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Articolo 359 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Persone esercenti un servizio di pubblica necessità

Dispositivo dell'art. 359 Codice penale

Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:

  1. 1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell'opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi (1);
  2. 2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della pubblica Amministrazione [360] (2).

Note

(1) Non è pacifico quali siano le professioni di cui il pubblico è per legge obbligato a valersi. Secondo alcuni si tratta di un requisito meramente apparente, tuttavia la dottrina maggioritaria ritiene il contrario e nello specifico che tale locuzione si riferisca a quelle attività professionali cui si è obbligati a ricorrere per lo svolgimento di determinati servizi, come ad esempio l'architetto se si vuole progettare un palazzo.
(2) La definizione inserita in tale comma pone problemi di coordinazione con la norma di cui all'art. 358. la dottrina ha cercato di risolvere la questione individuando la linea di demarcazione in relazione alla natura del provvedimento della P.A.. Quindi se si tratta di concessione si avrà pubblico servizio, nel caso di autorizzazione servizio si parlerà di pubblica utilità, a patto però che vi sia un'espressa qualificazione dell'atto come orientato alla pubblica necessità del servizio.

Ratio Legis

Viene accolta anche per questa disposizione, al pari delle due precedenti, una concezione oggettiva della qualifica, coadiuvata però dal controllo statale in merito al rilascio dell'abilitazione o in merito alla dichiarazione di pubblica necessità di un servizio.

Spiegazione dell'art. 359 Codice penale

La norma offre la nozione di persona esercente un servizio di pubblica necessità.

Le categorie cui fa riferimento la disposizione sono due:

  • privati che esercitano determinate professioni il cui esercizio è vietato dalla legge in assenza di speciale abilitazione, e della cui opera il pubblico sia per legge obbligato a valersi (ad es. avvocato iscritto all'albo). Occasionalmente tali esercenti possono assumere la veste di pubblico ufficiale (art. 357), con configurabilità delle norme penali ad essi dedicati, come nell'esempio di avvocato nell'atto di autenticare la procura;

  • privati che, non svolgendo alcuna pubblica funzione o alcun pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità. Come esempi si possono citare l'attività di assicurazione contro i rischi della responsabilità civile nella circolazione di veicoli, trattandosi di attività autorizzata in forza di un atto della pubblica amministrazione e posta al servizio della collettività, oppure l'agenzia di pratiche automobilistiche che rilasci un certificato sostitutivo della carta di circolazione.

Massime relative all'art. 359 Codice penale

Cass. pen. n. 19381/2005

In tema di diffamazione a mezzo della stampa, il limite della continenza deve ritenersi superato quando le espressioni adottate risultino pretestuosamente denigratorie e sovrabbondanti rispetto al fine della cronaca del fatto e della sua critica: ne consegue che la verifica circa l'adeguatezza del linguaggio alle esigenze del diritto del giornalista alla cronaca e alla critica impone innanzitutto l'accertamento della verità del fatto riportato e la proporzionalità dei termini adoperati per rapporto all'esigenza di evidenziare la gravità dell'accaduto quando questo presenti oggettivi profili di interesse pubblico. (Alla luce del principio la Corte ha ritenuto di annullare la pronunzia di appello che aveva considerato diffamatoria l'espressione «frottole» attribuita dal giornalista alle dichiarazioni rese da una teste di accusa in un processo).

Cass. pen. n. 18056/2002

Ai fini della legge penale, l'attività di assicurazione del rischio di responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti rientra tra i servizi di pubblica necessità, in quanto la sua qualificazione in tal senso ad opera della legge 24 dicembre 1969 n. 990, che prevede come obbligatoria la stipulazione dei relativi contratti sia per gli utenti sia per le imprese di assicurazione autorizzate, soddisfa a fortiori il requisito, richiesto dall'art. 359 n. 2 c.p., del provvedimento amministrativo di dichiarazione di pubblica necessità del servizio.

Cass. pen. n. 10973/1986

Il difensore, allorché esercita il proprio ministero nel processo penale, non riveste né la qualifica di pubblico ufficiale né quella di incaricato di pubblico servizio, bensì quello di esercente un servizio di pubblica necessità, atteso che il suo ruolo nel procedimento, nonostante i rilevanti aspetti pubblicistici che lo circondano, attiene essenzialmente alla cura ed alla tutela degli interessi processuali dell'imputato o di altra parte privata.

Cass. pen. n. 9821/1986

In tema del reato di falsità ideologica in certificato commesso da persona esercente un servizio di pubblica necessità, l'ingegnere e, comunque, il tecnico tenuto a disporre gli atti necessari per il rilascio di una concessione edilizia, devono considerarsi esercenti un servizio di pubblica necessità.

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