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Articolo 29 Codice del terzo settore

(D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117)

Denunzia al tribunale e ai componenti dell'organo di controllo

Dispositivo dell'art. 29 Codice del terzo settore

1. Almeno un decimo degli associati, l'organo di controllo, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti ovvero il pubblico ministero possono agire ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile, in quanto compatibile.

2. Ogni associato, ovvero almeno un decimo degli associati nelle associazioni, riconosciute o non riconosciute, che hanno più di 500 associati, può denunziare i fatti che ritiene censurabili all'organo di controllo, se nominato, il quale deve tener conto della denunzia nella relazione all'assemblea. Se la denunzia è fatta da almeno un ventesimo degli associati dell'ente, l'organo di controllo deve agire ai sensi dell'articolo 2408, secondo comma, del codice civile.

3. Il presente articolo non si applica agli enti di cui all'articolo 4, comma 3.

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Consulenze legali
relative all'articolo 29 Codice del terzo settore

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Aldo R. chiede
giovedì 24/10/2019 - Piemonte
“Per le Onlus del 3° settore che prevedono nello statuto il collegio dei Revisori dei conti c'è l'obbligo della presenza dei Revisori nelle sedute del Consiglio Direttivo?
Se si da cosa discende tale obbligo se il CC lo prevede solo per le SpA e, in certi casi, per le Srl?”
Consulenza legale i 08/11/2019
La risposta al quesito formulato comporta la necessità di fare una premessa sulla cornice normativa che riguarda il terzo settore.

Il terzo settore è stato interessato da una importante riforma organica della disciplina normativa applicabile ai soggetti che vi operano, come le onlus.

In particolare, detta riforma organica è stata attuata per mezzo dell'approvazione del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (di seguito anche “Codice del terzo settore”).

Fatta questa breve premessa, si può procedere a rispondere al quesito in oggetto partendo proprio dal richiamo al summenzionato decreto legislativo.

Il Codice del terzo settore non disciplina, come invece avviene nel Codice Civile per le società per azioni, l'obbligo, per l'Organo di Controllo, di partecipare alle adunanze dell'Organo esecutivo.

Per le società per azioni, infatti, l'art. 2405 c.c. impone all'Organo di Controllo di “assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo”, prevedendo, come conseguenza, la decadenza dall'ufficio dell'Organo di Controllo nei casi di assenze manifestate nei termini di cui al secondo comma del medesimo art. 2405 c.c.

Alla luce di ciò, al fine di appurare se esista un tale obbligo anche per l'Organo di Controllo nominato all'interno di una ONLUS, occorre verificare se si possa desumere la sua sussistenza dall'interpretazione sistematica delle norme contenute nel Codice del terzo settore.

Si deve, probabilmente, e in prima analisi, richiamare l'art. 3 di detto Codice al fine di verificare o meno la sussistenza dell'obbligo di partecipazione alle sedute del Consiglio Direttivo da parte dell'Organo di Controllo nominato dall'ONLUS.

Infatti, ai sensi del suddetto art. 3 viene stabilito che: “Per quanto non previsto dal presente Codice, agli enti del Terzo settore si applicano, in quanto compatibili, le norme del Codice civile e le relative disposizioni di attuazione”, con ciò permettendo l'ingresso delle norme previste dal Codice Civile, ivi compreso l'art. 2405 c..c. sopra richiamato, in caso di lacune normative da parte del Codice del terzo settore.

Proprio questo richiamo dell'art. 3 di detto Codice, non può che condurre a ritenere applicabile anche all'Organo di Controllo dell'ONLUS l'obbligo di partecipare alle adunanze/sedute dell'Organo Esecutivo, così come previsto nelle s.p.a. dall'art. 2405 c.c.

A rafforzare tale interpretazione ricorrono altresì ulteriori norme previste nel Codice del terzo settore, come ad esempio l'art. 29.

Dall'analisi dell'art. 29 si evince, infatti, che all'Organo di Controllo è riconosciuto un potere di denunzia al Tribunale in caso ravvisi irregolarità nella gestione da parte dell'Organo Esecutivo; la possibilità di ravvisare dette irregolarità, e di denunziarle all'Autorità Giudiziaria, non può che ricollegarsi, inevitabilmente, al potere/dovere di partecipare alle sedute dell'Organo Esecutivo, in cui potrebbero emergere dette irregolarità.

Il sopra menzionato potere di denunzia delle gravi irregolarità commesse nella gestione dall'Organo Esecutivo non potrebbe trovare corretta esplicazione laddove non venisse riconosciuto, in capo all'Organo di Controllo, uno speculare obbligo di partecipare alle sedute dell'Organo Esecutivo, così come previsto dall'art. 2405 c.c. nelle società per azioni.

In conclusione, da una interpretazione sistematica della normativa in oggetto, si deve ritenere applicabile l'obbligo di partecipazione alle sedute del Consiglio Direttivo anche per l'Organo di Controllo nominato nelle ONLUS.