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Articolo 320 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio

Dispositivo dell'art. 320 Codice Penale

Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all'incaricato di un pubblico servizio(1).

In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore ad un terzo [32 quater](2).

Note

(1) Il primo comma è stato modificato dalla l. 6 novembre 2012, n. 190. In precedenza era così previsto: "le disposizioni dell'articolo 319 si applicano anche all'incaricato di un pubblico servizio; quelle di cui all'articolo 318 si applicano anche alla persona incaricata di un pubblico servizio, qualora rivesta la qualità di pubblico impiegato."
(2) In caso di condanna per il reato in esame troverà applicazione l'art. 32 quater ovvero l'applicazione della pena accessoria della incapacità di contrattare con la P.A.

Ratio Legis

Il legislatore, nell'intento di tutelare il buon andamento della P.A., ha qui deciso, con la riforma del 2012, di estendere la punibilità a tutti i soggetti incaricati di pubblico servizio, non solo dunque ai pubblici ufficiali.

Spiegazione dell'art. 320 Codice Penale

L'articolo in oggetto specifica che i delitti di corruzione di cui agli artt. 318 e 319 si applicano anche all'incaricato di pubblico servizio, ovvero, ai sensi dell'art. 358, a coloro che svolgono un'attività caratterizzata dall'esercizio della pubblica funzione (come i pubblici ufficiali), ma priva dei poteri tipici di essa, e, specularmente, con esclusione di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera semplicemente materiale.

Massime relative all'art. 320 Codice Penale

Cass. pen. n. 10759/2018

Non è configurabile il delitto di corruzione per atto di ufficio - secondo la disciplina vigente prima delle modifiche introdotte dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 all'art. 320 cod. pen. - nei confronti del dipendente della Società Autostrade per l'Italia, perché, pur rivestendo quest'ultimo la qualifica di incaricato di pubblico servizio, non può essere considerato un pubblico impiegato.

Cass. pen. n. 23024/2004

In tema di corruzione, anche la corruzione in atti giudiziari 'impropria può integrare il delitto previsto dall'art. 319 ter c.p., giusto il richiamo ivi contenuto agli artt. 318 e 319 c.p., là dove le utilità economiche costituiscano il prezzo della compravendita della funzione giudiziaria, considerata nel suo complessivo svolgimento, sia trascorso che futuro. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ravvisato il delitto di corruzione in atti giudiziari nella ripetuta dazione di utilità economiche al giudice delegato ai fallimenti — ancorché talvolta successiva al compimento di atti giudiziari contrari ai doveri del suo ufficio — da parte di singoli professionisti privati in vista di corrispettivi vantaggi patrimoniali costituiti dal conferimento di sempre nuovi incarichi di curatori nelle procedure fallimentari e dalla liquidazione di compensi nella massima misura tariffaria).

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