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Articolo 30 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

[Aggiornato al 15/05/2019]

Fabbricati, muri e opere di sostegno

Dispositivo dell'art. 30 Codice della strada

1. I fabbricati ed i muri di qualunque genere fronteggianti le strade devono essere conservati in modo da non compromettere l'incolumità pubblica e da non arrecare danno alle strade ed alle relative pertinenze.

2. Salvi i provvedimenti che nei casi contingibili ed urgenti possono essere adottati dal sindaco a tutela della pubblica incolumità, il prefetto, sentito l'ente proprietario o concessionario, può ordinare la demolizione o il consolidamento a spese dello stesso proprietario dei fabbricati e dei muri che minacciano rovina se il proprietario, nonostante la diffida, non abbia provveduto a compiere le opere necessarie.

3. In caso di inadempienza nel termine fissato, l'autorità competente ai sensi del comma 2 provvede d'ufficio alla demolizione o al consolidamento, addebitando le spese al proprietario.

4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le strade ed autostrade, qualora esse servano unicamente a difendere ed a sostenere i fondi adiacenti, sono a carico dei proprietari dei fondi stessi; se hanno per scopo la stabilità o la conservazione delle strade od autostrade, la costruzione o riparazione è a carico dell'ente proprietario della strada.

5. La spesa si divide in ragione dell'interesse quando l'opera abbia scopo promiscuo. Il riparto della spesa è fatto con decreto del Ministro dei lavori pubblici, su proposta dell'ufficio periferico dell'A.N.A.S., per le strade statali ed autostrade e negli altri casi con decreto del presidente della regione, su proposta del competente ufficio tecnico.

6. La costruzione di opere di sostegno che servono unicamente a difendere e a sostenere i fondi adiacenti, effettuata in sede di costruzione di nuove strade, è a carico dell'ente cui appartiene la strada, fermo restando a carico dei proprietari dei fondi l'obbligo e l'onere di manutenzione e di eventuale riparazione o ricostruzione di tali opere.

7. In caso di mancata esecuzione di quanto compete ai proprietari dei fondi si adotta nei confronti degli inadempienti la procedura di cui ai commi 2 e 3.

8. Chiunque non osserva le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734.

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Consulenze legali
relative all'articolo 30 Codice della strada

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Rodolfo G. chiede
giovedì 15/02/2018 - Liguria
“Sono comproprietario di un terreno di cui una parte fu espropriata dalla Provincia di ...omissis.... nei primi anni '60 per la realizzazione di una strada provinciale a valle del terreno stesso (si tratta del centro abitato del Comune di ...omissis..., provincia di ...omissis...). La provincia costruì al tempo un muro (con tanto di targa affissa sul medesimo recante la data di allora e la scritta: “Opera realizzata dal Ministero dei Lavori Pubblici”) a contenzione del terreno. A seguito di abbondantissime piogge del novembre 2016 e di analogo periodo del 2017 il muro necessita di interventi strutturali importanti. Considerato che finora non sono riuscito a reperire l'atto relativo all'esproprio né altra documentazione, a chi spettano le sperse di ristrutturazione del muro? Sarebbe possibile appellarsi ad eventi atmosferici di particolare intensità?

Consulenza legale i 22/02/2018
Da quanto esposto nel quesito sembra che il muro di cui si discute sia stato realizzato dall’ente pubblico sia per fare da contenimento al terreno soprastante che per garantire la stabilità e conservazione della strada provinciale posta a valle del terreno stesso.
In casi come questo, purtroppo, non è semplice individuare con estrema certezza il soggetto tenuto a sopportare le spese di conservazione e manutenzione del muro, assolvendo di fatto quel muro ad una duplice funzione.

Intanto, va decisamente esclusa l’applicazione della regola civilistica dettata dall’art. 887 c.c., secondo cui il proprietario del fondo superiore deve sopportare per intero le spese di conservazione del muro dalle fondamenta all’altezza del proprio suolo (regola secondo la quale, dunque, tutte le spese dovrebbero gravare in via esclusiva sul proprietario del terreno); a tale regola, infatti, non può farsi ricorso tutte le volte in cui il dislivello tra il terreno di proprietà privata e la nuova sede stradale abbia origine artificiale e sia stato determinato da una suddivisione in due porzioni del terreno appartenente all’unico proprietario (ciò che si presume sia proprio accaduto nel caso di specie).

