Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 338 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti

Dispositivo dell'art. 338 Codice penale

Chiunque usa violenza o minaccia(1) ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio(2) o ai suoi singoli componenti, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni [339](3).

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per ottenere, ostacolare o impedire il rilascio o l'adozione di un qualsiasi provvedimento, anche legislativo, ovvero a causa dell'avvenuto rilascio o adozione dello stesso(4).

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l'organizzazione o l'esecuzione dei servizi [339](5)(6).

Note

(1) La locuzione violenza o minaccia costituisce un elemento essenziale della fattispecie in quanto si tratta di strumenti idonei a coartare la volontà del soggetto pubblico in grado di conferire il necessario quid di disvalore all'ipotesi delittuosa
(2) La norma si caratterizza per l'impersonalità dell'organo pubblico cui la condotta violenta si rivolge comprende anche le imprese che svolgono servizi pubblici o di pubblica utilità.
(3) Comma modificato dall'art. 1, L. 3 luglio 2017, n. 105 con decorrenza dal 22 luglio 2017.
(4) Comma inserito dall'art. 1, L. 3 luglio 2017, n. 105 con decorrenza dal 22 luglio 2017.
(5) E' prevista un'aggravante speciale all'art. 7 della l. 31 maggio 1965, n. 575 nel caso in cui l'agente sia una persona sottoposta, con provvedimento definitivo, a duna misura di prevenzione sia durante l'esecuzione che nei tre anni successivi la cessazione.
(6) L'art. 4 del d.lgs. Lgt. 14 settembre 1944, n. 288 prevede una causa di giustificazione speciale secondo la quale la norma in esame risulta inapplicabile qualora il p.u. o l'i.p.s. abbia dato causa al fato preveduto, eccedendo con atti arbitrari i limi delle sue attribuzioni.

Ratio Legis

Il fondamento della disposizione in esame si ravvisa nell'esigenza di tutelare la libertà di autodeterminazione di organi collegiali politici, amministrativi, giudiziari e di imprese che svolgano servizi pubblici.

Spiegazione dell'art. 338 Codice penale

Il bene giuridico oggetto di tutela è la libertà di autodeterminazione dei corpi politici, amministrativi e giudiziari, nonché degli organismi di diritto pubblico e delle imprese private, qualora le deliberazioni oggetto di minaccia o violenza siano deputate all'organizzazione o all'esecuzione di servizi pubblici.

Per quanto concerne la minaccia, essa consiste nella prospettazione di un male notevole ed ingiusto, comunque idonea a determinare una costrizione del soggetto passivo, ovvero l'assemblea.

Per quanto riguarda l'altro elemento costitutivo del reato, ovvero la violenza, essa va suddivisa in propria ed impropria. Per quest'ultima va intesa quando si utilizza un qualsiasi mezzo idoneo a coartare la volontà del soggetto passivo, annullandone la capacità di azione o determinazione. Per violenza propria, si intende invece l'impiego di energia fisica sulle persone o sulle cose, esercitata direttamente o per mezzo di uno strumento.

Dato che, prima dell'ultima riformulazione il soggetto passivo era solamente l'organo collegiale deliberativo, si escludeva la rilevanza della violenza impropria, non potendosi “coartare” un organo collegiale. La violenza propria si configurava dunque come mera modalità di condotta, non definita in base alla capacità di coartazione del soggetto passivo.

Ad oggi invece può sostenersi che rilevino entrambe le forme di violenza, dato l'inserimento di un nuovo soggetto passivo, ovvero il singolo componente.

La novella legislativa riguarda anche un nuovo oggetto materiale del reato, rappresentato dal provvedimento, cui si rivolge il dolo specifico del soggetto agente nel momento dell'uso della violenza o della minaccia.

Massime relative all'art. 338 Codice penale

Cass. pen. n. 3828/2006

Integra il delitto di cui all'art. 338 c.p. (violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario) la minaccia, pure contenuta in un'espressione allusiva, che sia in concreto idonea ad incutere il timore di subire un danno ingiusto, non rilevando se il destinatario resista alla minaccia. L'idoneità del comportamento intimidatorio deve essere valutata con riguardo alle circostanze di fatto e quindi innanzitutto in relazione al contesto socio-ambientale, sicché anche semplici raccomandazioni o sollecitazioni possono assumere un significato fortemente minaccioso, se inserite in una situazione caratterizzata da rilevanti fenomeni di condizionamento violento o intimidatorio della libertà degli organismi pubblici e delle volontà delle persone. (La Corte ha ritenuto la sussistenza del reato, peraltro aggravato ex art. 7 D.L. n. 152 del 1991, sia dall'uso del metodo mafioso che dal fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa «Cosa nostra» nella condotta degli imputati che avevano avvicinato alcuni giudici popolari del collegio di Corte d'assise, impegnato in un dibattimento, con il pretesto della preoccupazione umanitaria per le precarie condizioni di salute dell'imputato, in cui favore avevano sollecitato la concessione di un permesso per cure, determinando l'astensione di detti giudici popolari dalla partecipazione al collegio giudicante).

