Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 441 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Provvedimenti del giudice a seguito di nuove contestazioni sul giudizio abbreviato

Dispositivo dell'art. 441 bis Codice di procedura penale

(1) 1. Se, nei casi disciplinati dagli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, il pubblico ministero procede alle contestazioni previste dall'articolo 423, comma 1, l'imputato può chiedere che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie (2).

2. La volontà dell'imputato è espressa nelle forme previste dall'articolo 438, comma 3.

3. Il giudice, su istanza dell'imputato o del difensore, assegna un termine non superiore a dieci giorni, per la formulazione della richiesta di cui ai commi 1 e 2 ovvero per l'integrazione della difesa, e sospende il giudizio per il tempo corrispondente.

4. Se l'imputato chiede che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie, il giudice revoca l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato e fissa l'udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione. Gli atti compiuti ai sensi degli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, hanno la stessa efficacia degli atti compiuti ai sensi dell'articolo 422. La richiesta di giudizio abbreviato non può essere riproposta. Si applicano le disposizioni dell'articolo 303, comma 2 (3).

5. Se il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato, l'imputato può chiedere l'ammissione di nuove prove, in relazione alle contestazioni ai sensi dell'articolo 423, anche oltre i limiti previsti dall'articolo 438, comma 5, ed il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria.

Note

(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 1, del 5 giugno 2000 n. 144.
(2) Non sono ammesse contestazioni tardive sulla scorta del materiale probatorio già acquisito nella fase preliminare del processo, prima della richiesta di giudizio abbreviato.
(3) Tale comma è stato modificato ex art. 7 bis, del D. L. 24 novembre 2000, n. 341, convertito in l. 19 gennaio 2001, n. 4.

Ratio Legis

Il giudizio abbreviato è stato concepito nell'intento di snellire il corso del processo, evitando l'approdo dibattimentale.

Spiegazione dell'art. 441 bis Codice di procedura penale

Come disciplinato dall'articolo 441, all'interno del rito abbreviato non è possibile la modifica dell'imputazione o la contestazione di circostanze aggravanti nuove, tranne nelle ipotesi in cui il giudice, ritenendo incompleto il quadro probatorio, assuma anche d'ufficio elementi necessari ai fini della decisione. Qualora infatti emergano nuovi elementi, è chiaro che il p.m può procedere alla modifica delle imputazioni ed alla contestazione di nuove circostanze.

Tuttavia, data la lesione della posizione processuale dell'imputato, il quale aveva optato per il rito abbreviato in presenza di un quadro probatorio e di una imputazione poi mutate, egli può richiedere che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie, ovvero con il dibattimento, che gli permette di difendersi più efficacemente.

In caso di modifica dell'imputazione o di contestazione di circostanze nuove, il legislatore accorda all'imputato il tempo di riflettere sul da farsi, imponendo al giudice la concessione di un termine a difesa e la sospensione del giudizio per un tempo non superiore a dieci giorni.

L'imputato può dunque accettare, nonostante la modifica dell'imputazione, che il processo prosegua nelle forma del rito abbreviato, ma in tal caso, su richiesta dello stesso, il giudice deve concedergli l'assunzione di nuove prove a suodiscarico, anche senza rispettare i limiti di necessarietà e di compatibilità con le finalità di economia processuale proprie del rito. Ciò vale anche per le richieste di prova contraria formulate dal pubblico ministero (ma solo se l'imputato ha presentato la richiesat di cui sopra).

Per contro, se il processo deve seguire le forme ordinarie, il giudice revoca l'ordinanza di mutamento del rito e fissa l'udienza preliminare, con la precisazione che la richiesta di trasformazione del rito abbreviato in rito ordinario è irretrattabile da parte dell'imputato.

Massime relative all'art. 441 bis Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 41461/2012

L'ordinanza di ammissione del giudizio abbreviato non può essere revocata salvo che nell'ipotesi espressamente disciplinata dall'art. 441 bis cod. proc. Pen

Cass. pen. n. 13882/2012

In tema di giudizio abbreviato, una volta richiesto ed ammesso il rito alternativo, non può essere accolta l'eccezione di illegittimità della contestazione suppletiva mossa dal P.M. in sede di udienza preliminare, quando il giudice non aveva ancora provveduto sulla richiesta di accesso al giudizio speciale, dovendosi ritenere applicabile in tale ipotesi la disciplina prevista dall'art. 423 cod. proc. pen., fatta salva la facoltà dell'imputato di revocare la richiesta di rito abbreviato, in applicazione analogica dell'art. 441-bis, comma primo, cod. proc. pen.

Cass. pen. n. 9921/2010

L'ordinanza di revoca del provvedimento di ammissione dell'imputato al rito abbreviato, pronunciata al di fuori delle ipotesi di cui all'art. 441 bis c.p.p., è provvedimento abnorme che comporta l'abnormità altresì di tutti gli atti conseguenti. (Fattispecie di revoca dell'ammissione al giudizio abbreviato condizionato disposta in sede di giudizio immediato).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

Testi per approfondire questo articolo

  • Il giudizio abbreviato

    Collana: Univ. Mediterranea
    Data di pubblicazione: dicembre 2008
    Prezzo: 42 €
    Categorie: Abbreviato
    Nell'ambito del sistema processuale penale introdotto con il codice di procedura del 1988 non v'è istituto che, riguardato sul piano dei profili di problematicità, possa essere assimilato al giudizio abbreviato. In esso si condensano, infatti, spunti problematici di rilevanza costituzionale, rilievi di ordine sistematico e, soprattutto, delicati momenti di contatto con istituti processuali altrettanto importanti. Il tutto inciso in maniera decisamente significativa dal perdurante confronto... (continua)
  • Il giudizio abbreviato

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process.
    Data di pubblicazione: marzo 2013
    Prezzo: 22,00 -5% 20,90 €
    Categorie: Abbreviato

    L'opera fornisce un quadro completo sul giudizio abbreviato, mettendone il luce sia la disciplina che i prevalenti indirizzi dottrinari e giurisprudenziali emersi in materia. Vengono infatti analizzate le modalità di instaurazione del giudizio, il suo svolgimento, la decisione, l'appello e il caso speciale nel procedimento a carico degli enti. Rivolgendosi a tutti gli operatori del diritto, il volume rappresenta una guida operativa per affrontare le questioni interpretative che... (continua)

  • Il giudizio abbreviato. Aggiornato alla l. 4 luglio 2017, n.103 (riforma Orlando)

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria e pratica del diritto. Penale e processo
    Data di pubblicazione: ottobre 2018
    Prezzo: 23,00 -5% 21,85 €
    L'istituto del giudizio abbreviato ha subito radicali modifiche a seguito dell'entrata in vigore della l. 103/2017 (legge Orlando): ha innovato il quarto comma dell'art. 438 c.p.p., dettando una specifica disciplina per il caso in cui il difensore depositi il risultato della sua attività di investigazione parallela e, immediatamente dopo, richieda di essere ammesso al giudizio abbreviato ordinario; ha introdotto un nuovo comma 5-bis nell'art. 438 c.p.p., prevedendo che con la richiesta... (continua)