Fatta questa considerazione, la normativa specifica a cui fare riferimento la si può rinvenire nel D.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, ossia nel codice della strada.
In particolare, ai sensi dell’art. 30 comma 4 del suddetto codice, occorre così distinguere:
  1. se il muro o l’opera di sostegno in genere ha come funzione quella di dare stabilità e consentire la conservazione delle strade, obbligato alle opere manutentive e di riparazione sarà l’ente proprietario della strada;
  2. se lo scopo di tali manufatti è unicamente quello di difesa e sostegno dei fondi adiacenti, soggetto obbligato all’esecuzione delle suddette opere è il proprietario del fondo stesso.
L’incertezza, dunque, può nascere dalla difficoltà di stabilire quale delle due funzioni sopra citate svolga il muro in questione, tenendosi conto comunque che il legislatore si è preoccupato di disciplinare anche le ipotesi per le quali possano sussistere dei dubbi; dispone, infatti, il comma 5 dello stesso art. 30 codice della strada che, nell’ipotesi in cui il muro abbia una funzione promiscua, le spese di riparazione e manutenzione vanno suddivise in ragione dell’interesse.

E’ anche vero, tuttavia, che secondo la disciplina civilistica sulla responsabilità aquiliana, il proprietario è tenuto ad esercitare un potere di vigilanza e di custodia su tutti quei beni che possano procurare danno a terzi.
Ed è proprio sulla scorta di tale principio che si ritiene debba essere letto il successivo art. 31 del codice della strada, il quale impone ai proprietari di mantenere le ripe dei fondi laterali alle strade in stato tale da impedire, a seguito di franamenti o cedimenti, danni non soltanto al corpo stradale, ma anche ai muri ed in generale alle opere di sostegno di cui al precedente art. 30, per i quali ultimi, tuttavia, tornano ad applicarsi le regole prima viste.

In conclusione, dunque, occorre in primo luogo cercare di stabilire quale sia la concreta funzione svolta dal muro, se di solo contenimento del terreno soprastante o anche di stabilità o conservazione della strada e, qualora svolga di fatto svolga entrambe le funzioni, sia il proprietario del terreno laterale che l’ente proprietario del muro e della strada saranno tenuti a concorrere alle spese di cui quel muro necessiti secondo i criteri e le modalità analiticamente dettate dal comma 5 dell’art. 30 Codice della strada.

Nessuna preoccupazione può destare il fatto che non si riescano a rinvenire i titoli relativi all’esproprio, in quanto nell’ipotesi in cui non sia possibile desumere dalla mappe catastali la titolarità di un bene, la proprietà deve ritenersi a favore del soggetto che ha realizzato l’opera; nel caso di specie la proprietà sarebbe della provincia, in quanto questa risulta essere stata artefice della strada e del relativo muro di contenimento.

Data l’incertezza sopra delineata, ciò che può consigliarsi come primo passo da compiere è di inoltrare, anche a mezzo PEC, una segnalazione di pericolo al Sindaco ed al Comando di Polizia Municipale del Comune in cui si trova la strada, nonché al Presidente della Provincia interessata ed al Prefetto competente, invitando i destinatari, nell’ambito delle precipue competenze e responsabilità, a porre in essere ogni provvedimento volto a garantire la sicurezza stradale per il pericolo che da un eventuale crollo di quel muro ne può derivare.

Qualora i destinatari adducano che il muro è stato danneggiato a causa del cedimento del terreno, si potranno presentare delle osservazioni scritte ex Legge 241/1990, attraverso cui si potrà cercare di far valere la tesi che in realtà quel muro ha precipuamente funzione di garantire la stabilità e conservazione della strada, chiedendo l’applicazione di quanto disposto dall’art. 30 codice della strada.

Se anche a seguito di tali osservazioni non dovesse ottenersi alcun intervento da parte dell’ente pubblico, non resta altra strada che quella di affidarsi alla giustizia.

Per tale eventualità vuole segnalarsi una interessante sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, Sentenza n. 3805 del 16.06.2010, nella quale il giudice amministrativo è stato chiamato a pronunciarsi proprio su un caso simile a quello qui esaminato.

