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Articolo 818 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Provvedimenti cautelari

Dispositivo dell'art. 818 Codice di procedura civile

Gli arbitri non possono concedere (1)sequestri, né altri provvedimenti cautelari [670 ss.; c.c. 2095], salva diversa disposizione di legge(2)(3).

Note

(1) La norma in analisi conferma la competenza esclusiva del giudice ordinario in merito all'adozione dei provvedimenti cautelari, escludendo qualsiasi facoltà per gli arbitri di emettere tali provvedimenti. Pertanto, le parti che ritengano sussistenti i presupposti per la concessione di un provvedimento cautelare devono rivolgersi al giudice che sarebbe competente a conoscere del merito e non a quello del luogo in cui il provvedimento deve essere eseguito ai sensi dell'art. 669 quinquies del c.p.c..
(2) Secondo parte della dottrina si dovrebbe consentire agli arbitri la facoltà di adottare provvedimenti cautelari, sottoponendo tali provvedimenti al controllo dell'autorità giudiziaria mediante una procedura analoga a quella dell'exequatur.
Infatti, il legislatore lascia aperta una futura possibilità di tal genere concludendo la norma in analisi con la formula "salva diversa disposizione di legge".
(3) Si precisa che grazie alla riforma ad opera della l.80/2005, è stata estesa la competenza cautelare del giudice ordinario anche in caso di arbitrato arbitrato irrituale. Infatti, prima di tale intervento legislativo tale competenza veniva esclusa in quanto la rinuncia delle parti al ricorso all'autorità giudiziaria, affidando agli arbitri il compito di comporre le eventuali liti che potevano insorgere in ordine all'interpretazione ed esecuzione di un contratto tra le stesse, veniva concepita come rinuncia anche alla tutela cautelare che l'autorità giudiziaria poteva assicurare. Tuttavia, grazie a diverse opinioni dottrinali e all'intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n.320/2002, è stato affermato che con l'arbitrato irrituale le parti non rinunciano anche alla possibilità di ottenere un provvedimento cautelare di carattere anticipatorio e conservativo in attesa che si concluda il giudizio arbitrale, trattandosi di una vera e propria azione autonoma rispetto a quella finalizzata ad ottenere la decisione finale. Tale principio venne poi trasfuso nella nuova formulazione dell'art. 669 quinquies del c.p.c., nella quale viene disposta la tutela cautelare anche in liti devolute ad arbitri irrituali.

Spiegazione dell'art. 818 Codice di procedura civile

La norma in esame non presenta alcun elemento di novità rispetto al testo previgente.
Viene ribadita la tendenziale estraneità della tutela cautelare alla struttura dell'arbitrato.
Tuttavia, l’aggiunta a tale principio dell'inciso “salva diversa disposizione di legge”lascia intendere che, seppure attualmente tale potere non è riconosciuto agli arbitri, non è escluso che in futuro specifiche disposizioni di legge possano far breccia nel divieto posto da questa norma.
Tale ipotesi trova conferma nella disciplina dell'arbitrato societario: infatti, l'art. 35, comma 5 del D.Lgs. n. 5 del 2003 attribuisce agli arbitri il potere di disporre la sospensione cautelare delle delibere assembleari quando, oggetto del processo di merito, è la loro impugnazione.

Occorre anche evidenziare che agli arbitri è preclusa la possibilità di pronunciare provvedimenti ingiuntivi, i quali restano affidati alla competenza del giudice ordinario pur in presenza di un patto compromissorio.

Massime relative all'art. 818 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 10862/1994

La parte vittoriosa nel giudizio arbitrale che nel giudizio di impugnazione del lodo chieda il rigetto dell'impugnazione pu˛ chiedere all'istruttore un sequestro conservativo, atteso che il giudizio di impugnazione del lodo Ŕ attribuito alla competenza del giudice che sarebbe stato competente per l'appello verso la sentenza, se per la causa decisa fosse stato competente il giudice ordinario (art. 828, comma 2, c.p.c., nel testo precedente all'entrata in vigore della L. 5 gennaio 1994) e che Ŕ pertanto applicabile l'art. 673, comma 2, c.p.c., a tenore del quale (con disposizione che deroga al divieto di domande nuove in appello) l'istanza di sequestro conservativo pu˛ essere proposta al giudice di appello.

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