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Dizionario Giuridico

Appello (processo penale)

Che cosa significa "Appello (processo penale)"?

E' un mezzo di impugnazione ordinario attraverso cui si richiede ad altro giudice, tramite l'enunciazione di motivi di fatto e di diritto, di effettuare un controllo sulla decisione di primo grado che si ritiene viziata.
E' una fase occasionale, poichè non segue automaticamente tutte le decisioni di primo grado a differenza di quelle emesse dal giudice dell'appello che son sempre ricorribili in cassazione ex art. 111 Cost.Vi sono, ad esempio, dei limiti nei casi di appello delle sentenze provenienti da giudizio abbreviato (si veda l'art. 443c.p.p.) ed anche in quelle derivanti da patteggiamento ( si veda l'art. 448 c.p.p.), così anche per le sentenze predibattimentali di cui all'art. 469 c.p.p., nonchè per quelle di proscioglimento perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto poichè l'imputato non può appellare; infine vi sono dei limiti anche per le sentenze di condanna in cui sia stata disposta la sola pena dell'ammenda o quelle di proscioglimento o di non luogo a procedere per reati contravvenzionali puniti solo con la pena dell'ammenda o con pene alternative. Nonostante esistano tali vincoli, non può dirsi danneggiato il diritto di difesa anche perchè la tutela dell'appello non è stata direttamente costituzionalizzata.
L'appello presenta diverse caratteristiche: è parzialmente devolutivo in quanto la cognizione è limitata ai motivi d'appello; è uno strumento di controllo poichè non richiede necessariamente un nuovo giudizio; infine, può consistere in una conferma o in una riforma dell'impugnata sentenza perchè difficilmente il giudice d'appello annulla.
Oltre l'appello principale esiste anche quello incidentale che si verifica quando una delle parti che era legittimata ad impugnare non l'ha fatto nei termini e, a seguito dell'impugnazione di altra parte, può presentare appello entro 15 gg dalla notificazione o comunicazione dell'appello principale. Esistono dei limiti relativi alla presentazione dell'appello incidentale: può riguardare solo i capi della sentenza di primo grado impugnati da chi ha presentato l'appello principale; se chi ha presentato l'appello principale vi rinuncia o questo risulta inammissibile, perde efficacia anche quello incidentale (art. 595 c.p.p.).
Qualora sia il pubblico ministero a presentare gravame, vi è la possibilità di reformatio in pejusil e dunque il giudice dell'appello potrà anche emettere una condanna più gravosa di quella disposta dal giudice di primo grado.
In taluni casi (anche su richiesta di parte e se il giudice lo ritiene strettamente necessario poichè non ha possibilità di decidere allo stato degli atti) potrà essere rinnovata l'istruzione dibattimentale tanto in caso di rito camerale o che in caso di rito ordinario.

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