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Articolo 417 bis Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Difesa delle pubbliche amministrazioni

Dispositivo dell'art. 417 bis Codice di procedura civile

Nelle controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al quinto comma dell'articolo 413, limitatamente al giudizio di primo grado le amministrazioni stesse possono stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti (1).

Per le amministrazioni statali o ad esse equiparate, ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, la disposizione di cui al comma precedente si applica salvo che l'Avvocatura dello Stato competente per territorio, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, determini di assumere direttamente la trattazione della causa dandone immediata comunicazione ai competenti uffici dell'amministrazione interessata, nonché al Dipartimento della funzione pubblica, anche per l'eventuale emanazione di direttive agli uffici per la gestione del contenzioso del lavoro. In ogni altro caso l'Avvocatura dello Stato trasmette immediatamente, e comunque non oltre 7 giorni dalla notifica degli atti introduttivi, gli atti stessi ai competenti uffici dell'amministrazione interessata per gli adempimenti di cui al comma precedente.

Gli enti locali, anche al fine di realizzare economie di gestione, possono utilizzare le strutture dell'amministrazione civile del Ministero dell'interno, alle quali conferiscono mandato nei limiti di cui al primo comma.

Note

(1) La norma in esame prevede una particolare figura di difesa personale al fine di ridurre la mole di lavoro dell'Avvocatura dello Stato, che trova applicazione nelle ipotesi in cui la p.a. sia attrice o convenuta. Sono infatti i dipendenti della stessa p.a. che sostengono la difesa dell'amministrazione davanti al giudice del lavoro, eccezione fatta per le ipotesi in cui vengono in rilievo questioni di massima o di notevoli riflessi economici dove è l'Avvocatura dello Stato che decide di assumere direttamente la trattazione della causa.

Spiegazione dell'art. 417 bis Codice di procedura civile

Quando oggetto della controversia è il rapporto di lavoro di un dipendente pubblico, per il solo giudizio di primo grado l’amministrazione può essere rappresentata direttamente da suoi dipendenti.
La ratio di questa disposizione è stata individuata nella volontà di far risparmiare spese di difesa alle pubbliche amministrazioni, riservando all'Avvocatura solo le questioni particolarmente rilevanti.

Infatti, viene anche precisato che, se trattasi di amministrazione statale o ad essa equiparata, l’avvocatura dello Stato, territorialmente competente, può decidere di assumere direttamente la causa qualora debbano essere affrontate questioni di massima o questioni di particolare rilievo economico.

A tale fine, la stessa avvocatura ne dovrà dare immediata comunicazione:
  1. agli uffici dell’amministrazione direttamente interessata;
  2. al dipartimento della funzione pubblica, il quale può impartire specifiche direttive agli uffici interessati per gestire il contenzioso.

Se, al contrario, l’avvocatura ritiene che non occorra assumere direttamente la causa, entro il termine di sette giorni da quando gli sono stati notificati gli atti introduttivi, dovrà trasmetterli agli uffici dell’amministrazione interessata nella controversia, per consentire a questi ultimi di stare in giudizio con i propri dipendenti.
La disposizione in esame non fa venir meno la norma generale dell'art. 25 del c.p.c., per il quale nelle controversie che investono la pubblica amministrazione è competente per territorio il giudice del luogo dove ha sede l'Avvocatura dello Stato.

Come può notarsi, dunque, si distingue tra amministrazioni statali o ad esse equiparate e tutte le altre amministrazioni pubbliche, consentendo solo a queste ultime di stare in giudizio costituendosi direttamente attraverso i propri dipendenti, anche se questi non hanno qualifica di funzionari ed anche se non sono muniti di mandato generale o speciale.

Nel caso in cui la contestazione abbia ad oggetto il rapporto di lavoro alle dipendenze di un ente locale, è consentito a tale ente di avvalersi delle strutture dell’amministrazione civile del Ministero dell’interno, a cui dovrà essere conferito il relativo mandato.

Si ritiene che la norma in esame sia applicabile non solo quando l'ente è convenuto, ma anche se l'amministrazione pubblica è parte attrice; in tal caso il ricorso può essere redatto e sottoscritto da un dipendente e notificato su istanza dello stesso.

Se l'amministrazione dello stato si costituisce a mezzo dei propri dipendenti, la notificazione della sentenza di primo grado, finalizzata alla decorrenza del termine breve per l'impugnazione, deve essere effettuata all'amministrazione ed è irrilevante la notificazione effettuata all'Avvocatura dello Stato.

Massime relative all'art. 417 bis Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 17596/2016

La previsione di cui all'art. 417 bis c.p.c., secondo cui le P.A., nelle controversie relative ai rapporti di lavoro, possono stare in giudizio, in primo grado, mediante loro dipendenti, si differenzia da quella di cui all'art. 2 del r.d. n. 1611 del 1933, che consente all'Avvocatura dello Stato di delegare per la rappresentanza dell'Amministrazione un funzionario o procuratore, in quanto in un caso l'amministrazione assume direttamente la difesa, nell'altro la delega concerne la sola rappresentanza in giudizio, restando l'attività defensionale affidata all'ufficio dell'Avvocatura competente per territorio. Ne consegue che nel primo caso la notifica della sentenza di primo grado, ai fini del decorso del termine breve per l'impugnazione, va effettuata allo stesso dipendente, mentre nel secondo la notifica della sentenza al delegato è radicalmente nulla, dovendosi effettuare presso gli uffici dell'Avvocatura dello Stato, ex art. 11 del r.d. n. 1611 del 1933.

Cass. civ. n. 4690/2008

Allorché l'amministrazione statale sia costituita in giudizio avvalendosi di un proprio dipendente, secondo la previsione di cui all'art. 417 bis c.p.c., la notifica della sentenza di primo grado ai fini del decorso del termine di impugnazione va effettuata allo stesso dipendente; la citata norma, infatti, va interpretata nel senso che essa attribuisce al dipendente di cui l'amministrazione si sia avvalsa tutte le capacità connesse alla qualità di difensore in tale giudizio, ivi compresa quella di ricevere la notificazione della sentenza, ancorché tale atto si collochi necessariamente in un momento successivo alla conclusione del giudizio stesso.

Cass. civ. n. 752/2007

La notifica del ricorso per cassazione all'autorità amministrativa anziché all'Avvocatura dello Stato è possibile solo nell'ipotesi eccezionale di cui all'art. 23, quarto comma della legge n. 689 del 1981, che permette all'autorità, ed eventualmente all'organo periferico che ha emanato l'atto impugnato, di stare in giudizio per mezzo di un proprio funzionario; diversamente, qualora la P.A., parte del rapporto di lavoro dedotto in giudizio, siasi costituita direttamente e attraverso un proprio dipendente nel giudizio di primo grado, ai sensi dell'art. 417 bis c.p.c., gli atti degli ulteriori gradi o fasi del giudizio devono essere notificati all'Avvocatura dello Stato.

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