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Articolo 384 bis Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Punibilitā dei fatti commessi in collegamento audiovisivo nel corso di una rogatoria dall'estero

Dispositivo dell'art. 384 bis Codice penale

(1) I delitti di cui agli articoli 366, 367, 368, 369, 371bis, 372 e 373, commessi in occasione di un collegamento audiovisivo nel corso di una rogatoria all'estero (2) , si considerano commessi nel territorio dello Stato e sono puniti secondo la legge italiana (3).

Note

(1) Tale articolo è stato inserito dall’art. 17 della l. 5 ottobre 2001, n. 367.
(2) La disposizione si riferisce alle rogatorie attive, ossia ai casi in cui l'autorità italiana richiede all'autorità straniera l'espletamento di attività istruttorie.
(3) La dottrina ritiene si tratti di una disposizione superflua in quanto quanto in essa contenuto veniva già ad applicarsi in forza dell'art.6, con il solo limite del ne bis in idem. Inoltre il codice di procedura penale equipara il luogo ove il soggetto si trova collegato in audiovisione al luogo dell'udienza (146bis, comma 6, disp. att. c.p.p.).

Ratio Legis

La norma è stata introdotta al fine di dare esecuzione all'accordo Italia-Svizzera che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959.

Spiegazione dell'art. 384 bis Codice penale

La disposizione in esame estende la competenza territoriale del giudice italiano (v. artt. 3 e ss. nei casi in cui la lesione al corretto svolgimento della funzione giudiziaria, prevista come condotta dai vari delitti elencati, sia attuata all'estero tramite la rogatoria avente ad oggetto un collegamento audiovisivo.

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