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Articolo 388 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 09/08/2019]

Interrogatorio dell'arrestato o del fermato

Dispositivo dell'art. 388 Codice di procedura penale

1. Il pubblico ministero può procedere all'interrogatorio dell'arrestato o del fermato, dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia ovvero, in mancanza, al difensore di ufficio (1).

2. Durante l'interrogatorio, osservate le forme previste dall'articolo 64, il pubblico ministero informa l'arrestato o il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, le fonti [375 3, 294 3].

Note

(1) Prima di tale interrogatorio all'arrestato e al fermato non è dovuta l'informazione ex art. 369.

Ratio Legis

Tale disposizione trova la propria ratio nell'esigenza di garantire anche in sede di interrogatorio del soggetto arrestato o fermato il diritto di difesa.

Spiegazione dell'art. 388 Codice di procedura penale

L'interrogatorio da parte del pubblico ministero rappresenta una mera facoltà, nonostante egli sia l'organo deputato a richiedere poi al g.i.p. la convalida dell'arresto, del fermo o della misura dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare.

Ad ogni modo, il pubblico ministero può procedere all'interrogatorio (con le guarantigie di cui all'art. 64), dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia o al difensore d'ufficio.

In tal caso va precisato che per l'interrogatorio del pubblico ministero non è indispensabile la presenza del difensore dell'arrestato o del fermato.

Ai sensi del secondo comma, qualora si proceda ad interrogatorio, il p.m. deve informare il soggetto del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento, comunicandogli inoltre gli elementi di prova a suo carico e le fonti di prova, a meno che, in quest'ultima ipotesi, non posa derivarne un pregiudizio per le indagini.

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