Per quanto riguarda infine la possibilità di avvalersi di contributi per danni causati da eventi atmosferici particolarmente avversi, va detto che si tratta di una procedura alquanto lunga e complessa, la quale richiede a monte quanto meno una ordinanza firmata dal capo della Protezione civile, volta a far fronte a tutte le segnalazioni dei cittadini privati che hanno fatto richiesta di contributi in quanto danneggiati da calamità.


Fiorella F. chiede
mercoledì 21/09/2016 - Toscana
“una strada comunale è delimitata a valle da un muro in pietra. Il muro è alto m.2,50 di cui m. 1.00 è di sostegno della strada posta a quota superiore rispetto al campo adiacente di proprietà privata. Il muro è crollato sulla strada fino al livello strada. La porzione di muro di sostegno alla strada risulta piena di lacune, dilavata e non idonea a sostenere un nuovo eventuale muro. A chi spetta la ricostruzione del muro?”
Consulenza legale i 28/09/2016
La norma di partenza per individuare la risposta al quesito è l’art. 879, secondo comma, cod. civ., secondo il quale “Alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano.”

Per quel che concerne le strade pubbliche, in particolare, il riferimento è il Decreto legislativo 285 del 30 aprile 1992, cosiddetto “Codice della Strada”, il quale - all’art. 30, intitolato “Fabbricati, muri e opere di sostegno” - così stabilisce: “1. I fabbricati ed i muri di qualunque genere fronteggianti le strade devono essere conservati in modo da non compromettere l'incolumità pubblica e da non arrecare danno alle strade ed alle relative pertinenze.
(…) 4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le strade ed autostrade, qualora esse servano unicamente a difendere ed a sostenere i fondi adiacenti, sono a carico dei proprietari dei fondi stessi; se hanno per scopo la stabilità o la conservazione delle strade od autostrade, la costruzione o riparazione è a carico dell'ente proprietario della strada.
5. La spesa si divide in ragione dell'interesse quando l'opera abbia scopo promiscuo. Il riparto della spesa è fatto con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell'ufficio periferico dell'A.N.A.S., per le strade statali ed autostrade e negli altri casi con decreto del presidente della regione, su proposta del competente ufficio tecnico (1).
(…) 8. Chiunque non osserva le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 422 a Euro 1.695.”

Afferma sul punto la giurisprudenza: “In tema di costruzione di opere di sostegno a tutela delle strade, il proprietario del fondo adiacente alla strada è tenuto, ai sensi dell'art. 30, comma 6, cod. strada, a provvedere alla manutenzione dell'opera di sostegno realizzata lungo la strada purché assolva alla funzione essenziale di contenimento del terreno di proprietà del privato (nella specie, sovrastante il percorso stradale), senza che assuma rilievo l'esistenza di una attitudine accessoria dell'opera (o del muro) a delimitare e a conformare la sede viaria.” (Cassazione civile, sez. II, 17/09/2015, n. 18258) e “Ai sensi dell'art. 30, commi 4 e 5, c. strada, se la funzione delle opere di sostegno consiste nella stabilità o conservazione delle strade, è chiamato a realizzare le opere manutentive e di riparazione l'ente proprietario della strada, mentre se lo scopo è quello unicamente di difesa e sostegno dei fondi adiacenti, il soggetto obbligato è il proprietario di quei fondi. Quando, invece, come nella fattispecie, il muro di sostegno appare direttamente funzionale sia alla stabilità e alla conservazione della strada ma, al contempo, ha anche una funzione di sostegno del terreno sovrastante, trova applicazione il comma 5 del predetto art. 30, il quale prevede che la spesa per la riparazione delle opere di sostegno si divida in ragione dell'interesse quando l'opera abbia scopo promiscuo.” (T.A.R. Trento - Trentino-Alto Adige, sez. I, 12/03/2015, n. 85).

Dalla descrizione dello stato dei luoghi contenuta nel quesito pare proprio che il caso di specie debba ricondursi alla seconda delle ipotesi prospettate dalla norma, ovvero – essendo i due fondi a dislivello per cui la strada pubblica si trova in alto e il campo privato in basso – sarà il Comune o comunque l’ente pubblico di competenza a doversi fare carico della manutenzione di un muro che non ha, di fatto, alcuna utilità per il privato mentre ha sicuramente l’essenziale scopo di contenere la via pubblica.

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