Cass. pen. n. 12450/2005

In tema di immunità parlamentare, sussiste il nesso funzionale tra esternazioni e attività parlamentare — che giustifica la delibera di insindacabilità della Camera dei deputati e correlativamente esclude la proposizione del conflitto di attribuzione da parte del giudice di merito qualora dette esternazioni, ancorchè pronunciate nel corso di una trasmissione televisiva, si inscrivano in un contesto comprensivo di precedenti e numerosi interventi svolti dentro e fuori le aule parlamentari e siano caratterizzate, non già da una semplice comunanza con argomenti genericamente trattati in sede parlamentare e semplicemente riconducibili al medesimo contesto politico ma, al contrario, da una sostanziale corrispondenza con gli interventi espletati nell'esercizio concreto della funzione parlamentare. (In applicazione di tale principio la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione del giudice di merito, il quale aveva ritenuto l'esistenza del nesso funzionale tra fatto incriminato — consistente nell'aver descritto la parte offesa, nella specie un avvocato, come un faccendiere in grado di ottenere dalle autorità inquirenti di una data città favori per i propri assistiti — e la funzione parlamentare, in ragione di una serie di interventi precedenti con i quali il detto parlamentare aveva denunciato, con riferimento alla stessa città, l'esistenza di una situazione atipica caratterizzata da disparità di trattamento e da un uso politico della giustizia).

Cass. pen. n. 2636/2000

Agli effetti di quanto previsto dall'art. 338 c.p., per «corpo» politico, amministrativo o giudiziario deve intendersi una autorità collegiale che eserciti una delle suddette funzioni, in modo da esprimere una volontà unica tradotta in atti che siano riferibili al collegio e non ai singoli componenti che alla formazione di tale volontà concorrono. (Fattispecie nella quale la S.C. ha escluso che possa integrare la nozione suddetta un comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri).

Cass. pen. n. 2810/1995

Ad integrare il reato di minaccia ad un corpo giudiziario è sufficiente che la minaccia venga indirizzata nei confronti del collegio o di taluni suoi componenti al fine di alterare il normale svolgimento delle funzioni, ma non è necessario che in effetti l'impedimento o il turbamento voluto si siano verificati.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

Testi per approfondire questo articolo

  • Vademecum Privacy. Quaderno operativo per il trattamento dei dati nella PA (2019)

    Collana: PEL. Amministrazione management
    Pagine: 56
    Data di pubblicazione: ottobre 2019
    Prezzo: 54,00 -5% 51,30 €
    Il Vademecum Privacy nasce per accompagnare e sostenere l'ente, i dirigenti, i responsabili di posizione organizzativa e tutti i dipendenti impegnati nello svolgimento di attività relative alle operazioni di trattamento dei dati personali, attraverso la pubblicazione di sei Quaderni operativi sulle tematiche più stringenti in materia di privacy. La pubblicazione è naturalmente diretta anche al DPO che, nell'espletamento dei suoi compiti di vigilanza e consulenza,... (continua)
  • Migliorare le performance della pubblica amministrazione. Riscrivere l'abuso d'ufficio

    Editore: Giappichelli
    Data di pubblicazione: ottobre 2018
    Prezzo: 25,00 -5% 23,75 €
    La cornice di insicurezza che avvolge e condiziona l'agire quotidiano nella P.A. spiega il perché di questo volume, il quale raccoglie gli interventi di autorevoli colleghi e i risultati della Commissione di Studio e Riforma dell'Abuso d'Ufficio da me presieduta, sottoponendo allo stress test di studiosi e operatori del diritto provenienti da diverse realtà geografiche e ordinamentali alcune direttrici di riforma. L'obiettivo condiviso è la formulazione di una proposta... (continua)
  • La prevenzione della corruzione. Quadro normativo e strumenti di un sistema in evoluzione. Atti del Convegno (Pisa, 5 ottobre 2018)

    Editore: Giappichelli
    Collana: Collana del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pi
    Pagine: 256
    Data di pubblicazione: aprile 2019
    Prezzo: 31,00 -5% 29,45 €
    Categorie: Corruzione
    "Il presente volume sviluppa una ricerca interdisciplinare sulla natura della corruzione, le sua manifestazione nella società e nelle istituzioni, la sua incidenza sul potere politico e gli strumenti di prevenzione, esaminati anche alla luce dello sviluppo delle nuove tecnologie. Esso, in particolare, raccoglie gli atti del convegno dal titolo "La prevenzione della corruzione: quadro normativo e strumenti di un sistema in evoluzione" svoltosi il 5 ottobre 2018 all'Università di... (continua)
  • Codice dell'anticorruzione e della trasparenza

    Pagine: 750
    Data di pubblicazione: ottobre 2018
    Prezzo: 39,00 -5% 37,05 €
    Considerata la forte dispersione della disciplina in distinti corpi normativi e il concorrere di fonti di rango diverso, si è ritenuto utile riunire i principali atti normativi in un Codice dell'anticorruzione e della trasparenza, con lo scopo principale di fornire un adeguato supporto di conoscenza e di consultazione. In primo luogo per tutti gli operatori delle pubbliche amministrazioni, con un particolarissimo riguardo ai Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza... (continua)
  • La difesa degli enti e dagli enti nel d.lgs. 231/2001. Dal modello organizzativo al processo penale

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria e pratica del diritto. Penale e processo
    Data di pubblicazione: gennaio 2019
    Prezzo: 22,00 -5% 20,90 €