Sez. II sentenza n. 4653 del 28 febbraio 2018

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di impugnazione di una disposizione testamentaria che si assuma effetto di dolo, per potere configurarne la sussistenza non Ŕ sufficiente qualsiasi influenza di ordine psicologico esercitata sul testatore mediante blandizie, richieste, suggerimenti o sollecitazioni, ma occorre la presenza di altri mezzi fraudolenti che - avuto riguardo all'etÓ, allo stato di salute, alle condizioni di spirito dello stesso - siano idonei a trarlo in inganno, suscitando in lui false rappresentazioni ed orientando la sua volontÓ in un senso in cui non si sarebbe spontaneamente indirizzata. La relativa prova, pur potendo essere presuntiva, deve fondarsi su fatti certi che consentano di identificare e ricostruire l'attivitÓ captatoria e la conseguente influenza determinante sul processo formativo della volontÓ del testatore.

(massima n. 2)

In tema di impugnative matrimoniali, l'azione per impugnare il matrimonio affetto da vizi della volontÓ ovvero da incapacitÓ di intendere e di volere di uno dei coniugi ha carattere personale ed Ŕ trasmissibile agli eredi solo qualora il relativo giudizio sia giÓ pendente al momento della morte di detto coniuge, il quale Ŕ titolare esclusivo del potere di decidere se impugnare il proprio matrimonio; l'azione di nullitÓ, inoltre, pur essendo promuovibile dal pubblico ministero, ex art. 125 c.c., non pu˛ pi¨ essere esperita dopo la morte di uno dei coniugi. (Rigetta, CORTE D'APPELLO MILANO, 30/05/2013)

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