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Articolo 440 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Appellabilità delle sentenze

Dispositivo dell'art. 440 Codice di procedura civile

Sono inappellabili le sentenze che hanno deciso una controversia di valore non superiore a venticinque euro e ottantadue centesimi (1) (2).

Note

(1) Secondo l’orientamento dottrinale prevalente, il valore della controversia di lavoro relativamente all’applicazione dell’articolo in esame, va calcolato tenendo conto dell’importo base del credito del lavoratore, della rivalutazione monetaria e degli interessi. Pertanto, il valore irrisorio del limite fa sì che la norma sia nella prassi pressoché inapplicata.
(2) Il collegio deve dichiarare inammissibile l'appello proposto contro una sentenza che abbia deciso una controversia di lavoro di valore inferiore al limite di cui alla norma in esame. Tale inammissibilità è rilevabile anche d'ufficio sino a che si formi il giudicato.

Ratio Legis

L'irrisorietà del limite, reso ancora più insignificante dalla svalutazione monetaria, fa sì che la norma sia nella prassi pressoché inapplicata.

Massime relative all'art. 440 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 1100/1991

Il valore della controversia di lavoro, ai fini dell'applicabilità della regola dell'art. 440 c.p.c. (sull'inappellabilità — e la conseguente ricorribilità per cassazione — delle sentenze che hanno deciso una controversia di valore non superiore a lire cinquantamila) deve essere determinato tenendo conto, in aggiunta all'importo-base del credito del lavoratore, anche della rivalutazione monetaria e degli interessi, pur se non richiesti nel ricorso introduttivo, in quanto compresi nell'oggetto della domanda ai sensi dell'art. 429, comma terzo, c.p.c.

Cass. civ. n. 680/1985

Nel rito del lavoro, la determinazione del valore di una controversia, ai fini dell'appellabilità o meno della sentenza ai sensi dell'art. 440 c.p.c., va effettuata alla stregua del valore del bene preteso dall'attore, al quale vanno sommati, ai sensi dell'art. 10 c.p.c., soltanto gli interessi, le spese e i danni anteriori alla proposizione della domanda e non anche le spese del procedimento instaurato per conseguire il bene anzidetto. Tale principio trova applicazione anche quando si tratti di stabilire l'appellabilità o meno della sentenza che ha concluso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, con la conseguenza che il valore originario della controversia non può essere dilatato con l'aggiunta delle spese liquidate con il decreto opposto, essendo queste non anteriori, ma successive alla domanda proposta con il deposito del ricorso ex art. 638 c.p.c.

Cass. civ. n. 3290/1983

Nel caso in cui una sentenza soggetta soltanto al ricorso per cassazione (art. 440 c.p.c.) venga impugnata sia con tale mezzo che con l'appello, va riconosciuta l'ammissibilità del ricorso, ove risulti proposto nel termine di sessanta giorni dalla notifica della sentenza e prima della declaratoria d'inammissibilità dell'appello.

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